Il nome Phasiana (l’odierno Fasana) compare per la prima volta in un documento ufficiale nel 64 d.C. Sullo stesso è riportato che l’allora console romano Caio Lecanio Basso ordinò la costruzione (nel centro della località) di un laboratorio per la produzione e la cottura di anfore e altro vasellame, uno dei primi ma costruiti in Istria. Grazie all’iniziativa dell’alto funzionario dell’Impero – guidato ai tempi da Nerone – inizia per la piccola Phasiana un lungo periodo di prosperità. Lo dimostrano, tra l’altro, i resti di un paio di ville scoperti e riportati alla luce una decina di anni fa. Una di queste sfarzose abitazioni si trovava a Valbandon, a due passi da Fasana. Affacciata sul mare, con vista sull’arcipelago delle Brioni, la villa era adornata di splendidi marmi e meravigliosi mosaici. Tuttavia, hanno scoperto gli archeologici, la villa era abitata soltanto durante i periodi più caldi dell’anno. La bellissima abitazione era infatti una dimora estiva, dove i cittadini più in vista dell’Antica Roma amavano trascorrere l’estate, organizzare rinfreschi, eventi e feste sontuose, che non di rado proseguivano per giorni e giorni. Oggi, dopo secoli, quest’atmosfera può essere rivissuta ogni anno grazie all’Ente per il turismo di Fasana, che ogni estate organizza “Senatvs Populusque Fasanensis – Valbandon Romana”, un’originale rievocazione storica dedicata al celebre e ricco passato romano di quest’angolo d’Istria. Quest’estate, il viaggio a ritroso nel tempo è andato in scena domenica sera. E come da tradizione, l’appuntamento con la storia si è tenuta sulla spiaggia comunale di Valbandon, tra il centro di polizia e il villaggio turistico BiVillage, dove residenti e turisti hanno avuto l’opportunità di rivivere qualche momento del lontano e glorioso passato rilassandosi seduti su un panchina di un tipico giardino romano, passeggiando tra le vecchie botteghe degli artigiani o assistendo a un emozionante spettacolo fatto di danze mistiche di fuoco e geometria delle fiamme, lapilli vulcanici e liquidi infuocati in un crescendo di temperatura. E non soltanto. Gli organizzatori hanno pensato, infatti, proprio a tutto e tutti. Anche ai buongustai, che domenica sera hanno avuto l’occasione di deliziare il palato optando per uno oppure per tutti i piatti di due originali menù di duemila anni fa. La scelta era tra una porzione di “porcellum assum” (cotoletta di maiale alla brace” – accompagnato da un contorno di “aliter lenticulam” (lenticchie) una “libum” (focaccia con foglie di alloro), una fetta di “pepones” (anguria) e dell’ottimo “mulsum” (vino al miele) – e un’altra di “lacerto elixos” (sgombro alla brace), sempre accompagnato da un contorno di lenticchie, anguria, e vino al miele. Come sottolineato, sulla spiaggia di valbandon non sono mancati gli antichi artigiani. È stato ricreato, infatti, un tipico villaggio romano. I visitatori hanno potuto quindi passeggiare tra le vecchie botteghe e ammirare all’opera diversi artigiani, tra cui uno scalpellino, una mosaicista, un canestraio… I più piccoli hanno invece potuto divertirsi con il gioco dei latruncoli, o ludus latrunculorum, molto popolare tra i Romani, tanto da essere insegnato perfino nelle scuole. Si tratta di un gioco molto simile all’odierna dama. A completare il tutto non poteva mancare la musica, onnipresente nell’antica Roma e, dunque, anche domenica sera sulla spiaggia di Valbandon.
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