Le ex aree militari tesoro da sfruttare

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Le ex aree militari tesoro da sfruttare
Una veduta aerea dell’area di Musil

Con il termine rigenerazione urbana s’intende un processo di riqualificazione e recupero di una parte del territorio sottoutilizzato. La rigenerazione della città è un’attività che mira non solo a una trasformazione fisica del tessuto urbano, ma è accompagnata da interventi di carattere culturale, sociale, economico e ambientale, finalizzati a una migliore qualità della vita, nel rispetto dei principi di sostenibilità, inclusione e partecipazione. La rigenerazione è quindi un insieme di azioni integrate che hanno l’obiettivo di recuperare e riqualificare lo spazio urbano esistente. Tale processo avviene tramite interventi di recupero, limitando il più possibile il consumo del suolo, a tutela della sostenibilità ambientale. L’idea è recuperare il più possibile spazi e aree già esistenti, soprattutto le aree periferiche abbandonate e dismesse. Aree che non mancano nemmeno a Pola, dove da qualche anno la rigenerazione urbana è un tema di grande attualità. Un tema aperto dalla precedente e ripreso e approfondito dall’attuale amministrazione cittadina che è stato presentato nel corso di un incontro con il pubblico interessato da Anja Ademi e Lena Radunić, rispettivamente assessore all’Autogoverno locale e assessore alla Cultura e alla società civile della Città di Pola, da Victoria Zinchuk, della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, da Ute Schneider, dell’agenzia di consulenza KCAP Architects&Planners, e da Ivana Katuris, della “Urbanex”. All’incontro hanno partecipato, inoltre, diversi esponenti di “Možemo! Pola”, tra i quali la più attiva è stata la presidente del Consiglio municipale, Dušica Radojčić. L’incontro è stato ospitato negli spazi del Cinema Valli, dove ai presenti è stato spiegato che l’iniziativa, o meglio il progetto di rigenerazione del principale centro urbano dell’Istria, prevede un’attenta analisi delle possibilità di valorizzazione e riqualificazione del territorio attraverso il recupero di diverse aree dismesse, abbandonate e sottoutilizzate come le ex zone militari del Polese. Finora, spiegano i responsabili del progetto, le aree individuate (suddivise in micro e macro) sono una ventina. Per quanto riguarda le aree più ampie, tra quelle individuate figurano la penisola di Musil, Saccorgiana e l’ex Idroscalo. Per quanto riguarda la penisola di Musil, l’idea è di aprirla al pubblica, arricchendola di nuovi contenuti come piste ciclabili e molto altro. Tra le tante idee per Musil, figurano inoltre la possibilità di aprire una banca dei semi, realizzare diverse passeggiate o aprire punti di produzione di generi alimentari. Inoltre, tra le tante proposte non manca quella di collegare la penisola all’abitato di Stignano con dei battelli. Le idee per l’ex Idroscalo puntano, invece, verso la realizzazione di un eco villaggio e di un centro benessere. Naturalmente, tutto sarebbe realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente. Come sottolineato, al momento si tratta soltanto di idee, visto che per ora qualsiasi progetto di massima è in fase di sviluppo. Tornando alle aree individuate, tra quelle “mini” spicca l’ex Ospedale della Marina, una cui parte potrebbe essere trasformata in un Campus riservato alle start up e al coworking. Insomma, come rilevato da Zinchuk, il progetto di rigenerazione urbana di Pola ha l’obiettivo di mostrare come la città potrebbe essere in futuro: più bella e più vivibile sia per i residenti che per i turisti.

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