“L’hospice di Pola aprirà le porte il 3 novembre”: è l’informazione trapelata l’altra sera in sede di riunione del Consiglio cittadino, generando un bel po’ di scalpore e gradita sorpresa. E non vi era nulla di più ingannevole. Tale almeno sembrava la risposta fornita dall’assessore Ivana Sokolov alla domanda del quando verrà attivata la struttura, inoltrata dal consigliere, Lorena Boljunčić. E tale è il pubblico desiderio di veder finalmente aperto il Centro residenziale per cure palliative in zona Grega, che la rivelazione in merito è finita per trarre quasi tutti in inganno. Vero è che lo scorso 10 settembre c’è stato il sopralluogo del Ministero della Salute in seguito al quale è stata assegnata la delibera concedente il permesso di operato con decorrenza dal giorno 3, del mese prossimo, ma un tanto non significherà l’avvio vero e proprio della prestazione dei servizi medico-assistenziali in loco, e, meno che meno, il ricovero dei primi pazienti oncologici, terminali o con malattia in fase critica ed avanzata nell’arco dei prossimi 10 giorni.
Al via i concorsi pubblici
La spiegazione attendibile, competente e indubbiamente obiettiva in merito ci arriva per voce della stessa direttrice dell’hospice, la neurologa Julijana Franinović. “C’è stato un piccolo equivoco. Noi abbiamo sì ottenuto la licenza di operato come istituzione medico-sanitaria, ma quella che è stata erroneamente interpretata è l’apertura in data 3 novembre. Il Centro, quale soggetto giuridico è in effetti già aperto da quando ha iniziato ad esistere come tale, cioè da quasi 2 anni, mentre a partire dal 3 novembre, grazie all’acquisizione dello status di istituzione sanitaria appena ottenuto, potremo procedere con le contrattazioni in direzione dell’Istituto croato dell’assicurazione sanitaria, HZZO. Prima di compiere questo nuovo passo però, stiamo affrontando in questi giorni la manovra dell’arruolamento dei quadri professionali. Tra una settimana circa, verranno avviati i concorsi pubblici per l’assunzione del personale necessario al funzionamento dell’hospice. Poi si arriverà al resto, mentre i cittadini verranno informati a tempo debito su tutto quello che conta”.
AAA cercansi infermiere
Dal Centro per le cure palliative “ Beato M. Bulešić”, anzi, si lancia intanto un accorato appello, cui va prestata attenzione. Ben vengano gli interessati a fare richiesta d’impiego per entrare a far parte del personale infermieristico. Oltre a cercare infermieri (si parla in detto caso di 11 impieghi), servono assistenti, operatori socio-sanitari, mentre si prevede l’ingaggio di due medici e di un fisioterapista. “Prima ancora di iniziare a prestare servizio nella neo-costituita istituzione – specifica Julijana Franinović – il personale appena assunto seguirà un corso di specializzazione aggiuntiva. Appena dopo si potrà parlare di ricoveri nei 14 posti letto che abbiamo disponibili. Sono convinta che questa diventerà una realtà significante per tutta la Regione istriana. L’edificio che abbiamo di fronte è soltanto una struttura, mentre l’ospizio vero e proprio sarà quello che noi riusciremo a creare. Le aspettative sono grandi e noi non riusciremo ad essere onnipotenti, ma quel che avremo modo di fare sarà sicuramente di aiuto agli ammalati e alle loro famiglie”.
