È andato in scena sabato sera al Teatro Popolare Istriano di Pola il primo incontro internazionale della furlana, voluto dagli stessi organizzatori della 59.esima Rassegna internazionale del folclore di Zagabria. Sul palco 250 ballerini, musicisti e cantori folk provenienti da Italia, Croazia e Grecia hanno ballato la furlana, invitando il pubblico in un viaggio attraverso epoche e luoghi diversi, dimostrando come questa sia stata influenzata e modificata dalle varie culture. La danza è una delle espressioni più significative del patrimonio coreutico del Friuli Venezia Giulia, testimone della ricchezza culturale e della complessità storica della regione.
Un saluto, a inizio serata, alle autorità presenti in sala: Vladimir Torbica, assessore regionale alla Cultura e alla Territorialità, Vito Paoletić, vicesindaco di Pola in quota CNI, Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Igor Orlić, sindaco di Dignano, assieme alla vicesindaco in quota CNI Manuela Geissa, Debora Moscarda Demarin e Maurizio Piccinelli, a capo delle Comunità degli Italiani di Gallesano e Dignano, e Gordana Jeromela Kaić, direttrice dell’INK.

Caratterizzata da un ritmo vivace e da movimenti che combinano eleganza e spontaneità popolare, la furlana affonda le proprie radici nelle tradizioni contadine e comunitarie del passato, mantenendo nel tempo una forte valenza identitaria. Oggi la danza non è soltanto un retaggio folclorico, ma un fenomeno culturale vivo, interpretato e valorizzato da numerosi gruppi folk non solo italiani, ma provenienti anche da Croazia e Grecia. Questa diffusione transnazionale conferma il ruolo della danza come veicolo di dialogo interculturale e come strumento di conservazione e rinnovamento della memoria collettiva.
L’11 settembre 2024, è stato ricordato, le furlane della Comunità Nazionale Italiana di Gallesano e Dignano sono state inserite nella lista dei beni culturali immateriali della Croazia. Un riconoscimento unico che non poteva non venir festeggiato su un grande palco, con protagonisti tutti i gruppi che ad oggi lo custodiscono e mantengono vivo. Per tre anni ci ha lavorato su il pedagogo e coreografo Vidoslav Bagur: sabato sera la danza è stata celebrata in una magnifica serata tra Italia, Croazia e Grecia.
A rompere il ghiaccio è stato il Gruppo folcloristico “Federico Angelica” – Danzerini di Aviano, che hanno presentato prima la furlana dell’Ottocento, poi quella del Settecento. A Seguire la Società “Šaltin” da Lesina, che ha presentato due varietà della danza: quella rurale e quella da salotto; il Gruppo folcloristico “Santa Gorizia” di Gorizia, la compagine “Manfrina” di Vela Luka (Curzola); il “Val Resia” di Bovolone; i danzatori della Società culturale-formativa “Sinies” di Corfù e il complesso folcloristico “Linđo” di Ragusa (Dubrovnik). È stata poi la volta dei gruppi “di casa”: i folcloristi delle Comunità degli Italiani di Gallesano e Dignano. Prima hanno ballato i gallesanesi, poi i “bumbari”, infine i membri più giovani: è stato davvero possente e commovente ammirarli assieme sul palco. A ringraziarli è stato lo stesso Bagur, che si è detto contentissimo di come mantengano le tradizioni e le tramandino alle generazioni future, ringraziando in particolar modo Maurizio Piccinelli e Pietro Demori per la collaborazione.
Ricorderemo che la Comunità degli Italiani di Pola ha ospitato in mattinata una tavola rotonda incentrata sulla furlana. E dopo la festa? Continuare a mantenere viva questa danza e lottare affinché venga riconosciuta anche dall’Unesco quale patrimonio immateriale dell’umanità.

La furlana dignanese. Foto VANJA STOILJKOVIĆ
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