Il mare ringrazia chi rinuncia alla plastica usa e getta

Mostra sull’inquinamento dell’Adriatico nell’ambito dell’europrogetto WASTEREDUCE

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Il mare ringrazia chi rinuncia alla plastica usa e getta
Una mostra “scioccante” da visitare assolutamente

“Quando il mare ringrazia” è il titolo della mostra a conclusione dell’europrogetto WASTEREDUCE allestita in uno dei locali vacanti del centro commerciale Max City. Si parla dunque di plastica e di mare, di “un mare di plastica” perché tale è lo stile di vita dell’uomo moderno, che produce più scarto di quanto l’ambiente possa assorbire. In verità, iI nostro pianeta non è in grado di convivere con i polimeri sintetici e la mostra aperta ieri dal presidente della Regione Boris Miletić lo dice senza mezzi termini: nei mari del mondo galleggiano intere isole di plastica e presto saranno continenti. Nel solo strato superficiale dell’Adriatico settentrionale galleggiano 250.000 particelle di microplastica per chilometro quadrato, con picchi di 600.000 unità in alcune zone critiche della costa occidentale. Ognuno di noi ingerisce in media 2.000 particelle di microplastica l’anno e ad ogni lavaggio le nostre lavatrici immettono nell’ecosistema tra le 1.800 e le 2.000 fibre sintetiche. Quello che gettiamo in mare viaggia attraverso la catena alimentare e scorre nei fiumi che ci danno l’acqua potabile, per cui ogni danno causato all’ambiente ritorna al mittente affinché ne paghi lo scotto.

La plastica dell’Adriatico che finirà per essere ingerita
La plastica dell’Adriatico che finirà per essere ingerita

La scintilla del cambiamento
Ed eccoci di fronte al dilemma posto dagli autori del progetto e della mostra, Bruno Kostelić e Dejan Kostić. Vogliamo continuare così, oppure rinunceremo alla bottiglietta dell’acqua, alle confezioni alimentari monouso, alle felpe con il 70 per cento di plastica da cambiare ogni stagione che passa? Volendo spingere il dilemma fino alle conseguenze estreme, bisognerebbe rispondere che per rinunciare alla plastica sarebbe necessario tornare alla vita degli anni Cinquanta del secolo scorso; un sacrificio – confessiamolo – che nessuno è disposto a sostenere. Certamente, potrebbe farlo al posto nostro anche la natura con uno di quei cataclismi epici disinteressati alla sorte dell’uomo, e tuttavia siamo inclini a sperare per il meglio come chi gioca d’azzardo. La verità è che nessun progetto ambientalista per quanto ispirato come questo Wastereduce, generosamente foraggiato da Interreg Italia-Croazia 2021-2027, farà la differenza, tanto è vero che a offrirgli l’ospitalità è proprio uno di quei centri commerciali che campano di moda ultraveloce e alimenti conservati in vaschette di plastica usa e getta. Tuttavia, gli autori insistono su un punto: ognuno di noi può essere la scintilla del cambiamento quando dice “no” all’ennesimo acquisto superfluo, oppure sceglie di comprare alla vecchia maniera, la merce sfusa, non confezionata.
Una scelta individuale

Ragazzini alle prese con la realtà virtuale
Ragazzini alle prese con la realtà virtuale

“La decisione spetta a noi: la plastica sta entrando nei tessuti del nostro corpo e nei corpi di tutti gli animali. Dobbiamo scegliere ciò che vogliamo essere: parte della natura o un accessorio su distese di plastica”, ha detto Dejan Kostić dell’Associazione “Obale naših unuka” (Le spiagge dei nostri nipoti) invitando il pubblico a osservare attentamente la “poltrona della scelta”, perché accomodarvisi significa stare ai patti ed essere complici del disastro, mentre rifiutarsi di sedere significa optare per il cambiamento. “La mostra è scioccante”, ha aggiunto, perché è scioccante anche la scelta che stiamo facendo ogni giorno che passa: “Se oggi stesso ognuno di noi rinunciasse alla sua bottiglietta di acqua usa e getta, sarebbe già una bottiglia in meno sulla spiaggia. La spazzatura migliore è quella che non abbiamo mai prodotto”. Per quanto paradossale, la scelta di allestire una mostra come questa al centro commerciale non è frutto del caso. Max City offre impiego a 600 persone ed è visitato ogni anno da tre milioni di clienti. La mostra a sul “mare riconoscente” resterà aperta i prossimi quattro mesi, quindi anche in estate, per cui raggiungerà un pubblico che nessun altra esposizione in città è capace di attirare. “Tutti i nostri gestori accettano vestiario e calzature usate, e il centro gestisce lo scarto in maniera sostenibile”, ha detto Stevan Muidža, direttore del centro commerciale.

La scolaresca della SE di Stoia che ha partecipato al progetto
La scolaresca della SE di Stoia che ha partecipato al progetto

Risorsa incommensurabile
La Regione è firmataria di WASTEREDUCE (01 febbraio – 31 luglio 2026), europrogetto di Interreg Italia-Croazia che hanno in comune questa risorsa incommensurabile che il Mare Adriatico, ha detto il presidente della Regione: “L’Istria è una penisola baciata dal mare sui tre lati in cui l’uomo vive del mare, accanto al mare e con il mare, ma le vite che stiamo conducendo e le nostre abitudini di consumo senza freni, si ripercuotono sulla quantità dei rifiuti e sull’inquinamento marino. Il mare costituisce il 70 per cento della superficie del nostro pianeta. L’Adriatico è un mare ricco ma anche fragile e se questa mostra sarà in grado di farci riflettere e se poi sarà in grado di renderci cittadini attivi nella tutela dell’ambiente, il fine sarà raggiunto”, ha concluso Miletić.

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