Hospice. Non un luogo di lutto, ma di dignità

A partire dalla fine di gennaio riceverà i primi malati terminali per cui dispone di 14 letti in 12 camere, serviti da un personale medico-sanitario di 14 dipendenti. Si calcola che nel giro di un anno potrà ricevere fino a un centinaio di pazienti

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Hospice. Non un luogo di lutto, ma di dignità
Siniša Gordić, mons. Ivan Štironja, Irena Hrstić e Boris Miletić impegnati nel tradizionale taglio del nastro. Foto Srecko Niketic/PIXSELL

Atteso oltre ogni dire anche dopo la costruzione, l’Hospice di Pola intitolato al Beato Miroslav Bulešić è stato inaugurato ieri a mezzogiorno con taglio del nastro a quattro mani della ministra della Salute Irena Hrstić, del presidente della Regione Boris Miletić, del vicesindaco Siniša Gordić e del direttore della Caritas della Diocesi Pola-Parenzo Željko Zec. L’Hospice è una struttura su due piani con ampio cortile situata in zona Grega, a poche decine di metri di distanza dall’Ospedale generale di Pola. La sua funzione è nota: presterà cure palliative a malati terminali dispensati da ulteriori procedimenti diagnostici e terapie che tuttavia hanno bisogno di assistenza continua, carente o impossibile in condizioni domestiche.

Fraternità e solidarietà sociale
Il vescovo della Diocesi di Pola e Parenzo Ivan Štironja ha benedetto la struttura e ringraziato Julijana Franinović Marković per averne sollecitato la costruzione. “Vi chiamo fratelli e sorelle in accordo con la consuetudine della Chiesa e l’enciclica ‘Fratelli tutti’ di Papa Francesco, che ha sempre parlato di fraternità e di solidarietà sociale. Un pensiero speciale va alla dottoressa Franinovic Marković per l’impegno investito in questo progetto, alla Madonna di Lourdes, Signora della Salute, protettrice dei malati, e al beato Miroslav Bulešić, al quale l’hospice deve il suo nome. Assistere i malati non è un lavoro che si fa a scopo di lucro, ma per strappare un sorriso di chi altrimenti soffre. Sono il sorriso e l’amore dei pazienti che ci gratifica tutti, dipendenti e volontari. La Cappella che si trova al centro dell’edificio, benedetta, diventerà il cuore pulsante della struttura, proprio come il cuore dell’uomo è la forza motrice dell’organismo, per cui il nostro hospice sarà sempre pervaso da una forza vitale ossigenata dall’amore di Dio”, ha detto Štironja.

Sforzi con uno scopo comune
Il vicesindaco Gordić ha ricordato che la struttura nasce da un concorso di sforzi aventi lo scopo comune di “elevare la qualità dell’assistenza socio-sanitaria” a Pola e in Istria. “Siamo grati di avere nella nostra comunità persone di forza emotiva irreprensibile, devoti al benessere del prossimo, che aiutano i malati in fase terminale. Il progetto dell’hospice è il risultato di una cooperazione tra la Regione, la Città di Pola, la Caritas della Diocesi di Pola e Parenzo, che hanno messo assieme i mezzi e gli strumenti necessari alla sua fondazione. Sono certo che anche in futuro Pola darà il suo appoggio finanziario alla struttura”, ha concluso il vicesindaco. Julijana Franinović Marković ha ringraziato i partner per la sinergia di volontà e impegno, auspicando che l’ente diventi un importante punto di riferimento per la società: “È mio desiderio e spero anche il vostro che l’Hospice Miroslav Bulešić sia parte integrante della comunità e che la comunità lo consideri proprio, che sia il luogo in cui ogni paziente e ogni famigliare si trovi a proprio agio e possa conservata la propria dignità”, ha concluso Franinović Marković.

 

Una delle stanze dell’hospice. Foto Srecko Niketic/PIXSELL

La dignità della vita umana
Il presidente della Regione Boris Miletić si è unito al coro degli oratori: “Oggi posso dire con convinzione che ce l’abbiamo fatta. Abbiamo coronato una tradizione di cure palliative regionale con un ente capace di fornire servizi di assistenza ai malati terminali e ai loro più stretti familiari. La struttura è il prodotto di un’attività condotta con certosina pazienza dalla Caritas, dalla Diocesi, dalla Città di Pola, dalla Regione e dai ministeri di competenza della Repubblica. Non è un luogo di lutto ma di dignità. Le cure palliative non sono la fine della medicazione ma l’inizio di un altro tipo di assistenza medica, un’assistenza che non misura il proprio successo con tassi di sopravvivenza ma con giorni e notti trascorse senza dolore, senza paura e senza solitudine”, ha dichiarato Miletić. Gli ha fatto eco la ministra Irena Hrstić sostenendo che l’hospice è un esempio di ottima collaborazione tra la comunità locale, il sistema sanitario, la Chiesa e il governo. Le cure palliative sono un importante segmento del sistema sanitario pubblico nazionale e questo progetto dimostra come l’unitarietà e la solidarietà portino alla realizzazione di importanti obiettivi e la dignità della vita umana è uno di questi obiettivi, ha detto la ministra.

Messa e benedizione
Al taglio del nastro, in cappella è stata celebrata la prima messa e la cerimonia della benedizione. L’hospice è stato costruito nel 2020 quando è scoppiata la pandemia del Covid 19 e per un periodo è stato uno dei punti di accesso al vaccino gratuito. In seguito ha accolto gli anziani della casa di riposo Alfredo Štiglić in via di ampliamento e ammodernamento. A partire dalla fine di gennaio riceverà i primi malati terminali per cui dispone di 14 letti in 12 camere, serviti da un personale medico-sanitario di 14 dipendenti. Si calcola che nel giro di un anno potrà ricevere fino a un centinaio di pazienti di Pola e dell’Istria secondo un ordine di priorità dettate appunto dalle condizioni di salute degli malati. La Città di Pola ha devoluto 170.000 dal bilancio per arredi e accessori mentre nel 2026 fornirà altri 27.000 euro in base all’accordo con la Diocesi.

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