Imparare il francese: semplice come dire bonjour

La SMSI Dante Alighieri tra premi, riconoscimenti, Certificazione linguistica DELF e collaborazione con l’Ambasciata di Francia, forte della guida della prof.ssa Maja Marković

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Imparare il francese: semplice come dire bonjour
Julio Doan Marini, Stefania Družeta, Lara Ulika Razzi, Iris Bijuk Srdanović e Oscar Penso (assente). Foto: Arletta Fonio Grubiša

L’italiano sul podio con valenza assoluta, il croato, essenziale e giustamente privilegiato quale lingua nazionale, l’inglese ammesso per forza a titolo della sua supremazia globale, il tedesco promosso in virtù del ricco patrimonio culturale che si traina dietro, ma non basta ancora. La Scuola Media Superiore Italiana, Dante Alighieri di Pola tende a favorire una formazione che nel suo piccolo è in sintonia con il concetto dell’Europa multilingue, risorsa chiave per l’individuo, la società e l’economia nel promuovere mobilità, comprensione interculturale, coesione sociale ecompetività delle imprese. L’unione nella diversità è principio UE e la diversità dell’insegnamento linguistico nel caso nostro risulta adeguarsi di proposito. Alla Dante si insegna anche il francese, una delle lingue più affascinanti del pianeta e la più imparata dopo l’egemonico inglese. Lo si fa da decenni e decenni, ma senza soluzione di continuità, da 11 anni a questa parte in forma opzionale, facoltativa e aggiuntiva, con risultati sempre più visibili, anche ampiamente fuori da questo contesto scolastico. Se n’è accorta niente meno che… l’Ambassade de France en Croatie. Ma andiamo per ordine, a partire dall’ultima attestazione di validità dell’offerta a favore dell’arricchimento linguistico.

Diplomi internazionali e a vita
In occasione della recente celebrazione scolastica per la Giornata mondiale dell’alfabetizzazione, c’è stato pure il cerimoniale di consegna dei Certificati DELF – Diplôme d’Études en Langue Française vale a dire Diploma di studio in lingua francese. Dunque, la Dante, oltre a riuscire a certificare la conoscenza del tedesco, lo sta facendo ora pure con la conoscenza del francese. Trattasi di veri e propri diplomi di Stato, istituiti nel 1985 con valenza a livello internazionale e a vita, che vengono rilasciati dal Ministero francese della Cultura e dei Giovani e si rivolgono ad un pubblico molto ampio. Sono stati assegnati a Stefania Družeta, a Oscar Penso, a Lara Ulika Razzi e a Julio Doan Marini per il livello di conoscenza A2 e a Iris Bijuk Srdanović per il livello A1. Se l’A1 sta per livello di base (capacità di interagire in situazioni quotidiane con parole o espressioni molto semplici), l’A2 certifica di già le conoscenze elementari della lingua. Un candidato di livello A2 “conosce le forme di cortesia e riesce a comprendere le situazioni della vita quotidiana”. Tanto di felice esito non finisce qui, e ci sono tutte le ragioni per nutrire buoni e gradevoli previsione in direzione di un ulteriore approfondimento del sapere, di un’acquisizione di attestati di più alto livello con l’idea di veder aprire le porte delle università e e delle aziende dei paesi francofoni, lasciando ai ragazzi l’imbarazzo della scelta, se proseguire o meno la loro formazione professionale attraverso una strada aggiuntiva di tutto rispetto.

Maja Marković racconta…
Il francese ha conquistato la Dante ossia tanti suoi allievi, perché è la Dante ad essere partita alla conquista del Francese, mentre il condottiero dell’impresa linguistico-culturale è la prof.ssa Maja Marković.
“L’anno scorso siamo diventati istituto partner per la certificazione linguistica DELF, acronimo di Diplôme d’Études en Langue Française che comprende quattro livelli di competenza da A1 a B2. I nostri ragazi hanno affrontato con cautela i primi livelli – A1 e A2 – superandoli egregiamente con quasi il massimo del punteggio. Quei ragazzi che vorranno studiare in uno degli 88 Paesi francofoni che ci sono nel mondo potranno tranquillamente entrarvi con il livello B2 a cui avranno modo di accedere l’anno prossimo. Parliamo di un diploma internazionale e a vita che ha veramente un peso notevole”.
La “Dante” si sta concedendo il lusso dell’ambizione dal momento che la prof.ssa Maja Marković è abilitata a proporre proprio questo tipo di esami e certificazioni in quanto esaminatrice e anche corretttrice di prove. “Verso la fine di marzo, a Pola – ci conferma – avremo lo scritto che manderemo a Zagabria, per la correzione a cura dei lettori dell’Ambasciata francese, mentre l’orale viene proposto da noi proff. di Pola, mediante un sistema di verifica reciproco e oggettivo, per cui ciascun prof. valuta i risultati dell’altra scuola. Per quanto riguarda il DELF e la parte scittta, i ragazzi hanno dovuto dimostrare tre competenze in fatto di ascolto e lettura con comprensione, mentre l’orale ha riguardato temi presi a caso e creazioni di scena”.

