La CI di Pola ha le «carte in regola»

I conti della sede di via Carrara sono stati chiusi con 1,8 milioni di kune, quasi 400.000 kune in più rispetto al preventivo perché gli enti patrocinatori hanno mantenuto o aumentato le dotazioni

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La CI di Pola ha le «carte in regola»
L’ultima seduta dell’anno dell’Assemblea della CI di Pola. Foto: DARIA DEGHENGHI

Un bilancio delle attività svolte e una proposta di attività programmatiche per l’anno a venire e, similmente, un resoconto finanziario per l’uscente 2022 e un Bilancio di previsione per l’imminente 2023, sono stati presentati dalla presidente della CI di Pola Tamara Brussich e approvati all’unanimità dai consiglieri dell’Assemblea del sodalizio che a questo punto ha le “carte in regola” per chiudere un anno di attività e contabilità e inaugurarne un altro con una differenza di rilievo: l’euro. I conti della sede di via Carrara sono stati chiusi dunque con 1,8 milioni di kune, quasi 400.000 kune in più rispetto al preventivo, perché gli enti patrocinatori hanno mantenuto o aumentato le dotazioni. Per esempio i mezzi assegnati dall’Unione Italiana, che ora fa da tramite per tutte le dotazioni della Repubblica Italiana e della Repubblica di Croazia, sono praticamente raddoppiati e ammontano a quasi 1,2 milioni di kune. Ma hanno registrato un’impennata anche i ricavi dell’affitto della sala, grazie alla quale attività prima si guadagnavano in media 230.000 mentre adesso la cifra sfiora le 300.000 kune. Superarla non conviene – come ha spiegato la presidente – perché a quel punto si perde l’esonero dal pagamento dell’IVA e si diventa contribuenti.

Corrente elettrica, spese triplicate
Che poi i soldi come vengono così vanno, è chiaro. Le spese per la corrente elettrica sono letteralmente triplicate ed è stato necessario ricorrere al bonus sociale per avere la riduzione. Per il resto, la presidente ha proposto (e l’Assemblea approvato) di aumentare gli stipendi del personale in rapporto di lavoro (tre dipendenti in pianta stabile, collaborazioni escluse) che dal 2023 saranno così allineati a quelli del Comune. Da non credere, comunque che si tratti di stipendi d’oro. Ora si va dalle 4.000 alle 6.200 kune al netto e con la maggiorazione di gennaio gli importi saranno appena un poco superiori. Per risparmiare sulla corrente elettrica, in estate la Sala maggiore è stata dotata di un nuovo impianto d’illuminazione led che va a sostituire tutte le lampade tradizionali. La spesa-luce è diventata un’autentica palla al piede e gli importi dei Bilanci lo confermano: le 80.000 del preventivo sono diventate 180.000 di spesa effettiva e quindi 200.000 di spesa pianificata nel 2023. A conti fatti, per il 2023 si prevede un pareggio di entrate e spese dell’ordine di 244.000 euro.

Attività in sede e fuori
Lungo l’elenco degli spettacoli e delle iniziative portate in scena, che non è possibile riassumere su queste colonne. In sede e fuori sede operano e si esibiscono la SAC “Lino Mariani”, la sezione polese del CSMC “Luigi Dallapiccola”, la società culturale “Dante Alighieri”, il Consiglio della minoranza italiana di Pola, l’ufficio del deputato italiano al Sabor, i gruppi artistici di ceramica e mosaico, il coro Carillon, il gruppo sportivo CamminaPola, quello di ginnastica dolce e il nuovo laboratorio di teatro dialettale di Petra Blašković e Luka Juričić che comincia a dare i suoi primi risultati e che debutterà in grande stile sia in Comunità che a Teatro. L’anno che sta volgendo al termine ha visto anche il ripristino della gita in Italia (Roma e Umbria) dal 9 al 13 novembre, che ha avuto 27 partecipanti; un corso di lingua italiana per studenti della SMSI; un’altra gita per gli attivisti a Spilimbergo con visita alla scuola di mosaico e un corso di sci in collaborazione con la scuola “Dante Alighieri” da trasformarsi in scambio di studenti col Friuli in un secondo momento.

Bandiere e anniversario
Prima del brindisi, le varie, e cioè le domande di chiarificazione dei consiglieri. Valmer Cusma ha notato che la sede di via Carrara non espone più sulla scalinata le bandiere che era solita esibire un tempo, come fanno del resto tutte le minoranze, gli enti e le istituzioni almeno nei giorni di festa. La presidente Tamara Brussich ha risposto, in tutta onestà, che la Comunità degli Italiani è stata derubata delle proprie bandiere in ben 13 occasioni diverse, sia prima, durante le legislature precedenti, ma anche di recente, quando sono sparite tutte e tre le bandiere esposte. “La questione è molto semplice: tutte le volte che ci rubano le bandiere, a parte i danni materiali, c’è un iter in Questura da svolgere che spesso si trasforma in interrogatorio e nella sensazione di aver compiuto noi stessi qualcosa di vergognoso, e vi assicuro che non è piacevole”, ha detto la presidente e aggiunto: “Ora le bandiere le teniamo in casa e all’occorrenza le sistemiamo in atrio in qualunque occasione sia necessario”. Altro dilemma, sempre su iniziativa di Cusma: perché mai la Comunità degli Italiani di Pola non ha festeggiato il suo 75° anniversario della fondazione come hanno fatto le altre località, visto che è stata fondata, appunto, nel 1947, come le altre. La risposta della Brussich è stata sintetica: ci sono stati tanti appuntamenti di valore e la CI di Pola ha scelto di proposito di non “confondersi tra la folla” ma di dedicare piuttosto il venturo 2023 a un altro anniversario non meno importante: l’acquisizione della sede storica di Porta Ercole e la sistemazione nell’edificio con cui la CI di Pola s’identifica. Per festeggiarla e festeggiarsi, dunque, la Comunità degli Italiani le dedicherà ogni spettacolo di rilievo dell’anno prossimo. Seduta stante si sono avuti anche gli auguri di circostanza da parte del vicesindaco in quota CNI Bruno Cergnul e del viceconsole d’Italia a Pola Tiziano Sošić.

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