Come per le altre istituzioni scolastiche di Croazia e della Comunità nazionale italiana, il sempre più vicino 8 settembre segna una data importante anche nel calendario dell’elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” di Pola: è il giorno in cui prenderanno ufficialmente il via le lezioni nell’anno scolastico 2025/26. Le voci degli allievi non si sentono echeggiare nelle aule-corridoi ancora dai giorni della distribuzione delle pagelle nell’anno formativo che ci si era lasciati alle spalle, ma non tutto tace, anzi. Dentro all’edifico scolastico di Pola, come pure in quelli delle sue sezioni periferiche (vedi Gallesano in particolare), sono in pieno fermento gli ultimi preparativi per accogliere, ragazzi, insegnanti e personale in un contesto programmatico-organizzativo e logistico adeguatamente rinnovato. Quest’estate, anche in regime di caldo estremo, è stato fatto quanto necessario in risposta alle esigenze di studio-lavoro e degli ambienti scolastici, al fine di renderli quanto più accoglienti. A testimoniare il rinnovato impegno è il direttore della scuola Luka Brussich che nel suo ufficio si ritrova davanti la grande lista degli alunni da accogliere: 344 in tutto, un bel “battaglione”, di cui 289 soltanto alla scuola centrale, tra i quali si annoverano i 28 novelli scolaretti da includere nelle due classi prime, suddivisi esattamente in 14 per aula.
La prima cosa che si renderà visibile al momento dell’ingresso nel primo giorno di scuola sarà sicuramente la facciata dell’ala dell’edificio retrostante le strutture appartenenti alla Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola, che è quartier generale di tutte le classi inferiori dell’elementare. “Siamo riusciti a sistemare a nuovo l’intera facciata – fa notare Luka Brussich – tanto da restituirle quell’aspetto originale decente, dopo che era stata rovinata dall’usura nel tempo e dal vandalismo. Imbrattature e buche sono state eliminate durante settimane di intenso lavoro, il tutto spesato da contributi della Città di Pola e della Regione. In contemporanea, si è fatto in modo di rimettere in sesto le botole che racchiudono i sistemi dell’irrigazione del circondario e i tombini della rete di scolo. Abbiamo provveduto alla rimozione del lucchetto malconcio che racchiudeva il grande cancello metallico che divide le aree delle nostre due scuole italiane e sistemato a dovere questa struttura di separazione. Negli ambienti interni delle aule inferiori si š fatto in modo di sostituite tutte le maniglie e predisposta una generale opera di saldatura e intervento di fabbri ferrai”.

Foto: SEI GIUSEPPINA MARTINUZZI
Verniciato il passaggo a tunnel
Ma questo non è tutto. Abbiamo l’occasione di sentire l’odore di fresca vernice, attestante che in piena estate da balneazione, si è lavorato di rullo e pennello. “Grazie al contributo dei dipendenti della scuola è stato verniciato il passaggio a tunnel che dall’interno collega i due edifici delle istituzioni vicinanti: Martinuzzi e SMSI Dante Alighieri. Tutti questi interventi sono stati eseguiti in piena collaborazione con la media-superiore e grazie alla sua dirigente scolastica Debora Radolović, dal momento che ci si ritrova a condividere dei medesimi spazi esterni ed in parte interni, nell’ambito di un felice rapporto di buon vicinato”.
A proposito di impegno volontario. Lo spirito di comunità all’interno della scuola ha fatto sì di impreziosire i presupposti necessari al miglioramento dell’offerta didattica. Gli insegnanti hanno rimboccato le maniche per mettere a posto l’aula riservata alla cultura tecnica. A parte la verniciatura, hanno allestito uno speciale tavolo di lavoro per le costruzioni tecniche e gli esercizi di perfezionamento delle abilità tecnico-manuali, nonché un acquaio, piccolo impianto necessario alla pulizia degli attrezzi. In questi giorni, sono in corso gli ultimi lavori di riassetto e pulizia dopo opera appena ultimata.
Vani moderni e luminosi
Giuseppina Martinuzzi, non vuol dire solo Pola, ma una realtà scolastica italiana allargata anche a Sissano e Gallesano. Alla periferica gallesanese è oltremodo immaginabile la soddisfazione derivante dal poter accogliere 4 ragazzi nella prima italiana (più i 12 in quella croata), essendo spesso memori di un funzionamento delle lezioni in forma di classi abbinate se non anche dell’assenza di un’intera generazione. Se l’edificio scolastico gallesanese mostra da fuori le sembianze di una dignitosa vetusta ma ben tenuta architettura sub-urbana, dentro è tutto un altro discorso. “Nei giorni scorsi è stata portata a compimento un’operazione importante, avviata ancora all’inizio di luglio, che ora rende moderni e luminosi i vani scolastici. Grazie alla Città di Dignano e alla concessione finanziaria decretata dal sindaco Igor Orlić, è stata completamente rifatta tutta la pavimentazione del piano superiore e ricoperta in laminato di qualità anche l’ultima stanza mancante del pianterreno. Oltre alle operazioni di intonacatura e verniciatura, con interventi all’impianto è stata potenziata pure l’installazione della rete elettrica”.
Non guasta anticipare che tanto di cromatico rinnovo alla Martinuzzi, servirà a invogliare i primi progetti formativi e fare bella figura in occasione de “I colori dell’autunno”, giacché la scuola di Pola è stata tra l’altro scelta per ospitare la giornata-progetto dedicata alle classi terze e quarte delle scuole elementari italiane della Croazia e della Slovenia. Si parla della dell’iniziativa organizzata dal Settore scuola della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, per celebrare le cromie autunnali, la natura e la sua bellezza, attraverso il potenziamento della lingua italiana nel territorio di insediamento storico della comunità italiana.

Foto: SEI GIUSEPPINA MARTINUZZI
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