Un percorso a ostacoli
Quanto che ci viene dato ad intendere è una realtà di fatto. L’hospice di Pola, rappresenta l’ultima maglia mancante della grande rete locale di Cure palliative di cui la dott.ssa Franinović, è validissima forza motrice, e, che come tale è costituita da servizi e strutture dedicate alla presa in carico globale dell’assistito e del suo nucleo familiare, in ambito ospedaliero, con attività di noleggio di ausili sanitari, di intervento e consulenza, ambulatoriale, domiciliare e presto anche in hospice. Per i pazienti e le famiglie, l’accedere a questa rete delle cure palliative significa intraprendere un percorso che può prevedere l’accesso a diverse tipologie assistenziali già ben collaudate. La direttrice del Centro assicura che vi è un grandissimo numero di persone investite di ruolo, ma che per addivenire all’attivazione di un vero e proprio hospice “non si possono scavalcare gli infiniti ostacoli burocratico-giuridici presenti lungo un percorso che ha richiesto enormi investimenti di energia e di denaro”. Qui inclusi i fondi statali e dell’UE, ottenuti tramite le unità delle autonomie locali, regionale e cittadina, con il robusto apporto dell’ente fondatore dell’hospice, ossia la Diocesi di Parenzo-Pola.
L’impossibilità di raggiungere prima l’ambito traguardo del poter offrire ricovero al centro, deterrebbe i suoi giustificati motivi, che Julijana Franinović spiega: “Il permesso di agibilità era arrivato nell’estate del 2021. Poi ci sono stati i due anni di Covid, che avevano decretato l’arresto totale di ogni buon proposito e trasformato l’edificio in centro vaccinale. Tempo dopo è servito per dare sistemazione adeguata al centro per gli affetti da demenza, gestito dalla casa degli anziani Alfredo Štiglić. Su gentile concessione da parte della Diocesi, questa sede è già stata messa al servizio della gente”.
Non solo ricovero
La medesima, tra l’altro, non è solo futuro ricovero, ma già centro logistico per tante attività e iniziative tese all’utile pubblico. Il proposito è quello di fornire servizi di permanenza diurna, di fare da base di raduno e consulenza per i volontari del settore palliativo, di continuare a proporre programmi di formazione socio-sanitaria e aggiornamenti professionali per la prestazione dell’assistenza ai malati rivolti ai team mobili ospedalieri e al personale sanitario. Quest’anno, il Centro ha ospitato il corso per l’abilitazione alla prestazione di cure palliative per cui 16 specialisti, ora potranno potenziare i servizi dei team istriani. Il programma formativo è stato realizzato in sede con il contributo delle unità di palliativa della Case della salute istriane e dell’Ospedale di Pola. A comprova di tutto, è ieri mattina che abbiamo trovato porte aperte e accesso libero alla struttura, vedendo in corso di svolgimento il programma formativo organizzato in sede per gli assistenti sociali e avuto poi anche la fortuna di incontrare la responsabile Julijana Franinović, impegnata a conferire ulteriore concretezza alla grande e nobile missione del prestare cure palliative alle persone bisognose cercando di garantire loro la miglior qualità di vita possibile.
Immagini da anteprima
Fornendo un’immagine d’anteprima degli spazi interni dell’hospice di Pola (in tutto 1.259 metri quadrati di superficie agibile), non si può far altro che constatare l’altissima qualità e luminosità degli ambienti, degni di ospitare i futuri degenti in condizioni oltremodo umane e dignitose. Se dall’esterno è visibile un’enorme area erbosa utilizzabile come giardino ubicata sul retro dell’edificio, davanti vi è l’ingresso principale spazioso che porta verso tutta una serie di vani già arredati e attrezzati (con un investimento di quasi 500mila euro) e un magnifico, grande terrazzo decorato da piante ornamentali. In tutto dodici sono le stanze di degenza di cui 10 singole e due camere doppie con wc e bagni, per le quali è prevista la possibilità che un familiare possa dormire nella stessa stanza del paziente, con l’aggiunta di poltrone letto. Vedi quindi gli spazi comuni pensati per creare un ambiente familiare e accogliente, momenti di relax e interazione tra pazienti, familiari e staff quali i comodi soggiorni, delle salette e angoli di raduno, la cappella, gli ambulatori, le stanze di permanenza riservate al personale, la cucina, le rimesse e tantissimi vani ausiliari.
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