Giovani e lavoro: qualcosa non va

L’Istria registra un calo del 16,3 p.c. del numero dei disoccupati, ma gli under 30 in cerca di impiego sono ancora troppi

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Giovani e lavoro: qualcosa non va
L’Ufficio di collocamento al lavoro di Pola. Foto: DARIA DEGHENGHI

La primavera è nel pieno del suo splendore. E per molti è il momento perfetto per godersi più tempo all’aria aperta. Per tanti altri, in modo particolare in Istria, è invece il momento delle opportunità… lavorative. La primavera coincide solitamente con il risveglio della stagione turistica, e considerato che il settore dei viaggi e del turismo è una delle forze trainanti dell’economia istriana, la stagione più bella dell’anno coincide pure con il risveglio del mercato del lavoro. Ormai è una costante. Lo dicono i numeri e lo dicono le tantissime offerte di lavoro nell’industria dell’ospitalità, dell’accoglienza e della ristorazione. Ma, soprattutto, lo dice l’Istituto nazionale del lavoro: “È caccia aperta ai lavoratori stagionali”. I profili, al momento, più ricercati sono tutti, più o meno, strettamente legati al turismo. La scena, con oltre la metà degli annunci è dominata dall’ospitalità, seguita a ruota dalla ristorazione. Il podio delle professioni più richieste vede, infatti, ai primi posti figure come il receptionist, la cameriera ai piani, lo chef, il cameriere, il barista, il giardiniere, l’animatore, l’accompagnatore turistico…

La suddivisione territoriale
Ma torniamo al mercato del lavoro che, come dicevamo, dopo un autunno e un inverni bui, è tornato a dare segni di vitalità. Difatti, nell’ultimo mese si è registrato un netto e continuo calo dei disoccupati residenti in Regione, passati da 3.322 a 2.780. Si tratta di una riduzione del 16,3 p.c. La situazione sul fronte occupazionale risulta migliore anche rispetto a un anno fa, quando i cittadini in cerca di un lavoro erano 2.930 o il 5,1 p.c. in più. L’ultima rilevazione dell’Istituto nazionale del lavoro, ovviamente, non si limita a fornire il dato sul numero complessivo degli istriani iscritti negli elenchi dei centri territoriali per l’impiego. Presenta anche la rappresentazione cartografica della distribuzione sul territorio dei disoccupati. L’area di residenza del numero più alto di senza lavoro risulta, essere, ancora una volta il Polese. Nulla di sorprendente o di nuovo visto che l’estremo sud della penisola è la porzione di territorio più densamente popolata. Ma torniamo al report dell’Istituto per l’impiego, tra le cui pagine si legge che tra Pola, Dignano, Fasana, Medolino, Lisignano, Marzana e le altre località dell’Istria meridionale risiedono 1.366 dei complessivi 2.780 disoccupati. Comunque meno (214) di quanto ce ne fossero soltanto un mese fa. Le liste di collocamento al lavoro non si sono assottigliate soltanto a Pola, bensì anche in tutte le altre zone dell’Istria, ad esclusione del Pinguentino, dove si registra un disoccupato in più rispetto a un mese fa: 65 anziché 64. Nel Parentino, ad esempio, il numero dei senza lavoro è sceso da 548 a 398. L’Albonese, invece, conta oggi 275 persone in cerca di occupazione, anziché 324. Nell’area di Pisino, i disoccupati residenti sono oggi 167 o 33 in meno. L’ufficio territoriale di Rovigno registra al momento 285 senza lavoro contro i 343 del mese precedente. Manca all’appello l’Umaghese, che conta 224 (- 78) disoccupati residenti.

Sempre più giovani a casa
Capitolo età. Sfogliando i report sulla disoccupazione dell’ultimo anno si nota che il numero dei giovani senza lavoro è andato via via aumentando. Oggi rappresentano circa il 30 p.c. del totale dei disoccupati. E il perché, tenuto conto della difficoltà delle impresa a trovare personale, non è del tutto chiaro. O forse si? Sembrerebbe infatti che i giovani istriani, indipendentemente dal livello di istruzione, siano non pigri, non svogliati (come spesso dipinti), ma semplicemente stanchi di essere sfruttati e sottopagati. Chiusa questa breve parentesi, è tempo di tornare al rapporto dell’Istituto nazionale dell’impiego, che accanto alla rappresentazione cartografica della distribuzione sul territori dei disoccupati e la panoramica sull’età dei residenti iscritti alle liste di collocamento, offre pure uno sguardo generale sui livelli di istruzione e la condizione professionale dei senza lavoro. Si apprende così che il 21 p.c. dei disoccupati (585) non va oltre la licenza elementare e che circa il 13,5 p.c. di essi non ha ultimato nemmeno la scuola di primo grado. La quota dei senza lavoro in possesso di un titolo di studio di scuola media superiore (di primo o secondo livello) si aggira, invece, intorno al 64 in p.c. Ne consegue che i disoccupati con una laurea di primo o secondo, livello, un dottorato o altro rappresentato più o meno il 22,5 p.c. del totale.
L’intero rapporto sull’andamento della disoccupazione in Istria e nel resto del Paese è disponibile online sul sito ufficiale dell’Istituto del lavoro (www.hzz.hr), che invita chiunque sia in cerca di un’occupazione a consultare la sua piattaforma di annunci. L’indirizzo è https:/burzarada.hzz.hr.

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