Lavoro condiviso, sinergia e impulso all’economia

In due anni il Centro di Coworking ha già ospitato più di 250 eventi con quasi 15.000 partecipanti. L’open space ha in media 40 utenti giornalieri. Tutti gli uffici al piano sono occupati dal primo giorno

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Lavoro condiviso, sinergia  e impulso all’economia
Una sede elegante nata dai ruderi di una concessionaria fallita. Foto Daria Deghenghi

Due anni di ambienti di lavoro condivisi, due anni di coworking. Chi l’ha visto crescere, per curiosità o per lavoro, stenta a crederci. Possibile che sono già passati due anni dall’apertura del Centro di Coworking (10 ottobre 2023 – 10 ottobre 2025)? Possibile che sia stato concepito, progettato, costruito, arredato ed equipaggiato in soli tre anni (2020-2023)? Possibile che abbia già ospitato più di 250 eventi con quasi 15.000 partecipanti? Ebbene sì, non solo è possibile ma è successo e ieri l’Agenzia regionale di sviluppo (IDA) ha festeggiato tutti questi anniversari con una conferenza di sintesi davanti a un pubblico di promotori, collaboratori e studenti di economia e commercio nell’ambito delle Giornate aperte dell’europrogettazione 2025. Il Coworking polese è nato da un’idea dell’IDA e dell’amministrazione municipale che si è fatta valere al bando UE degli Investimenti Territoriali Integrati del primo quadro finanziario settennale e per la sua buona riuscita è stato giudicato il migliore tra i progetti UE del 2023 in ambito nazionale.

L’unione, la forza
E dire che è nato letteralmente dal nulla, cioè dalle macerie di una concessionaria di automobili (Mehanika) fallita, abbandonata, forzata e abitata da tossicodipendenti senzatetto in via Marulić. L’IDA ha avuto l’idea, o perlomeno il sentore della necessità, la Città di Pola ha avuto un rudere industriale e un isolato del centro città da riqualificare, l’Unione Europea ha avuto la disponibilità di coprire i due terzi delle spese dichiarate (3,6 milioni di euro) ed ecco che l’unione ha fatto la forza: in un anno dall’apertura del cantiere è cresciuto questo palazzo in vetro, magnifico, frutto dell’ingegno dell’architetto Boris Juričić, che si estende su 1.500 metri quadrati su quattro livelli e conta 100 postazioni singole in un open space a due livelli con cucina e sala giochi, 8 uffici tradizionali, una sala riunioni e la sala conferenze da 250 posti all’ultimo piano (che all’occorrenza può essere divisa in due stanze minori per due eventi contemporanei). La risposta dell’utenza non è stata immediata ma non si è fatta attendere più di tanto. Dall’ottobre del 2023 hanno usato i servizi del centro di lavoro condiviso 660 utenti tra imprenditori, freelencer o nomadi digitali nell’open space, tutti gli uffici tradizionali sono occupati dal primo giorno, mentre la sala congressi ha ospitato più di 250 eventi con oltre 14.400 partecipanti chiamati ad aggiornarsi in merito all’impresa 3.0 su intelligenza artificiale in generale, Chat GPT in particolare, Linkedin MeetUp, web design, bandi, appalti e forniture, abilità di presentazione e public speaking, imprenditoria femminile, networking ecc.
Utenza e prezzi
Il Coworking polese ha in media 100 utenti complessivi al giorno, di cui 30 solo nell’open space, con variazioni stagionali pronunciate: nei mesi caldi ve ne sono almeno 40 al giorno, nei mesi freddi una ventina. La sala conferenze viene utilizzata cinque giorni su sette per seminari, congressi, presentazioni, workshop ma anche presentazioni di libri, festeggiamenti di anniversari importanti, cerimonie di premiazione e simili. Sui vantaggi del lavoro condiviso è stato detto tutto o quasi: l’accesso ai locali è assicurato 14 ore al giorno dalle 8 alle 22, sette giorni su sette, con servizi reception, pulizia e sanificazione, supporto tecnico in orario d’ufficio, linea wi-fi, armadietti, riscaldamento e raffreddamento ambienti. Quando le spese sono condivise, i prezzi dell’ufficio sono a buon mercato. Ecco alcuni esempi: l’affitto della postazione singola nell’open space costa 13 euro al giorno, 55 alla settimana, 190 al mese oppure 390 a trimestre. L’affitto degli uffici tradizionali costa da 300 a 400 euro al mese. L’affitto della sala riunioni si paga 24 euro l’ora, e quello della sala conferenze 159 euro l’ora (o 560 euro al giorno), sempre al netto dell’IVA.

Ambienti accoglienti, luminosi, caldi e freschi all’occorrenza. Foto DARIA DEGHENGHI

Impulso all’impresa
Tamara Kiršić dell’IDA ha detto che c’è voluto del tempo per convincere gli imprenditori a fruire degli spazi dedicati al lavoro condiviso, semplicemente perché si è trattato di una novità assoluta. Oggi è diverso: la sede di via Marulić non ha più bisogno di pubblicità, esiste e basta: chi ne ha bisogno sa dove trovarla. Missione compiuta. Sanja Kantaruti dell’Ufficio del sindaco di Pola, lei stessa nata e svezzata all’IDA, ha dichiarato che l’apertura del Coworking ha dato un ulteriore impulso allo sviluppo dell’impresa, specie nel mondo dell’innovazione, della tecnologie e delle industrie creative, che sono uno dei pilastri dell’economia locale. Pola investe nell’impresa e non è tirchia: l’anno prossimo il fondo incentivi alla piccola e micro impresa aumenterà del 50 per cento, dagli attuali 200.000 a 300.000 euro per fare fronte alla pressione inflazionistica che spinge i prezzi delle macchine, delle attrezzature e dei servizi che gli imprenditori sono costretti ad affrontare periodicamente o regolarmente.
Europrogetto modello
L’assessora regionale all’economia Cinzia Zubin ha spiegato il valore “aggiunto” del Centro di business condiviso: “Il Coworking non è solo uno spazio in cui lavorare, ma è un luogo di incontro di idee, di innovazione e di cooperazione, dove imprenditori emergenti, freelancer e nomadi digitali creano ogni giorno da capo le sinergie necessarie a dare nuovo impulso all’economia. Il Coworking è anche un progetto UE modello, di quelli che hanno dimostrato quanto sia utile l’europrogettazione quando la comunità locale non è in grado di sostenere da sola gli investimenti nello sviluppo”, ha concluso Zubin invitando il pubblico a visitare gli ambienti per accertarsi che le possibilità del centro non sono ancora esaurite.

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