Maja Marković.
Foto: Arletta Fonio Grubiša

Dante e Ambasciata francese
“Collaboriamo molto bene, anzi ottimamente, con l’Ambasciata della Francia in Croazia a Zagabria – rende noto la prof. Maja Marković –. Loro ci forniscono tutte le informazioni e tutti i supporti a tal punto che lo scorso anno scolastico ci è arrivata in sede la lettrice dell’Istituto francese, Margaux Vauchel che ha animato i nostri ragazzi per ben due giornate comunicando esclusivamente nell’idioma francofono. Quindi, direi che ciò sia un punto di partenza molto importante per quanto riguarda tutti noi e soprattutto questa lingua, della quale tanti hanno paura, però, volere è potere. I nostri ragazzi iniziano da zero, io li posso tranquillamente preparare per arrivare alla certificazione. Secondo me i promossi ai livelli A1 e A2 avrebbero potuto già fare B1 e B2, ma siamo saliti sul primo gradino, per rompere il ghiaccio.”
Lo scorso maggio, la direttrice dell’Istituto Francese di Zagabria, nonché Consigliera per la cooperazione e le attività culturali, Estelle Halimi-Dagron ha consegnato alla Dante il certificato di istituzione partner abilitata a fare esami DELF. Tra tantissimi titoli e certificazioni di qualità affissi nell’atrio scolastico, dove spiccano le collaborazioni nell’ambito formativo in lingua tedesca, ora c’è pure una tabella aggiuntiva di cui andar orgogliosi. Scrive: “Scuola partner. L’ambasciata di Francia in Croazia – Istituto francese di Croazia attestano che la scuola media italiana Dante Alighieri prepara e notifica gli allievi per l’esame scolastico DELF, diploma del sapere in lingua francese, riconosciuto a livello internazionale, che viene rilasciato dal Ministero francese della Cultura e dei giovani con valenza a vita”. Oltre al Ginnasio croato e alla Scuola media superiore di turismo, alberghiera e commercio, la Dante è una delle tre istituzioni medie superiori di Pola, in possesso di questo prestigioso riconoscimento.

La prof. con Estelle Halimi-Dagron.
Foto: Arletta Fonio Grubiša

Studi, premi e riconoscimenti
Oltre ai diplomi c’è dell’altro. Molto altro che sta dimostrare quanto questi apprendimenti alla Dante poassano rappresentare un trampolino di lancio verso la formazione universitaria francofona. L’anno scorso, grazie all’alunna maturanda Nicole Perić, la scuola ha vinto il terzo posto (categoria scuole medie superiori) a livello nazionale al concorso artistico-letterario di lingua francese “Dimmi 10 parole per il pianeta – Dis-moi dix mots pour la planète”. Da quanto appreso, ai partecipanti sono state assegnate delle parole chiave attraverso alle quali hanno dovuto disegnare o ricreare una scena da loro immaginata.
“Siamo andati andati a Zagabria alla mediateca dell’istituto francese a ritirare il diploma, nel luogo – rileva la prof. – dove è stata pure allestita la mostra dei rispettivi lavori. Al concorso hanno partecipato oltre 550 persone di tutta la Croazia, dagli asili alle scuole superiori. La scorsa primavera c’è stata pure la partecipazione alle gare nazionali. Erika Pustjanac (classe IV), ha concorso per la categoria delle scuole medie-superiori e ottenuto il 12esimo posto. Ricordiamo quindi che tre anni or sono, Andi Marković si era conquistato il primo posto in assoluto alle gare nazionali di lingua francese. Due altri ragazzi che hanno finito la nostra scuola, sono andati a studiare lingua francese in Italia: Marin Petrović ha finito gli studi, mentre Daniel Valić sta studiando francese e inglese a Trieste”.
Come si riesce a far amare il Francese in un mondo sempre più prepotentemente anglofono? “Amo la materia e provo entusiasmo nel trasmetterla. La porto avanti con passione e penso che questi risultati lo comprovino. Tutti dicono che la prof è ‘esplosiva’…”.
Soltanto lingua? No. Anche cultura dei Paesi francofoni (Beglio, Svizzera, Lussemburgo, Paesi d’Oltre mare) e poi storia, i classici e contemporanei della letteratura. Di tutto, ma in pillole affinché non diventi pesante, con libri in offerta durante l’estate. Compreso nel potpourri o mixture di Francia gastronomia, cinema, musica da ascoltare con cuffietta, in maniera multimediale e interattiva. Alla Dante si incontra la prof. dopo le ore di lezione come alle scuole di lingua. Il programma è aperto non solo ai liceali, ma anche ai rami professonali in virtù dei pregi di questa bellissima “langue”.

La premiata Nicole Perić.
Foto: Arletta Fonio Grubiša

Imparare? Perché no, pourquoi pas?
Di che cosa possono tener conto i ragazzi? Delle raisons d’apprendre le français. Parlare francese è una risorsa per moltiplicare le possibilità d’impiego sul mercato internazionale, che apre le porte di aziende francesi in Francia, come anche all’estero. La Francia, quinta potenza commerciale e terzo Paese ospitante per gli investimenti stranieri, è un partner economico di primo piano. Il francese è la lingua internazionale della cucina, della moda, del teatro, delle arti visive, della danza e dell’architettura, è la lingua di Victor Hugo, di Molière, di Léopold Sendar Senghor, di Édith Piaf, di Jean-Paul Sartre, di Alain Delon e anche di Zinedine Zidane…. È lingua ufficiale presso le Nazioni Unite, l’Unione Europea, l’UNESCO, la NATO, il Comitato Olimpico Internazionale, la Croce rossa Internazionale, le tre città sede delle istituzioni europee: Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo. Basta così?

Erika Pustjanac e Maja Marković.
Foto: Arletta Fonio Grubiša

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