La «Dante» riconquista Venezia

Teo Banko, Emanuel Veneruzzo, Annabella Škobo, Luana Prašina, Sofia Ivančić. Daniel Valić con il gonfalone

Scuola Media Superiore Italiana “Dante Alighieri” di Pola alla conquista della Repubblica di Venezia, al contrario di quanto avveniva in passato quando la flotta di San Marco si spingeva nell’intero Adriatico diffondendo lingua, cultura e identità veneziane e lasciando in appannaggio ai posteri un notevole patrimonio di civiltà. Oggi, si rivela alquanto stuzzicante l’idea di andare a ritroso per restituire a Venezia le testimonianze del suo illustre passato. In questo senso la “Dante” si è assunta una vera missione: dimostrare da vera maestra che lo spirito della “veneticità” resiste ancora, anche lontano dalla Città lagunare. Non basta la collezione di premi guadagnati di anno in anno ai concorsi per la “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto” indetto dalla Regione Veneto – assessorato all’Identità Veneta dall’Unpli Veneto e dall’Ufficio scolastico regionale.

Un gonfalone come premio

La voglia di dedicarsi alla cultura “marciana” è recidiva, incurabile e inesauribile al punto da non passare inosservati. Anzi. S’intitola “Il Veneto per me” il concorso promosso per la seconda volta dal Consiglio regionale del Veneto ed è indirizzato alle scuole elementari e agli istituti liceali del Veneto, Friuli Venezia Giulia e al territorio istroveneto, con premiazioni in euro riservate esclusivamente agli istituti italiani, ma la Dante, ad ogni modo, non è rimasta a mani vuote. Anzi è riuscita a portarsi a casa il premio speciale in beni materiali e intellettuali: un grande gonfalone con il Leone di San Marco (libro rigorosamente aperto in segno di pace), una monografia su “I palazzi di Venezia” e 23 riconoscimenti per altrettanti partecipanti, il massimo conquistabile per una scuola dall’estero ovvero agli allievi del liceo generale, la IIa al completo, diversi ragazzi del liceo linguistico IIb e alcuni della IIIa.

La parlata istroveneta

La flotta dei conquistatori di Venezia è sempre capitanata dal prof. Teo Banko, che per l’ennesima volta è riuscito a sedurre i ragazzi con la pastosità della parlata istroveneta.”Non tutti parlano il dialetto – ha detto – nel proprio ambito domestico. Il nostro è un gruppo misto ed è stato un piacere vedere tanti ragazzi leggere ed esprimersi con gusto nell’idioma veneziano. Il nostro attuale progetto s’intitola “Pola (s)conosciuta” e rappresenta una continuazione di quello più ampio intitolato ‘Pola venesiana’, promosso anni or sono con la prima presentazione in power point del lascito architettonico veneziano di Pola seguito da i giochi di una volta, dal recupero di personaggi storici, di antiche superstizioni e altro. Stavolta i resti di Venezia si possono ammirare in una trasposizione video-documentaristica nella quale i ragazzi ripercorrono Pola veneziana, partendo da via Venezia, passando per via Kandler fino ad arrivare a via Gabriele Emo, nell’area dell’Arena. I nostri giovani esperti in smartphone e tecnologie digitali si sono resi ciceroni e protagonisti di una visita guidata per la citta”. Il risultato che ne è scaturito potrebbe essere un’utile guida formato GPS per chi volesse scoprire i secoli veneziani di Pola. Ottimo il servizio reso da Filippo Sebastiano Čikić, autore del montaggio e regista del video.

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