Ha preso il via alla Comunità degli Italiani di Pola il ciclo di tre appuntamenti pubblici del progetto “Le scuole si presentano”, un’iniziativa che vede protagonisti gli allievi e i docenti della SMSI Dante Alighieri di Pola impegnati a presentare alla CI i risultati delle loro ricerche, dei progetti e dei percorsi creativi realizzati nel corso dell’anno scolastico. Il progetto è finanziato dall’Unione Italiana.
Ad aprire l’incontro è stata la preside della Dante Alighieri, Debora Radolović: “Una conferenza che ci porterà a scoprire quello che succede alla SMSI Dante Alighieri, a viaggiare con la mente e trovare la possibilità di allargare le proprie conoscenze”. Protagonista del primo appuntamento è stato il progetto “La storia nel cassetto”, presentato dalla professoressa di storia della Dante, Marta Banco. Un percorso legato al Novecento, alla storia e alle memorie fotografiche familiari, con un obiettivo preciso: recuperare fotografie che ritraggano uno scorcio della località in cui la persona viveva, confrontarle con immagini attuali per osservare i cambiamenti e comprendere che il presente è il risultato di un processo storico fatto di eventi e trasformazioni. “È importante far capire ai ragazzi – è stato sottolineato – che la nostra storia conta, partendo dalla famiglia come microstoria fino ad arrivare alle grandi storie”. Il progetto è promosso dall’associazione Friuli Storia di Udine e ha coinvolto diversi istituti di Cividale e Udine in un’iniziativa di carattere internazionale che ha portato, proprio quest’anno, alla pubblicazione di un volume. Tra gli obiettivi: incoraggiare gli allievi a scoprire la storia della propria famiglia e del proprio territorio, individuare e riconoscere le tracce del passato, comprenderle e valorizzare la storia del territorio familiare e della Regione.
A raccontare il lavoro svolto sono state anche le alunne della SMSI Dante Alighieri. Khadi M’Backe Bassene ha presentato una fotografia del 1964 che ritrae la nonna Ondina e la bisnonna Dolores davanti all’Arco dei Sergi, mettendo in luce la moda del tempo e i pilastri che allora si trovavano davanti all’Arco e che oggi non esistono più. Noemi Grbin ha condiviso un’immagine del 1943 della Prima comunione della bisnonna e parlato della storia della propria famiglia. Rita Kutić ha illustrato, invece, una fotografia del 1961 scattata nel Rione di San Giacomo a Dignano durante la sfilata di fine anno scolastico delle Settime e Ottave classi: si ballava la Furlana con costumi originali prestati dalle famiglie bumbare.
La professoressa Marta Banco ha poi ricordato altri progetti svolti negli anni. Tra questi, “Il sistema difensivo di Pola e le fortezze asburgiche” e la ricerca sull’esodo forzato della popolazione civile da Pola durante la Prima guerra mondiale: nel 1915 molti abitanti furono trasferiti a Wagna e in altri campi di internamento che ospitarono temporaneamente la popolazione civile, in alcuni casi fino al 1918. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con scuole austriache di Graz, istituti italiani di Trieste e scuole come la Dante Alighieri di Pola e quella di Buie, con ricerche condotte presso biblioteche universitarie, scolastiche e il Centro di Ricerche storiche di Rovigno. Altro importante percorso è stato il progetto “Adriatico – poeti e scrittori raccontano il mare”, coordinato dall’associazione “Radici e futuro”, dedicato anche al contrabbando di sale tra Venezia e Austria, tema sviluppato da Valentina Petros Jeromela negli anni 2020 e 2021. L’obiettivo era studiare il mare e l’Alto Adriatico anche attraverso la narrazione, non solo dal punto di vista storico. Compito della Dante è stato approfondire la ricerca sulle saline istriane, portando alla scoperta della salina di Brioni del VI secolo, oltre a quelle di Pirano e Sicciole. Accanto alla parte di ricerca, ogni scuola ha realizzato un elaborato creativo: un disegno legato al progetto, confluito nel calendario 2021. Gli allievi hanno visitato le saline di Sicciole e di Brioni, approfondendo anche le cosiddette “guerre del sale”, l’”oro bianco”, il contrabbando e i magazzini del sale a Venezia.
Un percorso articolato e ricco di spunti che dimostra come, partendo da una fotografia custodita in un cassetto, sia possibile aprire una finestra sulla storia collettiva, riscoprendo le radici familiari e territoriali e comprendendo meglio il presente.
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