La tecnologia al servizio degli aspiranti infermieri

Insieme alla docente e coordinatrice Dijana Majstorović abbiamo fatto visita alle nuove aule di cui disporranno gli studenti del corso all’Università «Juraj Dobrila»

La simulazione di una stanza d’ospedale con tanto di manichini

Dietro le quinte della crisi epidemica imperante su scala mondiale, i propositi e i progetti dell’Università di Pola, “Juraj Dobrila” crescono a vista d’occhio. Se il progresso più notevole è rappresentato dalla costruzione di nuove strutture del Campus studentesco, che entro settembre porterà a frutto un investimento europeo a fondo perduto pari a 75 milioni di kune, vi sono altri passi da gigante già compiuti nel campo della logistica e della qualità della formazione scientifico-professionale. Dentro le mura del vecchio edificio che, prima del trasferimento dell’Ospedale di Pola nelle nuove strutture, aveva ospitato il Reparto di dermatologia, l’ambulatorio psichiatrico e prima ancora quello di fisioterapia è avvenuta una singolare metamorfosi. Gli spazi ospedalieri, rispetto a prima, sono irriconoscibili. Hanno felicemente acquisito l’aspetto di un vero ambiente universitario a tutti gli effetti, recuperato e verniciato a nuovo, con annessi e connessi, pronto ad accogliere gli studenti non appena saranno rientrate le misure di emergenza sanitaria.

L’insegnamento del mestiere con manichini hi tech

Iscritte 103 matricole
Mentre al primo piano dell’edificio il rettorato trova sede ormai da tempo, il pianterreno è rinato a nuova vita con l’insediamento di direzioni e uffici amministrativi dei dipartimenti universitari avvenuta alla fine del 2020, e con la creazione di laboratori, aule universitarie adibite a lezioni e tirocinio ancora in fase di allestimento finale. Spazio a volontà per il Centro informatico universitario, per la tecnologia e il 3D printing, per gli studi della scienza del mare, mentre la realtà più straordinaria è costituita dall’insediamento degli studi di scienze infermieristiche. È questo un corso universitario che ha avuto una crescita eccellente, privilegiando la missione-professione di Florence Nightingale, fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, una figura nobile e di primo piano in tempi che stanno dimostrando la grande importanza di un lavoro che implica dedizione e rischi uniti a un enorme carico di fatica e responsabilità. Il programma universitario ha arruolato appena la sua quarta generazione di aspiranti infermieri e già ha dimostrato un en plein d’interesse nei confronti dello studio: ben 103 matricole sono inserite nel primo anno del corso, mentre si sta licenziando la prima generazione che aveva arruolato 70 studenti. Sono queste le premesse che fanno ben sperare in un buon futuro per le istituzioni sanitarie della Regione istriana, che dimostrano carenza di quest’importante profilo professionale.

La bambola partoriente, prodotto del XXI secolo

Finanziamenti europei
Incontriamo in queste corsie, Dijana Majstorović, docente e coordinatrice responsabile del Corso di studio professionale di infermieristica, che ci introduce nell’ambiente adibito al praticantato facendo scoprire in anteprima un’inedita aula delle meraviglie, attrezzata dei più moderni requisiti indispensabili all’apprendimento e all’approfondimento di nozioni in materia di servizi e assistenza sanitaria. Come spiegato dalla docente, il corso offre la possibilità di acquisire le conoscenze, le abilità tecniche relazionali ed educative per poter svolgere, con autonomia professionale, attività dirette alla prevenzione, cura e salvaguardia della salute. Al termine del percorso formativo lo studente consegue contestualmente un diploma di laurea e di abilitazione all’esercizio della professione sanitaria di infermiere con la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro presso strutture pubbliche e private. Per raggiungere il traguardo più che la “grammatica” vale la “pratica” ed è proprio in questo campo che lo studio avrà modo di dimostrarsi eccellente. I presupposti sono costituiti da un importante acquisto. Grazie al progetto di qualifica HKO (Hrvatski kvalifikacijski okvir, di cui la docente è membro) e alla pianificazione per lo Sviluppo dei programmi di studio sono stati ottenuti i finanziamenti europei necessari per l’acquisto di attrezzature medico-sanitarie per un investimento nell’ordine di 500mila kune e per l’attuazione del progetto di tirocinio professionale del valore di 4 milioni di kune.

L’immancabile scheletro didattico

Lo studio di laurea magistrale
“Nell’ambito delle nostre progettazioni – ha riferito Dijana Majstorović – abbiamo ottenuto anche il supporto indispensabile all’accensione dello studio di laurea magistrale in ambito infermieristico che rappresenta una conquista piuttosto recente per la nostra categoria. Essa permetterà di incrementare le esperienze scientifiche e manageriali e di raggiungere, al termine dei due anni previsti, il livello specialistico di tipo dirigenziale. La stesura dell’elaborato cui hanno lavorato esperti professionisti, dovrebbe superare la recensione entro un mese. Il corso avrà l’obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici e di fornire le basi per sviluppare, in più contesti clinico-assistenziali, la capacità di analizzare i bisogni, pianificare, progettare e gestire interventi. Con questa preparazione i futuri laureati potranno assumere ruoli importanti di organizzazione lavorativa e supporto alle dirigenze dell’Ospedale di Pola e delle Case della salute istriane, di gestione e controllo delle infezioni ospedaliere, di lavoro nel campo dell’ostetricia e quant’altro“.

La reception dell’ex Reparto di dermatologia

Susy, un manichino sofisticato
Più che interessanti i requisiti esibiti nell’aula di tirocinio. “Vi faccio conoscere la nostra bambola Susy, manichino hi tech molto sofisticato, dotato di software adatto all’inserimento a diversi tipi di apparecchiature mediche, ottima per simulare situazioni d’emergenza, adattato alle palpazioni della mammella per individuare insorgenze tumorali, al riconoscimento delle funzioni vitali, alla misurazione del polso. C’è pure la possibilità d’esercizio nell’applicazione del catetere, delle sonde di vario tipo e altro ancora. Per gli studenti sarà una vera sfida”. Convinti di aver scoperto il massimo della tecnologia moderna, la docente ci introduce nella… sala parto, dove si praticherà la simulazione di un parto, fatto con una bambola a grandezza naturale, mettendo così a punto un nuovo approccio per infermiere e ostetriche. Il simulatore è un manichino a grandezza naturale che riproduce una madre in travaglio e consente al futuro personale ospedaliero di esercitarsi. C’è persino la simulazione delle perdite emorragiche. L’aula delle sorprese contiene di tutto: il manichino basic da addestramento realistico ed efficace per la rianimazione cardio-polmonare, il modello che presenta la strutturazione anatomica degli organi interni, il classico e immancabile scheletro (nell’armadio) in grandezza naturale e via esibendo tanta tecnologia da mettere al servizio degli aspiranti operatori medico-sanitari.

L’edificio sede del rettorato e degli studi universitari

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