Giardini. Gli storni non danno tregua

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Giardini. Gli storni non danno tregua
Gli storni hanno messo su casa ai Giardini: impossibile sbarazzarsene

Nella guerra tra uomo e storni, è lo storno a uscirne vincitore. L’intelligenza non ci basta più: ormai ci prendono pure per i fondelli. Ogni tanto questa specie ci fa capire quanto siamo impotenti contro la pioggia degli escrementi che ogni notte da capo copre buona parte della piazza alberata che chiamiamo Giardini. Ormai è chiaro: il salotto buono di Pola è diventato il dormitorio invernale preferito degli storni e quindi, necessariamente, anche la loro toilette. Che siano gli storni a regalarci tutti questo guano che piove dall’alto, non ci sono dubbi. Rumorosi e gregari, questi piccoli uccelli neri stanno insieme anche di notte e per sentirsi al riparo preferiscono gli alberi delle città che quelli della selva. Mica scemi: fa più caldo e non ci sono rapaci da temere. Ci sono, è vero, gli altoparlanti che trasmettono i versi dei rapaci per spaventarli, ma si vede che i nostri piccoli amici alati hanno imparato a infischiarsene. Tutte le città dell’Europa meridionale con un patrimonio arboreo florido lamentano un simile aumento di storni nei mesi freddi dell’anno: si sente dire che il loro “areale si è ingrandito” anche come conseguenza dell’abbattimento delle foreste, dei cambiamenti climatici eccetera. In ogni caso li troviamo in città solo dal tramonto all’alba, ovvero nelle ore del riposo, perché di giorno vanno per i campi in cerca di cibo. Da novembre in qua la loro presenza ci regala sporcizia e sgradevoli odori, oltreché un piacevole canto d’uccelli nelle ore notturne e dell’alba. Le maestranze della società della nettezza urbana “Herculanea” passano delle ore a lavare la piazza ogni giorno da capo. Lo spreco d’acqua è incommensurabile. La buona notizia è che manca poco alla primavera: appena farà caldo, gli storni migreranno al Nord e ci lasceranno liberi di fruire della nostra piazza preferita.

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