Scorrevole, chiara, concreta e… al passo con la tecnologia moderna, la presentazione del progetto “Scuola Marul dopo 500 anni”, tenutasi ieri mattina nell’atrio della Scuola media superiore italiana “Dante Alighieri”. L’appuntamento inizialmente fissato per il 24 aprile scorso nell’ambito dell’evento nazionale “Notte del Libro”, al quale la “Alighieri” ha preso parte per il quattordicesimo anno consecutivo, era stato rimandato causa imprevisti alla giornata di ieri. Il trema trattato, e minuziosamente analizzato (nell’arco di un anno) dagli studenti della terza classe dell’indirizzo di perito informatico, seguiti dalle mentori Elda Pliško Horvat e Renata Škabić Prenc, ha riguardato non a caso colui che è definito il padre della letteratura croata: lo scrittore e umanista cristiano, e figura di spicco del Rinascimento, Marko Marulić (in latino Marcus Marulus Spalatensis). Nel 2024, anno del lancio del progetto, è stato celebrato il 500° anniversario della sua morte (Spalato, 18 agosto 1450 – Spalato, 5 gennaio 1524). In questo modo si è cercato di richiamare l’attenzione sulla lettura dei libri come strumento educativo ed estetico: un processo che influisce in modo significativo sulla formazione della personalità, particolarmente nel periodo sensibile dell’adolescenza. È un dato di fatto che i testi della letteratura croata più antica non siano il materiale di lettura preferito dagli allievi delle scuole superiori, per cui questo progetto ha consentito di conoscere Marulić da una prospettiva diversa, fornendo ai ragazzi la possibilità di accedere all’opera e alla sua percezione in modo più informale e rilassato. Gli studenti dell’indirizzo perito informatico, divisi in gruppi, ognuno con compiti ben definiti, non si sono soffermati solamente sulla vita dello scrittore, ma anche sul periodo del Rinascimento, segnando su una mappa gli eventi più significativi di quel periodo. Il lavoro è partito con un sondaggio tra gli alunni sulla conoscenza di Marulić. E i risultati non sono stati confortanti. Lo studio degli alunni coinvolti nell’iniziativa si è poi concluso con un quiz (in formato digitale) nel quale si è scoperto che gli studenti erano eccome interessati a conoscere la figura di Marko Marulić e l’epoca in cui ha vissuto.
Nato a Spalato, in una famiglia nobile, Marulić ha terminato prima gli studi umanisti, laureandosi poi, si presume, in giurisprudenza all’Università di Padova. Perlopiù scriveva in latino, molto di meno in croato e in italiano. Nel corso della sua vita ha scritto numerosi lavori, tanto da lasciarci in eredità una quarantina di opere, tradotte con il passare del tempo in moltissime lingue. Il suo lavoro più importante e conosciuto è il poema epico-religioso “Judita” in 6 canti, il primo scritto in lingua croata nel 1501, stampato, però. soltanto 21 anni più tardi. Si tratta di una storia biblica, scritta in ‘lingua popolare’ (ciacavo spalatino, con la presenza minima di antichi slavismi e raguseismi), affinché sia quanto più comprensibile e accessibile al vasto pubblico.
Tornando al progetto, gli studenti della “Dante” hanno approfondita anche la conoscenza di altri e importanti protagonista dell’epoca, da Ferdinando Magellano, il primo a circumnavigare il globo nel 1522, a Cristoforo Colombo, partito per le “Indie”, ma sbarcato in America (1492). Altri argomento toccati dai ragazzi l’invenzione della stampa (1455), la prima nave da guerra dotata di cannoni… E ancora non è tutto. Grazie al progetto sono stati, infatti approfondite anche altre tematiche, come ad esempio l’introduzione delle armi da fuoco alla fine del 13° secolo. In merito, gli studenti hanno fatto una netta distinzione tra queste ultime (archibugio, moschetto, pistola a pietra focaia, lombarda e falconetto), e quelle bianche (arco e freccia, spada, pugnale e alabarda) usate nei secoli precedenti. Sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale gli studenti hanno poi creato della musica rap con i versi dello scrittore e un videogioco ispirato a Marulić. Hanno addirittura “colloquiato” virtualmente con lo scrittore” che, “palesatosi” in video ha risposto ad alcune domande sul suo poema “Judita”. Tornando al quiz conclusivo, a rispondere a più domande esatte sono state le alunne Ema Fabris e Matea Čelić, che in premio hanno ricevuto il libro di Diego Marani “La città celeste” (che parla dell’educazione sentimentale di un giovane uomo). Vanno senz’altro lodati i promotori e responsabili del progetto, seguiti dalle mentori Pliško Horvat e Škabić Prenc, che ricordiamo essere gli allievi della classe IIId (che accanto agli altri impegni hanno iniziato a realizzarlo lo scorso anno scolastico): Etan Perković (nella circostanza pure nel ruolo di presentatore), Neo Delić, Fabian Tomaš, Nikolas Dabić, Noel Damiani, Jan Stojaković, Simon Kovač, Patrik Timovski, Petar Landeka, Adam Prekalj, Roberto Hrelja, Tedi Jurman e Riccardo Poldrugovac.

Foto: FREDY POROPAT
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