I colori dell’autunno ai Mercati cittadini

I porcini raccolti in Istria sono in vendita a 100 kune il chilogrammo, quelli delle altre Regioni a 200

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I colori dell’autunno ai Mercati cittadini
Al mercato di piazza del Popolo è sbocciato l’autunno. Foto: DARIA DEGHENGHI

All’improvviso, senza anticipazioni, è scoppiato l’autunno. Quest’anno una volta tanto il calendario e il meteo sono in perfetta intesa. Passato l’equinozio, ecco che la città si culla nel primo freddo della stagione di mezzo. Le notti sono fredde, ma a mezzogiorno c’è un sole che scalda i cuori. Le bancherelle del mercato ortofrutticolo sono testimoni muti di questo accavallarsi di stagioni. Quando l’estate arriva al capolinea e le temperature la notte si attestano sui 15 gradi, dalla terra fanno capolino i funghi porcini. Belli, sodi, color marrone intenso. Profumati e saporiti. Ora è il momento per gustarli al meglio, facciamo in salsa bianca come condimento per le fettuccine. Ieri mattina li abbiamo trovati di due specie e due prezzi diversi: a 100 kune il chilogrammo i porcini istriani, a 200 i porcini delle regioni montane che cingono l’area urbana di fiume. Sono buoni gli uni e gli altri, ma visto il prezzo converrà scegliere quelli nostrani raccolti dalle ortolane nel tempo libero. Gli altri sono passati per mani intermediarie e costano care solo per quello. Ad ogni modo, i porcini durano poco: se si lasciano passare settembre e ottobre, la stagione è bella e finita e fino alla prossima primavera i funghi buoni ce li scordiamo.

Uva e marroni
Detto questo è necessario concludere che occorre rendere onore alla frutta di stagione. In primo luogo le uve bianche e nere da tavola. Chicchi grossi, polpa succosa. Un tesoro per la tavola di settembre. Costano dalle 14 kune in su. La stagione incanta anche con i marroni di Laurana. C’è chi li vende a 60 e chi li vende a 100 kune. Come dire: due pesi e due misure perché è la stessa identica merce. Si vede che ci sono ancora turisti in giro da catturare con promesse false. Ma non basta ancora. Da poco hanno fatto capolino anche le melagrane, in vendita a 20 kune. Fresche di raccolto, vanno gustate subito. E sono comparsi anche i primi mandarini della Valle della Narenta. Si vendono a 12 e a 20 kune. Anche qui la merce non giustifica le divergenze di prezzo ma tant’è. Diverso è il caso del radicchio e della rucola di coltivazione: quando costano 80 kune il chilogrammo è perché sono di primo taglio e sono di una delicatezza che le foglie mature perdono di necessità. Radicchio e rucola variano infatti di prezzo dalle 40 alle 80 kune per questo preciso motivo.

I pomodori… resistono
Comunque l’offerta degli ortaggi non è ancora tipicamente invernale ma non è neanche più estiva. Se mai è una via di mezzo. I pomodori hanno perso l’odore e il sapore d’agosto, questo è certo, ma si trovano ancora in vendita da una bancherella e l’altra. I prezzi variano dalle 14 alle 40 kune dall’insalataro al ciliegino. I peperoni sono all’apice: è l’ora di farne provvista per l’inverno. I prezzi vanno dalle 12 alle 16 kune. Carote e patate sono in vendita a 10 e 12 kune, le melanzane a 16. La cipolla rossa novella viene 35, quella gialla 20. I fagioli novelli in baccello vengono 36 kune il chilogrammo e il granoturco 24 kune. Insomma, la spesa in piazza del Popolo costa cara. Se poi ci aggiungiamo le biete a 20 e gli spinaci a 30, viene fuori che al mercato ortofrutticolo con duecento kune non si combina granché.

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