La Martinuzzi è anche una scuola di solidarietà

Gli alunni dell’elementare italiana si distinguono anche in beneficenza. L’ultimo destinatario in ordine di tempo è stata l’associazione animalista «Qua la zampa»

Ieri, mercoledì 5 febbraio, giornata di consegna dei regali raccolti durante l’azione promossa dalla Giuseppina Martinuzzi

Scuola è… molto più che una rincorsa per il recupero delle ore di lezione perse durante lo scorso tormentato primo semestre contrassegnato dalle manifestazioni di protesta sindacale. All’elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” si va a scuola di solidarietà ed è tradizione pluriennale mandare avanti progetti di attività integrative alla programmazione curricolare finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa. In questi giorni bastava entrare nell’ampia hall per individuare una bancarella con la raccolta di cibo per cani e gatti abbandonati tramite l’associazione assistenziale di Pola “Ruka šapi (Qua la zampa)”. Ieri la consegna di un notevole contingente, decine e decine di chilogrammi di crocchette, biscottini, alimenti vari in barattoli e altre mini e maxi confezioni, ma anche giocattoli e articoli d’igiene orale sono stati caricati sul furgone, pronti per l’utilizzo. Un bel motivo di compiacimento per il collettivo scolastico: allievi, insegnanti, personale tecnico e amministrativo, proprio tutti hanno partecipato alla raccolta, che ha visto in prima fila gli alunni della IVa, dell’insegnante Rosanna Biasiol Babić. A coordinare l’iniziativa ci ha pensato Mariuccia Capolicchio, psicologa della scuola, membro del Comitato della Croce Rossa cittadina, cui va il merito dell’organizzazione del progetto per la solidarietà e il volontariato a scuola che si sta portando avanti in collaborazione con le insegnanti. L’esperienza della raccolta di sostegni per la sopravvivenza dei quattro zampe in stato d’abbandono non è certo nuova per la scolaresca, anni or sono ne era già stata organizzata un’analoga.
Sentimenti d’empatia
“Cominciando da una sensibilizzazione nei confronti degli animali bisognosi – considera Mariuccia Capolicchio – nei ragazzi si sviluppano ed estendono i sentimenti di empatia anche verso le persone più inermi e colpite da disagio. È questo lo scopo delle nostre attività di volontariato e beneficenza. A scuola riteniamo che la solidarietà rivesta un ruolo importante nella società odierna e rappresenti un messaggio di speranza da trasmettere nei bambini attraverso il desiderio di aiutare i meno fortunati. É importante che il tema della solidarietà sia affrontato in termini formativi e venga tradotto in testimonianza di vita e in azione concreta, solo in questo modo l’esercizio dell’atto solidale diventa uno strumento educativo. Il nostro progetto si propone di fornire l’occasione di promuovere e diffondere una vera cultura della solidarietà attraverso iniziative concrete di collaborazione, favorendo così la crescita umana, la formazione dei nostri alunni e la cultura civica. L’obiettivo primario è quello di far compiere loro un percorso educativo ed emotivo attraverso i valori dell’attenzione all’altro, del rispetto, dell’accoglienza, della generosità, della disponibilità verso il prossimo, del senso di appartenenza alla collettività, della solidarietà nei confronti di chi ha bisogno del nostro aiuto”.

Trasporto organizzato di cibo per i cani

Per accrescere la sensibilità e stimolare il coinvolgimento attivo nei confronti dei bisogni degli altri, in particolare dei soggetti in difficoltà la scuola fa anche di più. Oltre a sostenere gli alunni nel processo di maturazione che è anche graduale conquista dell’autonomia personale e un modo di favorire l’integrazione interpersonale, si aumenta il livello di presenza della scuola nel tessuto sociale con attività utili e formative che include anche gli insegnanti. “Per promuovere l’informazione e la sensibilizzazione sul valore e l’importanza del volontariato e del dono, per favorire scelte consapevoli e responsabili nei confronti di chi soffre – continua l’interlocutrice – la scuola ha promosso nel tempo incontri-conversazione, laboratori creativi, visite guidate presso istituzioni di assistenza, attività di incontro e aggregazione, di convivialità, raccolte-mercatino di beneficenza.”
Il corso di avvio al volontariato
Rientra tra le iniziative più recenti il corso di avvio al volontariato, promosso in collaborazione con il Centro regionale per il volontariato, al quale hanno partecipato numerose insegnanti dell’istituzione. Risale quindi allo scorso autunno l’opera di raccolta di viveri e articoli igienici a favore del Rifugio per i senzatetto coordinata dall’insegnante di biologia e natura Iva Pajić, previo un incontro promosso da Mariuccia Capolicchio per avvicinare ai ragazzi la realtà del rifugio e delle prestazioni fornite dalla Croce rossa nei confronti degli assistiti. Nel corso di questo secondo semestre è inoltre programmata una vista alla casa dei senzatetto, mentre nel frattempo le settime classi si stanno preparando ad avviare tutta una serie di attività di volontariato. “Devo aggiungere – così Mariuccia Capolicchio – che il gruppo sociale scelto per quest’anno tra i più vulnerabili sono proprio i senzatetto e il rifugio per l’aiuto delle persone senza fissa dimora che viene gestito dal Centro d’accoglienza cittadina della Croce rossa ”. A suo tempo la IVa aveva fatto visita anche al Centro di riabilitazione di Veruda e domani (7 febbraio) si farà tappa presso la sede dell’Associazione istriana dei non vedenti e ipovedenti. Non va tra l’altro dimenticato che la “Giuseppina Martinuzzi” è una visitatrice, amica permanente degli assistiti di Villa Maria (già Villa Ludovico Rizzi). Gli spettacolini con strenne, si ripropongono in sede, in concomitanza con la Festa della donna dell’8 marzo e continuano ad accendere e a condividere l’emozione tra giovani e anziani. Rientrano nel medesimo campo, attività abilitative per alunni e anche insegnanti che permettono di poter prestare soccorso in casi d’infortunio. Impossibile elencare tutte le iniziative in atto o da farsi tanto più perché alla scuola si è davvero poco propensi a farsi vanto e la generosità si esprime con i fatti, non a parole. Un esempio per tutti. Guardare per imparare.

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