La CI di Gallesano con fiducia nel 2026

Tradizionale brindisi di Capodanno con la presentazione del calendario curato da Valter Zanco

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La CI di Gallesano con fiducia nel 2026
Il Calendario 2026 della CI di Gallesano. Foto CI DI GALLESANO

Un’atmosfera calorosa e il desiderio condiviso di salutare l’anno trascorso guardando con fiducia al futuro: si è svolto così il tradizionale brindisi di Capodanno della Comunità degli Italiani “Armando Capolicchio” di Gallesano, appuntamento ormai immancabile che riunisce soci e amici della Comunità per un momento di incontro e augurio collettivo.

L’incontro si è aperto con il brindisi augurale, accompagnato da spumante, dolci e panettone, in un clima di convivialità che ha subito dato il tono alla serata. A seguire, è stato proiettato un video con i momenti più significativi del 2025, un racconto per immagini che ha ripercorso le numerose attività, manifestazioni ed eventi che hanno delineato l’anno appena concluso, testimoniando ancora una volta la vitalità della CI di Gallesano e il forte legame con il territorio. A prendere la parola è stata la presidente Debora Moscarda Demarin, che ha voluto rivolgere un pensiero augurale a tutti i presenti. Guardando al nuovo anno, ha sottolineato l’importanza di affrontare il 2026 con fiducia e serenità, auspicando che sia un anno ancora più intenso e ricco di nuove esperienze e soddisfazioni condivise, nel segno della collaborazione e dell’impegno comune per il raggiungimento di importanti traguardi, nonché per la trasmissione e la valorizzazione dell’identità, delle tradizioni e della cultura della Comunità Nazionale Italiana.

Gli obiettivi raggiunti
Ripercorrendo l’anno appena trascorso, la presidente ha ricordato come anche il 2025 sia stato caratterizzato da un fitto calendario di iniziative, con obiettivi raggiunti giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, ma anche con uno sguardo a progetti di più ampio respiro. È stato un anno che ha visto la realizzazione di numerosi appuntamenti tradizionali, come ad esempio dal Torneo di briscola e tresette, passando per la serata culturale dedicata alla Festa della mamma, fino ad arrivare al periodo estivo, animato dalla Degustazione di piatti tipici gallesanesi e dalla manifestazione gastronomica “Festa delle cioche”. In questo contesto, la presidente ha evidenziato come, nell’ambito delle varie iniziative e attività che si svolgono settimanalmente all’interno della Comunità, tutti i gruppi attivi da anni abbiano proseguito anche nel 2025 il loro percorso, introducendo al contempo alcune novità. Un modo, questo, per mantenere vivo lo slancio, il dinamismo e l’entusiasmo che caratterizzano la vita associativa, senza rinunciare alla continuità e al valore della tradizione. Guardando avanti, la presidente ha poi delineato le prospettive per il 2026, esprimendo l’auspicio di un altro anno ricco di attività, successi e momenti di condivisione capaci di trasformarsi in veri ricordi collettivi. Ha ricordato come il nuovo anno si preannunci impegnativo, soprattutto per la volontà di proseguire sulla scia della quotidianità operosa che contraddistingue la CI di Gallesano.

Un anno di… proverbi
Durante la serata è stato inoltre presentato il calendario 2026 della Comunità, un progetto curato da Valter Zanco che raccoglie dodici fotografie dedicate a Gallesano. Un’edizione arricchita quest’anno da un elemento di particolare valore identitario: per ogni mese, infatti, è stato inserito un proverbio gallesanese, a sottolineare il legame profondo con il dialetto e la saggezza popolare tramandata nel tempo. Le foto d’epoca appartengono all’archivio del compianto Mario Moscarda, per lunghi anni attivista della CI.
A chiudere l’incontro, la musica. Alla fisarmonica, Robert Krbavac ha saputo coinvolgere e divertire il pubblico, coinvolgendo i presenti in un momento di canto corale sulle note di canti tradizionali, come ad esempio “La mula de Parenzo”, che ha chiuso la serata in un clima di allegria e condivisione. Il brindisi di Capodanno alla CI “Armando Capolicchio” di Gallesano si è confermato così non solo come un momento conviviale, ma come un’occasione significativa per rafforzare il senso di appartenenza, fare memoria del cammino percorso e rinnovare l’impegno comune verso il futuro, nel segno della cultura, della tradizione e della comunità.

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