Gli olivicoltori del Polese uniscono le forze

Stando ad alcune valutazioni, nella periferia della città ci sono tra i 35 e i 40mila alberi d’olivo. Anche per questo motivo è nata di recente l’Associazione «Maslina» che conta una trentina di affiliati

Nel Polese ci sono tra i 35 e i 40mila alberi d’ulivo. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

L’olivicoltura nell’ Istria del sud è sempre più passione e anche necessità. Nuove generazioni di olivicoltori si associano ai coltivatori per tradizione portando linfa vitale nel settore e salvaguardando territori agricoli che rischiano l’abbandono. É per questo motivo che anche Pola vede operare una giovanissima associazione di amanti dell’olivicoltura e dell’olio d’oliva. Si chiama “Maslina” ed è stata costituita all’inizio dell’anno, ma a causa l’epidemia di coronavirus, non ha ancora trovato l’occasione per sviluppare le proprie attività e tutto si era fermato ancora in embrione. L’opportunità di farsi avanti e di presentarsi meglio in pubblico arriverà oggi, venerdì, nella sede della Stazione dei Vigili del fuoco in piazza della Prima Brigata istriana, quando si parlerà di “Coltivazione e salvaguardia degli oliveti“. Tutti gli interessati potranno ascoltare la conferenza dell’ingegnere di agronomia e noto intenditore di olivicoltura, Edi Družetić e fare tesoro dei suoi consigli. La lezione, che inizierà alle ore 19.30, sarà improntata sulle misure agrotecniche da intraprendere di stagione in stagione, durante la raccolta, la lavorazione delle olive e la conservazione dell’olio.
L’associazione, come reso noto dal suo presidente Drago Kliba, conta per adesso una trentina di membri che finora si erano inseriti in altre associazioni vicine (di Fasana, Dignano, Lisignano, Medolino e altri), tramite le quali avevano potuto partecipare a varie rassegne e ottenere anche riconoscimenti per la qualità dei propri prodotti. Giunti a questo punto, Pola risulta rendersi autonoma e creare un “club” circoscritto al proprio territorio locale. L’iniziativa è partita dai medesimi olivicoltori decisi a creare un collettivo in considerazione del fatto che nelle aree di periferia del territorio cittadino è possibile trovare un vero patrimonio agricolo: stando a valutazioni tra i 35 e 40mila alberi d’olivo. Si possono individuare a Stignano, a Montegrande, a Sichici, Scattari, Castagner e altrove. Dopo avere fatto per la prima volta un inventario di quanto disponibile, la meraviglia è sorta spontanea tra gli stessi olivicoltori, per cui si conta che il numero degli associati alla “Maslina” sia destinato ad aumentare. Lo scopo dell’associazione è quello di promuoversi come coltivatori e produttori d’olio instaurando una buona collaborazione con i coltivatori di altre autonomie locali. Dopo la registrazione si è già fatto in modo di compilare un calendario degli appuntamenti e si sta tentando di trovare una sede in cui poter organizzare conferenze ed eventi, tra i quali rassegne dell’olio extravergine. La prima è pianificata per la fine del prossimo anno. Basta fare gli scongiuri affinché le condizioni meteorologiche o altre calamità non rovinino il raccolto 2020.

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