Nell’atrio della Scuola media superiore Dante Alighieri, di Pola, questa mattina, giovedì 14 maggio, si è nuovamente sentito gran rumore generato da un applauso tutto speciale. Eccellenze nello studio a parte – come quelle onorate l’altro giorno per le materie d’italiano e matematica – stavolta i complimenti e le ovazioni sono andati a chi è ogni giorno campione di resistenza dentro in aula e fuori nello sport. L’istituzione formativa, in detto caso ha fatto festa, per celebrare due allievi che hanno ottenuto successi agonistici extra-scolastici. E che successi. Si parla di traguardi nazionali. Sono ora l’orgoglio della Dante, per avere raggiunto traguardi sportivi agonistici esterni Lara Mošnja, allieva della IIa – liceo generale – campionessa nazionale di Judo, nella categoria Under 21, nonché Edi Jurman, maturando liceale, campione nazionale pure lui di vela, classe ILCA6. Se la prima si è mostrata abile dominatrice e disciplinata maestra sul tatami, il secondo ha riscontrato la vittoria tra le onde sfidando gli elementi naturali e spiazzando via tutta la concorrenza. Sono discipline diverse unite dallo stesso impegno costante. È il trionfo del merito per tutti e due i giovani sportivi saliti su dei podi extrascolastici e ora anche sul palco della scuola, da protagonisti di un evento tutto per loro. Ed ecco arrivare il riconoscimento ufficiale da parte della direzione: altre torte da condividere assieme al buon umore tra compagni e docenti. Una torta non è una medaglia, ma aggiunge valore perenne al ricordo per l’attenzione ricevuta, appaga ore e ore di allenamento quotidiano che questi ragazzi affrontano, facendo fronte con somma fatica pure agli impegni derivanti dal programma di studio liceale, che come tale è tutt’altro che una bazzecola.
Un onore per la scuola
“Siamo onorati – ha detto la preside Debora Radolović – dei vostri favolosi risultati e di avervi qui tra le nostre file di allievi. La Dante vi ringrazia e vi fa un applauso. Come a tutti i campioni siamo desiderosi di dedicarvi un momento di attenzione con una torta a ciascuno, un atto simbolico da pregustare nell’ambiente scolastico, perché i vostri sono risultati a livello sportivo, che fanno onore alla nostra realtà scolastica”.
Da solo in mezzo al mare
Edi Jurman rompe il ghiaccio, saluta la scolaresca da vero campione della Croazia, allievo dell’allenatore di vela, Antonio Poretti. “È stato un campionato molto difficile – ci ha rivelato – c’erano tra i partecipanti, anche 8 concorrenti con esperienza dalle olimpiadi… ma sono riuscito a vincere. Ho gareggiato a Spalato, nella categoria ILCA 6 che è una deriva olimpica, la classe di riferimento per la flotta femminile ai Giochi olimpici, come pure una categoria giovanile e master maschile. Praticamente è una categoria inferiore alla ILCA 7, la massima olimpica in assoluto. Mi alleno dal 2017, da nove anni e questa parte”. È il tuo primo successo a così alto livello? La risposta è sbalorditiva. “L’anno scorso ero stato ai mondiali nella classe IlCA a Los Angeles, e sono arrivato nono… Ero più volte alle nazionali, ma finora non ho avuto fortuna. Stavolta ho fatto delle manovre come si deve ed è andata benissimo. Il bello della vela è il gusto di trovarti da solo, in mezzo al mare, libero e chiamato a decidere le mosse da compiere, così che la responsabilità – dei successi e insuccessi – è tutta tua. Quanto mi alleno? Di sabato e di domenica, a volte in settimana e se non esco in mare, vado comunque ogni giorno in palestra”. Quanto riesci ad equilibrare gli impegni di scuola e di vela? “Si studia quando si riesce e si trova il tempo. Il problema è che sei nella condizione di gareggiare ad alto livello e di ritrovarti subito la mattina dopo, la verifica del sapere, davanti sul banco, che ti aspetta senza pietà…”
Il judo mi è piaciuto subito
Lara Mošnja IIa, la campionessa nazionale di Judo, allenata da Dominik Družeta ha strappato la vittoria a tutte le altre rivali, a Sutinska vrela, l’importante palazzo dello sport di Zagabria, ampiamente conosciuto nel mondo dello judo, perché funge regolarmente da sede per competizioni nazionali e tornei internazionali “Pratico questo sport – ci attesta – fin dalla II elementare. L’anno scorso, nella categoria junior under 21 ho ottenuto il terzo posto, poi sono arrivata terza anche tra i giovani senior fino a 23 anni. Quest’anno rientro nella categoria di cadetta under 18, tuttavia stavolta sono finita per gareggiare e vincere in una categoria superiore alla mia. Da domenica scorsa sono reduce dal torneo internazionale Apolon open in Slovenia, dove ho ricavato il terzo piazzamento”. Perché fai judo? “Quando ero più piccola praticavo ginnastica ritmica, ma non mi ero trovata a mio agio, semplicemente ho avuto degli amici che facevano judo e mi hanno motivato a provarci. Mi è piaciuto subito. Mi aggrada perché è un modo mediante il quale svuotare la mente, con impegno ed in maniera salutare. Quando poi arrivano anche i risultati mi sento eccome bene. Quanto al coordinamento tra l’attività sportiva e gli impegni scolastici, è difficile. Per ben tre volte alla settimana sono a scuola fino alle 15 e poi ho allenamento dalle 15.30 fino 17 e ogni volta che arrivo a casa esausta si fa tardi per studiare, tanto che sono costretta a levarmi all’alba per smaltire gli obblighi di studio”. Mica semplice la vita da… campione/campionessa.
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