Istria, inverno agli sgoccioli. Disoccupati in… calo

Prime assunzioni in vista dell’estate e il numero dei senza lavoro torna a scendere dopo il picco dei mesi scorsi

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Istria, inverno agli sgoccioli. Disoccupati in… calo
La sede regionale dell’Ufficio di collocamento al lavoro (foto: Giuliano Libanore)

Il mercato del lavoro istriano mostra i primi segnali di ripresa dopo l’aumento della disoccupazione registrato tra la fine del 2025 e l’inizio dell’anno. A febbraio il numero delle persone senza lavoro è tornato a diminuire, confermando come la stagionalità continui a essere una dei fattori che maggiormente incidono sull’andamento dell’occupazione in Regione. Una dinamica legata soprattutto al peso del turismo nell’economia istriana: con la fine dell’estate molti contratti stagionali non vengono rinnovati e il numero dei disoccupati cresce nei mesi autunnali e invernali, mentre a partire dalla fine dell’inverno le imprese del settore alberghiero, della ristorazione e dei servizi iniziano nuovamente ad assumere personale in vista della nuova stagione. In parte è quanto accaduto anche questo febbraio. Alla fine del mese scorso in Istria sono state registrate 2.536 persone senza lavoro, ovvero 166 in meno rispetto a gennaio, pari a una diminuzione del 6,1 p.c. su base mensile. Ancora più significativo il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno: su base annua il numero dei disoccupati è sceso del 23,7 p.c., un dato che rafforza l’immagine dell’Istria come una delle aree economicamente più dinamiche e resilienti della Croazia.
Anche la distribuzione per genere conferma una tendenza ormai consolidata. Le donne restano leggermente più colpite dalla disoccupazione: 1.361 contro 1.175 uomini. Una differenza che riflette ancora una volta la forte presenza femminile nei settori più legati alla stagionalità, come il turismo, il commercio e i servizi.
A conferma della progressiva riattivazione del mercato del lavoro, al momento risultano disponibili 708 posti di lavoro. La parte più consistente delle opportunità riguarda proprio i comparti trainanti dell’economia istriana: oltre 230 posizioni sono infatti collegate al settore turistico, della ristorazione e del commercio, mentre 71 riguardano il settore socio-sanitario e 70 quello dell’educazione e dell’Istruzione. Maggiori dettagli sono disponibili sul sito Internet dedicato www.burzarada.hzz.hr.

Geografia ed economia del territorio
Dal punto di vista territoriale la mappa della disoccupazione non presenta grandi sorprese. Il Polese continua a concentrare la quota maggiore di persone in cerca di occupazione, con 1.204 disoccupati, quasi la metà del totale regionale. Seguono il Parentino con 431 persone, il Rovignese con 283, l’Umaghese con 232, l’Albonese con 198 e il Pisinese con 135. Numeri nettamente più contenuti invece nel Pinguentino, dove i disoccupati sono 53. Si tratta di una distribuzione che rispecchia la struttura economica della penisola istriana. Le aree costiere, fortemente legate al turismo, registrano oscillazioni più marcate nei mesi in cui una parte dei contratti stagionali giunge a scadenza.

Camerieri, professione molto richiesta (foto: Goran Kovacic/PIXSELL)
Camerieri, professione molto richiesta (foto: Goran Kovacic/PIXSELL)

Il profilo dei disoccupati
Anche il profilo dei disoccupati mostra una realtà piuttosto articolata. Dal punto di vista dell’istruzione, la platea resta molto eterogenea. Tra i disoccupati 112 persone non ha alcun titolo di studio, 440 hanno completato la scuola elementare, mentre 775 possiedono un diploma di scuola media superiore triennale e 808 un diploma quadriennale. Non manca nemmeno la componente con un livello di istruzione elevato: 401 persone sono laureate o possiedono titoli accademici superiori. Questi numeri dimostrano come la disoccupazione stagionale non riguardi esclusivamente i lavori meno qualificati, ma coinvolga anche persone con percorsi formativi più lunghi.
Un quadro simile emerge analizzando anche le fasce d’età. I giovanissimi tra i 15 e i 19 anni sono 51, mente nella fascia 20-24 anni si contato 243 disoccupati e 278 tra i 25 e i 29 anni. Numeri che riflettono il ruolo del lavoro stagionale come primo ingresso nel mercato del lavoro per molti giovani. La presenza aumenta poi nelle età centrali: 235 disoccupati hanno tra i 30 e i 34 anni, 285 tra i 35 e i 39, 290 tra i 40 e i 44 e 280 tra i 45 e i 49 anni. Le difficoltà maggiori si confermano tuttavia tra i lavoratori più maturi: 284 disoccupati hanno tra i 50 e i 54 anni, 338 tra i 55 e i 59, mentre 252 persone hanno più di 60 anni, fasce che generalmente incontrano più ostacoli nel reinserimento professionale, soprattutto in un mercato del lavoro che richiede sempre maggiore flessibilità e mobilità.

Primi effetti della nuova stagione
Come sottolineato in precedenza, il calo registrato tra gennaio e febbraio è dovuto in parte anche all’avvicinarsi della stagione turistica. Molte imprese del settore alberghiero e della ristorazione hanno infatti iniziato ad assumere personale o ad avviare le procedure di selezione in vista dei mesi primaverili ed estivi. Un fenomeno ricorrente nel mercato del lavoro istriano dove, dopo il picco invernale, il numero dei disoccupati tende a diminuire progressivamente già tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando le aziende iniziano a prepararsi alla nuova stagione. Nel complesso, i dati forniti dall’Istituto nazionale per l’impiego confermano dunque un territorio che nei mesi freddi registra inevitabili oscillazioni, ma che continua a distinguersi per un’economia dinamica e capace di assorbire rapidamente la forza lavoro non appena l’attività turistica riprende slancio.

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