G. Martinuzzi. Sarà un rientro in chiaroscuro

Le inferiori rientrano, le superiori saranno penalizzate dalla didattica a distanza

L’ala scolastica delle inferiori: unica sede aperta alle lezioni

Le scuole si sono organizzate in vista della completa ripresa delle ordinarie attività didattiche in presenza e a distanza relative al secondo semestre dell’anno pedagogico in corso. Tutto ricomincia nella stessa maniera che ha visto chiudere il primo semestre: classi inferiori in presenza, sezioni elementari superiori e medie superiori relegate online. Come prima e peggio di prima, con misure di sicurezza e postazioni distanziate per chi rientra e crucci da collegamento in Rete nel caso di coloro che ascolteranno le lezioni da casa. Così è giacché il virus ha stravolto l’istruzione dei ragazzi nel mondo intero. Nel frattempo anche il ruolo delle nostre istituzioni scolastiche si esplica sul fronte della prevenzione e su quello della mitigazione dei tanti effetti collaterali che colpiscono gli aspetti psico-sociali e didattico-educativi dei giovani, in quanto categoria vulnerabile.

 

“Nel primo semestre – commenta Susanna Cerlon, direttrice della Scuola elementare italiana Giuseppina Martinuzzi di Pola – abbiamo sempre seguito alla lettera le indicazioni date dalla Protezione civile e dai servizi di monitoraggio dell’epidemia e anche in seguito continueremo così, perché altrimenti non si può fare e punto. Sono molto contenta che i bambini delle classi inferiori potranno fare ritorno in aula, ma siamo molto preoccupati per le sezioni superiori, rimaste sfrattate dagli ambienti scolastici ancora dallo scorso 2 dicembre. La data di rientro, per ora posticipata al 1.mo febbraio, implica un’assenza da scuola di ben due mesi. Mettendo in campo tutta la più buona volontà, avremo grossi problemi nel gestire una ripresa, che sarà come dover tornare a inaugurare un nuovo anno scolastico… Credo che nemmeno i responsabili degli istituti sanitari e del Ministero dell’istruzione abbiano preso queste decisioni a cuor leggero…”.

Susanna Cerlon

Intanto alla Martinuzzi sarà metà scolaresca a casa e metà in classe. Il privilegio di poter sedere ai banchi di scuola viene dato a circa 200 alunni delle inferiori, di cui la maggioranza frequenta le 8 sezioni di doposcuola. “Mi dispiace per gli allievi delle superiori – aggiunge la Cerlon – non vedevano l’ora di tornare a scuola a rivedere i propri coetanei e di ripristinare un rapporto diretto con i propri insegnanti. La didattica a distanza presenta purtroppo mille difetti qualitativi e quantitativi. Non permette spiegazioni approfondite e approcci immediati. E poi, non sto a dire quanto abbiamo appurato a fine semestre dopo mesi di esperienza nel campo: bambini senza controllo, soli a casa, compiti fatti da genitori, verifiche del sapere con risposte suggerite dalla cucina… e quel che è peggio l’attenzione e la concentrazione che se ne vanno, mentre, si sa, è già difficoltoso poterla attirare in aula. Altro non ci si può nemmeno aspettare considerata l’età giovanile, sono reazioni normali. A rimetterne è l’aspetto formativo del sapere”.

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