Il polo natatorio ha preso forma

L’argomento è di quelli ai quali la cronaca concede sempre tutta l’ospitalità possibile: sì, si parla ancora del polo natatorio in costruzione a Veruda, e stavolta se ne parla perché il cantiere è approdato alle battute finali. Impossibile non notarlo: l’edificio s’impone alla vista indipendentemente da quale parte si arrivi. Si nota necessariamente anche se si va di passaggio, in macchina. Le immagini da sole valgono più di mille parole, ed è vero. Ma la parola è sacrosanta per cui chiediamo un giudizio sull’evoluzione dell’opera a Ivan Glušac, direttore della società Pula sport che gestisce gli impianti sportivi pubblici.
Lavori edili in chiusura
“È evidente – asserisce il direttore – che i lavori volgono al termine per cui l’impianto sarà ultimato definitivamente nel corso della mezza estate, fermo restando che i clienti potranno usufruirne solo a partire da settembre. I lavori prettamente edili sono in fase di chiusura, a questo punto stiamo piastrellando le due piscine più piccole, mentre la piscina maggiore non sarà rivestita di ceramica poiché si tratta di un semifabbricato del marchio Myrtha® con un suo rivestimento di materiali artificiali specifici per piscine pubbliche, tecnologicamente all’avanguardia. Quanto all’impiantistica, si può dire che è tutto finito, idem per la copertura, le facciate in vetro. La piazzetta dell’ingresso si sta lastricando in questi giorni. Resterà incompleta soltanto quella parte della facciata in cemento che dà su via Veruda perché in seguito abbiamo deciso di sfruttarla per realizzare una parete di climbing. Ma la realizzazione di questa parete, come del resto anche la costruzione aggiuntiva di una scalinata nel retro per l’accesso diretto al Palasport, si rimanda all’autunno. Infatti le due opere non fanno parte del progetto originale e ci pare che non sia il caso di compromettere il capitolato d’appalto in questa fase dei lavori”.
Posti auto a volontà
“Per il resto – prosegue Glušac – la Città di Pola ha fatto costruire la strada d’accesso, già transitabile, mentre resta da asfaltare il parcheggio che avrà una quarantina di posti macchina, per lo più riservati ai portatori di handicap. Ma i posteggi non sono un problema come si potrebbe immaginare. Il quartiere sportivo di Veruda è abbondantemente dotato di posti auto, a cominciare dai due livelli del parcheggio del Palasport ai posteggi laterali dello stadio: in tutto saranno alcune centinaia i posti disponibili, più che sufficienti anche per le piscine”. Piuttosto, s’impone la domanda sulla gestione della struttura sportiva.
L’impianto sarà produttivo
Senza nulla togliere all’esperienza nel campo della gestione degli impianti sportivi del personale Pula Sport, si dà il caso che mai finora la società abbia dovuto badare a un polo natatorio. Insomma: le tre piscine pubbliche saranno redditizie? O meglio: la direzione saprà renderle redditizie in modo che gli impianti non richiedano dotazioni speciali dal bilancio cittadino? La risposta del direttore: “L’impianto sarà produttivo. Deve esserlo. Tutti i nostri impianti lo sono, nel senso che le società sportive, usufruendone, partecipano al loro sostentamento attraverso la Federazione sportiva. Nel caso delle piscine avremo quattro club sportivi residenti, le due società natatorie Arena e Pula, la società di pallanuoto e la società di triathlon. Poi è chiaro che l’impianto sarà aperto ai cittadini, alle famiglie, agli studenti, agli anziani, agli handicappati, che avranno a disposizione pacchetti di abbonamenti diversi a seconda delle esigenze più disparate: il biglietto diurno, il settimanale, il mensile e l’annuo. Ma si deve poter contare anche sui ricavi dall’affitto del bar e della palestra, che avranno prezzi commerciali. Per la sauna invece abbiamo pensato a una gestione in proprio perché ci sono standard d’igiene piuttosto severi da rispettare. Come per le piscine del resto, che devono essere sempre sotto sorveglianza dei bagnini e di un personale tecnico specializzato nel mantenimento della temperatura, della concentrazione degli agenti disinfettanti eccetera.
Per concludere, l’impianto sarà in funzione 11 mesi all’anno (lo chiuderemo soltanto in agosto per il check up annuale) e sarà produttivo. Di spese precise non se ne parla ancora: dobbiamo metterla in moto questa macchina, prima di sapere con certezza a quanto ammonterà il pareggio delle entrate e delle uscite”.
Estetica ineccepibile
Questo in quanto ai particolari tecnici. In quanto all’estetica della costruzione, dobbiamo confessare che è ineccepibile. Le ampie vetrate scure della facciata principale e del retro consentiranno il bagno “con vista”. All’esterno una piazzetta lastricata con gusto accoglierà i clienti, e una terrazza laterale a due livelli riceverà i clienti del bar. All’interno sempre e soltanto pareti divisorie in vetro trasparente per questa sensazione di spazio, di aria, di libertà che si respira in tutte le zone della struttura. Anche il bar e la palestra saranno visibili perché divisi soltanto da pareti in vetro: il primo si troverà al pianterreno, l’altra al piano superiore. Inutile dire che gli architetti Dino Krizmanić e Leonid Zuban (Urbis) hanno fatto un bel lavoro. Il futuro polo natatorio polese è moderno, sobrio, funzionale e completa l’isolato sportivo di Veruda con signorile eleganza. Indubbiamente è frutto della propria epoca e delle mode. In questo si distingue sensibilmente sia dal Palasport (che, anche ristrutturato, tradisce le sue origini degli anni Settanta), sia dallo stadio dell’Uljanik, figlio degli anni Ottanta, sia infine dal Bocciodromo, rampollo degli anni a cavallo tra i due secoli. Se finora l’estetica è stata sacrificata alla comodità, col Polo natatorio la logica è cambiata: funzionalità ed estetica si fondono per accontentare tutti. L’occhio non meno delle necessità di allenamento.

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