La storia nel cassetto: dagli archivi familiari alla storia collettiva condivisa

Alla CI il primo dei tre appuntamenti del progetto «Le scuole si presentano» della SMSI Dante Alighieri

0
La storia nel cassetto: dagli archivi familiari alla storia collettiva condivisa
Rita Kutić, Noemi Grbin e Khadi M’Backe Bassene insieme alla prof.ssa Marta Banco. Foto Stefano Revelante

Ha preso il via alla Comunità degli Italiani di Pola il ciclo di tre appuntamenti pubblici del progetto “Le scuole si presentano”, un’iniziativa che vede protagonisti gli allievi e i docenti della SMSI Dante Alighieri di Pola impegnati a presentare alla CI i risultati delle loro ricerche, dei progetti e dei percorsi creativi realizzati nel corso dell’anno scolastico. Il progetto è finanziato dall’Unione Italiana.
Ad aprire l’incontro è stata la preside della Dante Alighieri, Debora Radolović: “Una conferenza che ci porterà a scoprire quello che succede alla SMSI Dante Alighieri, a viaggiare con la mente e trovare la possibilità di allargare le proprie conoscenze”. Protagonista del primo appuntamento è stato il progetto “La storia nel cassetto”, presentato dalla professoressa di storia della Dante, Marta Banco. Un percorso legato al Novecento, alla storia e alle memorie fotografiche familiari, con un obiettivo preciso: recuperare fotografie che ritraggano uno scorcio della località in cui la persona viveva, confrontarle con immagini attuali per osservare i cambiamenti e comprendere che il presente è il risultato di un processo storico fatto di eventi e trasformazioni. “È importante far capire ai ragazzi – è stato sottolineato – che la nostra storia conta, partendo dalla famiglia come microstoria fino ad arrivare alle grandi storie”. Il progetto è promosso dall’associazione Friuli Storia di Udine e ha coinvolto diversi istituti di Cividale e Udine in un’iniziativa di carattere internazionale che ha portato, proprio quest’anno, alla pubblicazione di un volume. Tra gli obiettivi: incoraggiare gli allievi a scoprire la storia della propria famiglia e del proprio territorio, individuare e riconoscere le tracce del passato, comprenderle e valorizzare la storia del territorio familiare e della Regione.
A raccontare il lavoro svolto sono state anche le alunne della SMSI Dante Alighieri. Khadi M’Backe Bassene ha presentato una fotografia del 1964 che ritrae la nonna Ondina e la bisnonna Dolores davanti all’Arco dei Sergi, mettendo in luce la moda del tempo e i pilastri che allora si trovavano davanti all’Arco e che oggi non esistono più. Noemi Grbin ha condiviso un’immagine del 1943 della Prima comunione della bisnonna e parlato della storia della propria famiglia. Rita Kutić ha illustrato, invece, una fotografia del 1961 scattata nel Rione di San Giacomo a Dignano durante la sfilata di fine anno scolastico delle Settime e Ottave classi: si ballava la Furlana con costumi originali prestati dalle famiglie bumbare.
La professoressa Marta Banco ha poi ricordato altri progetti svolti negli anni. Tra questi, “Il sistema difensivo di Pola e le fortezze asburgiche” e la ricerca sull’esodo forzato della popolazione civile da Pola durante la Prima guerra mondiale: nel 1915 molti abitanti furono trasferiti a Wagna e in altri campi di internamento che ospitarono temporaneamente la popolazione civile, in alcuni casi fino al 1918. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con scuole austriache di Graz, istituti italiani di Trieste e scuole come la Dante Alighieri di Pola e quella di Buie, con ricerche condotte presso biblioteche universitarie, scolastiche e il Centro di Ricerche storiche di Rovigno. Altro importante percorso è stato il progetto “Adriatico – poeti e scrittori raccontano il mare”, coordinato dall’associazione “Radici e futuro”, dedicato anche al contrabbando di sale tra Venezia e Austria, tema sviluppato da Valentina Petros Jeromela negli anni 2020 e 2021. L’obiettivo era studiare il mare e l’Alto Adriatico anche attraverso la narrazione, non solo dal punto di vista storico. Compito della Dante è stato approfondire la ricerca sulle saline istriane, portando alla scoperta della salina di Brioni del VI secolo, oltre a quelle di Pirano e Sicciole. Accanto alla parte di ricerca, ogni scuola ha realizzato un elaborato creativo: un disegno legato al progetto, confluito nel calendario 2021. Gli allievi hanno visitato le saline di Sicciole e di Brioni, approfondendo anche le cosiddette “guerre del sale”, l’”oro bianco”, il contrabbando e i magazzini del sale a Venezia.
Un percorso articolato e ricco di spunti che dimostra come, partendo da una fotografia custodita in un cassetto, sia possibile aprire una finestra sulla storia collettiva, riscoprendo le radici familiari e territoriali e comprendendo meglio il presente.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display