Ecco come cambia l’aspetto del fronte mare che da Molo Fiume si protrae fino alle porte di Montegrande: nel giro di appena sei mesi è spuntata la prima delle quattro palazzine che l’autorità portuale ha progettato di costruire nell’arco di qualche anno lungo la strada costiera che corre tra mare e ferrovia. La struttura è frutto dell’ingegno e del buon gusto dei progettisti dello studio AD Arhitektura i Dizajn. I lineamenti sono geometrici, essenziali, piacevoli. Le dimensioni razionali. Nessuna eccedenza di volume va a compromettere la delicata continuità della costa che penetra il centro storico fino a sfiorare il massimo tra i monumenti di Roma antica in Istria: l’Arena di Pola. Ciò nonostante, nulla sarà più uguale a prima. Tutto il terreno edificabile è di formazione recente: 11.500 metri quadrati di terraferma sono stati ricavati con una sistematica operazione di costipamento di materiale da risulta estratto dal cantiere dell’Ospedale generale di Pola sul colle San Michele. Fino a una quindicina di anni fa – lo ricordiamo benissimo – il mare lambiva ancora la strada costiera che a sua volta è stata edificata solo sul finire degli anni Novanta (inizio primi anni Duemila).
Potenziamento delle opere portuali
Nel frattempo l’autorità portuale ha fatto costruire e pavimentare con lastre di pietra grezza istriana le banchine per gli ormeggi che hanno esteso lo scalo passeggeri dal Molo della dogana fino alla ferrovia. E non è ancora tutto, perché stando al direttore Dalibor Brnos le opere portuali continueranno negli anni a venire fino a raggiungere Vallelunga. “L’opera di costruzione delle quattro palazzine non è un progetto edile isolato – ci spiega il direttore Brnos – ma solo una parte delle operazioni di potenziamento delle opere portuali che si estenderanno verso l’area del mandracchio, e costituiranno un nuovo lungomare polese. Si procede dunque con l’aumento della superficie emersa, e quindi si va trasferire i cinque moli più in là verso Vallelunga, dove ne aggiungeremo altri due, per aumentare il numero degli ormeggi dagli attuali 150 a 210. Ma intanto sono iniziati e anzi sono a buon punto i lavori di costruzione della palazzina numero uno, la prima di quattro unità gemelle, del valore di 2,4 milioni di euro lordi per cui abbiamo avuto un finanziamento eccezionalmente favorevole della Banca croata di ricostruzione e sviluppo con un contributo a fondo perduto dell’UE dell’ordine di 720.000 euro, il 30 per cento del valore del mutuo, da estinguere in 15 anni a tassi d’interesse minimi: 0% per metà importo e poi 3,1% per l’altra metà, quindi, in media, solo l’1,5%.
Concessioni ventennali
Il modello del finanziamento è riservato agli enti pubblici che investono in strutture a carattere commerciale: offre tanti vantaggi ma ha richiesto anche di rispettare determinati vincoli paesaggistici. In un certo senso ci è capitato a fagiolo e abbiamo colto la palla al balzo”, ha detto Brnos, secondo il quale la prima delle quattro unità sarà edificata fino al punto della costruzione grezza e quindi senza le rifiniture interne, per dare spazio al futuro gestore del bar e del ristorante di arredare gli spazi secondo le proprie necessità e gusti. La concessione avrà una durata media di vent’anni perché nessun investimento di questa portata rende prima della scadenza dei vent’anni. La costruzione grezza, stando a Brnos, terminerà entro l’anno. Di conseguenza l’apertura dei locali si potrà avere per la prossima stagione turistica.
Il Museo del mare
La seconda delle quattro strutture accoglierà gli uffici dell’Autorità portuale (al piano) e delle agenzie marittime (in concessione al pianterreno), la terza un Museo del mare da affidarsi alla gestione del Museo archeologico istriano e l’ultima la Società di canottaggio, a patto che abbia la volontà e i mezzi necessari per arredarsela ed equipaggiarla. Per il momento sono certe solo la seconda e la terza, ed è probabile che siano edificate nei prossimi due anni. Il progetto del Museo del mare ha tante iniziative in cantiere, ci svela ancora Brnos. Ci verrebbe esposta la barca cucita interamente a mano più antica del Mediterraneo, quella rinvenuta a Zambrattia nel 2008. Una sua replica potrebbe un giorno fare la spola tra le due sponde del porto come attrazione turistica. Insomma, il nuovo lungomare polese avrebbe tutta una gamma di servizi marittimi, turistici, culturali e commerciali da inserire in un contesto urbanistico di nuova concezione. Per ora ci basti dire che la costruzione sta già cambiando i lineamenti del fronte mare. L’edificio in cemento armato sarà completato entro l’anno. L’opera è stata cantierata lo scorso gennaio dopo che in dicembre l’Autorità portuale ha stipulato un contratto d’appalto col costruttore Urbangrad di Zagabria.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































