Istria. La medusa luminosa: un ospite poco gradito

Una medusa luminosa

Un ospite poco gradito dei nostri mari s’aggira lungo le coste di Capo Promontore dopo una prolungata e felice assenza: si tratta della medusa luminosa o Pelagia noctiluca, piccola ma tutt’altro che innocua. Durante le ultime immersioni dei sub della società Eko More e del Club di attività subacquee di Medolino nell’insenatura dei colombi (Kolumbarica) è stato individuato un banco di meduse della specie Noctiluca. Gli individui di questa specie sono capaci di brillare nel buio, da cui il nome, ma non sono uno spettacolo comunemente visibile perché la medusa luminescente vive in alto mare e si avvicina alla costa soltanto raramente. Per fortuna, tra l’altro, perché i suoi tentacoli al primo contatto secernono un veleno piuttosto tossico per la pelle umana.

 

Le irritazioni cutanee e il dolore che provocano sono una pessima esperienza balneare, come ricordano bene le generazioni dei bagnanti degli anni Ottanta, quando non si poteva entrare in mare senza urtare un banco di questi gelatinosi e trasparenti animali marini con i tentacoli che sparano fiamme. Per riconoscere Pelagia noctiluca non ci vuole una preparazione da biologo né un manuale di zoologia marina: l’ombrello è marrone-rosato o rosa-violetta sotto i 10 centimetri di diametro, traslucido, composto da 16 lobi da cui partono 8 lunghi tentacoli retrattili, molto urticanti e semi-trasparenti: la pelle ustionata si rigenera lentamente, senza tornare alla pigmentazione naturale, ma anzi conservando cicatrici visibili a lungo.

Per evitare Noctiluca bisogna guardarsi bene intorno prima di immergersi in mare. In caso di contatto indesiderato, ci si può affidare al pronto soccorso secondo il protocollo MED-JELLYRISK. In ogni caso, il fai da te è sconsigliato. Non bisogna applicare alla ferita acqua dolce, aceto, ammoniaca, alcol, garze o bende. In caso di malessere e difficoltà di respirazione, occorre chiamare immediatamente un medico. La ferita va lavata soltanto con acqua di mare, senza strofinare. In caso di disponibilità, si può applicare una pomata a base di bicarbonato di sodio diluito con acqua di mare al 50 per cento. Si consiglia inoltre di rimuovere con una pinzetta eventuali resti delle ventose rimasti attaccati alla ferita. Applicare inoltre impacchi di ghiaccio in intervalli dai 5 ai 15 minuti. In caso di dolore persistente, cercare aiuto in farmacia e applicare un anestetico a base di lidocaina.

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