«Il viaggio» di Simone Mocenni Beck

Nel palazzo dell’Urbis 72 saranno in esposizione fino a giugno un centinaio di opere dell’artista tra dipinti e sculture

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«Il viaggio» di Simone Mocenni Beck
Simone Mocenni Beck davanti alle sue opere. Foto: GIULIANO LIBANORE

Un centinaio di opere di Simone Mocenni Beck tra dipinti e sculture sono in mostra da venerdì sera nel Palazzo dell’Urbis 72 in via San Teodoro, un nuovo spazio per esposizioni che l’autore ha “sfruttato” in toto salendo anche sugli altri piani. Si tratta di opere realizzate nel nuovo millennio in una costante ricerca di trasposizione del cluster (grappolo), segno utilizzato dal Mocenni come scrittura nelle sue composizioni musicali, verso una forma pittorica e scultorea, passando attraverso il ciclo dei “Finis Terrae”, gli intermezzi dei crepuscoli e degli omaggi a luoghi dell’Istria a lui cari, fino ad arrivare all’ultima fase, detta dall’autore “I paesaggi del Bilfo”. Non per niente il titolo della mostra è “Come un viaggio”.

La mostra negli spazi dell’Urbis 72.
Foto: GIULIANO LIBANORE

La mostra è stata inaugurata alla presenza del padre Gualtiero, del fratello Alessandro, di collaboratori e di amici. Presente pure il sindaco Filip Zoričić che ha ringraziato Simone e tutta la famiglia Mocenni per quanto stanno facendo in campo artistico. A nome dell’Urbis 72 a salutare i presenti è stata Irena Gržinić.
Come accennato nell’introduzione dalla storica d’arte Gorka Ostojić Cvajner questo è l’anno dei Mocenni iniziato con la grande mostra di Gualtiero nella chiesa-galleria dei Sacri cuori in occasione dei 90 anni di vita e 70 di carriera e proseguito con la recente presentazione del primo libro di Alessandro Mocenni “Il giro di Stoia”.
“Simone si presenta in quest’affascinante spazio, che si è rivelato come un’eccellente galleria. È un artista versatile di grande valore, pianista, chitarrista, pittore, scultore, musicista, compositore, autodidatta in molte cose e in questo modo ha dimostrato di poter fare tutto, e la qualità delle sue opere è particolarmente evidente in questo spazio. Ha scoperto innumerevoli bellezze dell’arte e della creatività, ha scritto circa 20 libri e organizzato una trentina di mostre personali. Moltiplicando questo numero per il numero di dipinti di ogni mostra, si arriva a un numero elevato di opere. Per questa mostra ha utilizzato un mio testo di vent’anni fa e vedo che descrive e riassume ancora l’essenza del suo lavoro, nonostante sia diventato un artista ancora più maturo, ha affermato Ostojić Cvajner.
Simone Mocenni Beck ha ringraziato i presenti e in particolare modo Gorka Ostojić Cvajner per le belle parole spese nei suoi confronti sottolineando di essere felice che l’apertura della mostra sia coincisa con la Giornata della Liberazione dal nazifascismo celebrata in Italia proprio lo stesso giorno.
La mostra dell’artista nato 55 anni fa a Milano da dove ha fatto di sovente la spola con Pola, che ormai è diventata sede fissa, resterà aperta fino al mese di giugno.

Simone Mocenni Beck e Gorka Ostojić Cvajner.
Foto: GIULIANO LIBANORE

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