Il ministro Divjak in classe con gli alunni della Martinuzzi

Esperienza senza precedenti per i ragazzi dell’elementare italiana

Blaženka Divjak, Furio Radin, Susanna Cerlon ed Elena Puh Belci con gli alunni. Foto Dusko Marusic /PIXSELL

Seduta in primo banco di scuola a studiare il comportamento elastico di una molla, la proporzionalità diretta tra massa ed estensione dell’oggetto, con righello in mano a misurare e ad annotare diligentemente la sua lunghezza in corrispondenza dell’ultima sua spirale, in definitiva impegnata assieme agli scolari in un vero compito di fisica sperimentale: così il ministro dell’Istruzione e della Scienza Blaženka Divjak oggi, 27 gennaio, alla Scuola elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” di Pola. Un’esperienza senza precedenti per la scolaresca dell’istituzione formativa della Comunità nazionale italiana di Pola, che è diventata destinazione privilegiata nell’itinerario dell’authority ministeriale per la Regione istriana, scelta per la sua specificità di scuola con lingua d’insegnamento italiana, chiamata ad adeguarsi alle sfide dell’applicazione della riforma scolastica. Riforma quella in corso, che con il suo motto “Scuola per la vita”, investe nella sfida tutto il settore dell’istruzione a livello nazionale, ma che nel caso delle realtà minoritarie impone e comporta sforzi adeguati e ragionamenti aggiuntivi.

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