Venerdì sera il nuovo Campus dell’Università degli studi di Pola in via Negri ospiterà la Notte europea dei ricercatori, iniziativa promossa vent’anni fa della Commissione europea che si festeggia tutti gli anni l’ultimo venerdì di settembre con l’obiettivo di favorire gli incontri tra i ricercatori e i cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Per un giorno, dunque, la scienza europea si mette a disposizione dei cittadini europei, in primo luogo dei bambini e dei giovani che un giorno potrebbero intraprendere la strada della ricerca e hanno ancora bisogno di modelli da prendere a esempio. Come ogni anno, gli eventi comprendono lezioni e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate ai campus universitari, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli, laboratori creativi e mostre. Le città croate che anno aderito all’iniziativa sono cinque: Ragusa, Spalato, Zara, Fiume e Pola, che insieme aderiscono all’europrogetto Reconnecting Science Blue-connect 2.0 col sostegno di Horizon Europe.
Visita al Campus
Il programma polese è stato presentato ieri da quattro ricercatori e docenti dell’ateneo e precisamente Neven Iveša e Moira Buršić della Facoltà di scienze naturali, Ivona Peternel dell’Ufficio universitario per il partenariato e i progetti e Katarina Gerometta della Facoltà di lettere e filosofia che hanno messo a punto un’agenda mozzafiato per presentare ai polesi i due grandi vanti dell’alma mater: il nuovo Campus di via Negri che I cittadini chiamano ancora, per abitudine o inerzia, “ospedale della marina”, omaggiando così il passato austriaco della città, ma soprattutto le affiliate di più recente fondazione, tra cui le facoltà di Scienze naturali, Ingegneria e Informatica. Il programma si svolgerà dalle 17 alle 22 con la conferenza centrale in agenda alle 18 per parlare dei danni che l’Adriatico subisce in seguito al riscaldamento globale e all’avanzamento delle specie aliene invasive, come Caulerpa cylindracea, che gli scienziati di Pola stanno studiando da anni e a proposito della quale hanno scoperto che possiede un valore nutritivo notevole per cui ora ne consigliano la commercializzazione e la consumazione piuttosto che la sola estirpazione a tutela della biodiversità.
La notte dei ricercatori di Pola avrà un’altra buona decina di iniziative (laboratori) di divulgazione scientifica e presentazione del nuovo campus: “Il mare in archeologia” si occuperà dell’uomo preistorico vissuto in riva al mare, da cui ha tratto nutrimento ma anche resti di animali marini utilizzati per decorazione e passatempo; “Piccoli esploratori” (Hands on) porterà i bambini a fare gli archeologi per un giorno, a disotterrare l’uomo primitivo e gli attrezzi che ha costruito con le proprie mani per cacciare e cibarsi; “L’alga verde invasiva: minacce e possibilità economiche” svelerà appunto i miti e i dati di fatto inerenti a Caulerpa cylindracea; “La costa è la vita” parlerà di animali costieri in generale e di uccelli migratori in particolare; “Bagni di sole tra le tracce del passato” insegnerà la geologia e la paleontologia del battigia (con riferimento particolare ai fossili di organismi marini pietrificati come ammoniti e trilobiti) ma anche ad apprezzare la flora e la fauna costiere che da bagnanti prendiamo per scontate senza mai considerarne la fragilità. In programma ancora laboratori creativi su conchiglie e dintorni, una ludoteca con tombola scientifica e ricchi premi in palio per i giovani ricercatori, insomma, tante proposte sia per adulti che per ragazzi, presentate in modo semplice, chiaro, di facile comprensione ad un pubblico non necessariamente a conoscenza del metodo scientifico e del linguaggio astruso di cui fa ampio uso.

Foto: DARIA DEGHENGHI
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