Le imprese edili lanciano l’SOS: «Fateci lavorare anche in estate»

I rappresentanti del settore ieri in piazza Foro per esprimere il proprio disappunto sulla proposta del sindaco di fermare i cantieri per tre mesi durante l’alta stagione

Il settore edile si oppone al fermo-lavori durante i mesi estivi

Monta la protesta dei lavoratori edili di Pola e delle località limitrofe contro la recente iniziativa del sindaco di porre un freno ai cantieri nei tre mesi estivi in cui la città e l’anello vivono in prevalenza di turismo. Ieri mattina una ventina di piccoli e medi imprenditori del settore delle costruzioni (ognuno tra i 10 e i 30 dipendenti) hanno bussato alle porte del palazzo comunale per chiedere maggiore considerazione per la categoria. Li hanno ricevuti la vicesindaco Ivona Močenić e il neoinsediato assessore per le Politiche comunali Robert Stemberger. Per farsi intendere meglio, i costruttori si sono muniti di assistenza legale e hanno promesso battaglie fino all’istanza suprema: la Corte costituzionale. A fine incontro si sono rivolti alla stampa per spiegare le ragioni del malcontento. Intanto bisogna dire che l’amministrazione municipale propone di introdurre un divieto per le costruzioni di ben tre mesi tra giugno e agosto, in corrispondenza della stagione turistica di punta. Le ragioni sono più che comprensibili: Pola e l’Istria campano di turismo, buona parte della popolazione vive di affitti e locazioni, di ristorazione, di trasporti, di commercio e di altri servizi legati in un modo all’altro all’industria dell’ospitalità. I turisti pagano la propria vacanza al mare salata e chiedono un minimo di silenzio e tranquillità. D’altro canto, alle nostre latitudini turismo e costruzioni sono le due facce della stessa medaglia: si edifica, si riqualifica e si ristruttura per poi poter affittare, vendere, svolgere attività commerciali, sempre in funzione dell’ospitalità. I cantieri spuntano nelle stesse zone turistiche dove è richiesto il silenzio per l’ospite pagante. Ne deriva che tutti sono a turni pro e contro gli interventi edili nel proprio piccolo. Insomma, non è facile sindacare sulle scelte degli uni e degli altri perché spesso il disaccordo è solo apparente e comunque temporaneo.

I rappresentanti delle imprese edili davanti a Palazzo municipale

Un mese può andare bene

Ma intanto i costruttori tirano l’acqua al proprio mulino. L’avvocato Nikola Pajić ha parlato per tutti: “Io oggi rappresento una ventina di imprese di costruzioni, tra piccole, medie e grandi, che stanno contrastando sul nascere la nuova ordinanza del sindaco sulla sospensione dell’attività edilizia nel periodo estivo. Ora noi siamo del parere che questa ordinanza non è affatto necessaria, ma se proprio l’amministrazione insiste ad averne una, sollecitiamo le autorità a limitare le disposizioni restrittive perché sono fortemente penalizzanti per i costruttori. Mi spiego. I miei clienti affermano che sarebbero disposti a tollerare un mese di divieto assoluto ma non tre. Un mese di chiusura passi anche in virtù delle ferie collettive. Ma per il resto, devono avere il diritto di lavorare. Sarebbero eventualmente disposti a limitare gli orari di lavoro per gli interventi più rumorosi: per esempio gli scavi. Si può ammettere che alle 7 del mattino il rumore delle macchine disturba, ma non si capisce perché dalle nove in poi non si dovrebbe lavorare. In secondo luogo queste aziende hanno deciso di fondare un’associazione di categoria per promuovere i propri interessi al cospetto delle istituzioni dello Stato. In terzo e ultimo luogo, siamo disposti a contestare le disposizioni della Legge sull’edilizia che permettono agli enti locali – Città e Comuni – di deliberare in merito alla sospensione delle attività edilizie sui rispettivi territori. Siamo del parere, infatti, che si tratti di norme contrarie alla Costituzione e siamo disposti a rivolgerci alla Corte costituzionale affinché si pronunci sulla presunta costituzionalità delle norme in oggetto”.

L’avvocato Nikola Pajić

Divieti e autorizzazioni senza cognizione

Questa, dunque, la posizione ufficiale delle aziende. Presi singolarmente, ognuno nella propria nicchia di specializzazione, i costruttori temono una paralisi delle attività per molto più di tre mesi l’anno. Sentiamo il parere di Petar Lovrić, proprietario dell’azienda “L. Perica”: “Il fatto è che i divieti e le autorizzazioni si elargiscono senza cognizione. Vi faccio notare che siamo in tanti a vivere di edilizia e che non si tratta solo di muratori e carpentieri, anzi. Mettiamo in conto che si trovano coinvolti nella faccenda proprio tutti: gli addetti alle operazioni di scavo, di carico e di scarico, di movimento terra, di sollevamento e trasporti, ma anche elettricisti, idraulici, scalpellini, ceramisti, installatori di impianti di riscaldamento e raffreddamento, operai addetti all’intonacatura e alla tinteggiatura e via elencando. Vi ricordo anche che Pola ha più di mille aziende e artigiani nel comparto. Mettiamo che ognuno abbia alle proprie dipendenze una media di cinque lavoratori, stiamo parlando di 5mila famiglie che vivono dei cantieri edili in un modo o nell’altro. Ora le nostre professioni sono già fortemente penalizzate dalle condizioni climatiche e meteorologiche, per cui in inverno si lavora poco o per nulla. Dovessero toglierci anche tutta l’estate, rischiamo di restare chiusi per sei mesi l’anno. Con quali prospettive? Chiudere baracca?”.

Petar Lovrić

La linea di Sanvincenti

Assente il sindaco di Pola, è sceso invece in piazza quello di Sanvincenti Dean Perković, secondo il quale gli enti locali hanno pure il diritto di scegliere le politiche di sviluppo economico per i territori amministrati. Il Comune di Sanvincenti, per esempio, dopo la riqualifica del Castello rinascimentale e ingenti investimenti nelle strutture turistiche, ora chiede silenzio e pace per i propri turisti. Chi sceglie una vacanza rurale è in cerca appunto di tranquillità. Per cui il Comune sta pensando di muoversi come sta facendo Pola, se non altro vietando i lavori più rumorosi dell’industria edile: gli scavi in profondità per la costruzione delle fondamenta, che si potrebbero prevedere in primavera e in autunno. I costruttori specializzati appunto in queste tipologie di lavori gli hanno risposto all’unisono che è impossibile: “Le dinamiche della progettazione e della costruzione sono complesse e non consentono questo tipo di precisione cronometrica nella previsione dei lavori”.

I costruttori in polemica col sindaco di Sanvincenti (il primo a sinistra)

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