Fasana turisticamente (quasi) perfetta

Nei primi sette mesi dell’anno il numero dei vacanzieri è aumentato del 2% rispetto al 2024

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Fasana turisticamente (quasi) perfetta
La Riva invasa dai visitatori. Foto: GIULIANO LIBANORE

Fasana, quale destinazione turistica che offre un’autentica esperienza di vita sul mare, lungo non più di quattro chilometri di costa, almeno per ora, non corre il rischio di veder ulteriormente aumentare la villeggiatura di massa. L’apice della ricettività sembra essere raggiunto e superato, senza più spazio di manovra in direzione dell’allargamento in termini quantitativi, di overturismo e rischi d’insostenibilità. Solo la qualità diventa ora un aspetto da perfezionare. Se il ristagno dei risultati di una stagione turistica provocano, in genere, nodi alla gola nei tour operator, in quelli dell’area comunale non c’è alcun sintomo di allarmismo, anzi rimanere sempre fermi in vetta ai medesimi, soddisfacenti successi del settore dell’ospitalità di cui Fasana vive, è una grande soddisfazione collettiva. Ad attestarlo pubblicamente ci pensa la direttrice della Pro loco fasanese, Melita Perković, adesso, quando la stagione estiva 2025 è giunta a metà strada.

Bassa stagione in… crescita
“I dati turistici per il mese appena trascorso, rispetto a quelli registrati nel luglio dell’anno passato, mostrano una situazione di stallo. Ma è il cumulativo a fare la differenza e a rivelare le possibili tendenze nel prossimo futuro. Dall’inizio del 2025 a questa parte, Fasana ha quantificato 107mila arrivi, all’incirca il 2 per cento in più rispetto all’uguale periodo nel 2024”. Dall’ente turistico confermano che i mesi di punta (luglio e agosto), continuano a susseguirsi, sempre uguali in fatto di cifre vacanziere, già da qualche anno a questa parte, mentre piace eccome la sensibile espansione delle visite nei periodi della bassa stagione turistica. “Se altri stanno soffrendo di stati da panico quando non vi è aumento del movimento turistico, da noi, a Fasana crediamo che ciò sia un bene. Fasana è arrivata al proprio obbiettivo ottimale ancora nel 2021, massimizzando risorse, capacità ed altra offerta. Da quattro anni stiamo mantenendo invariate le cifre dell’ospitalità tanto che in questi giorni è davvero difficile trovare un ulteriore posto di pernottamento”.
Tra campeggi, sistemazioni da affittacamere e gli alberghetti in gestione familiare, che offrono nel loro complessivo una trentina di posti letto, si registra il quasi tutto esaurito nella misura di un 95-98 per cento. Una parola d’ordine continua ad uscire dal locale ufficio turistico: “Ora puntiamo sullo sviluppo, non più sulla crescita. Chi è del settore ha capito da tempo che il nostro potenziale vada diversificato ed elevato di qualità”. La moda dei percorsi in bicicletta, la sistemazione per ospiti che presentano una ridotta capacità motoria, il turismo poggiante sul localhost, in termini di sviluppo e test di applicazioni o piattaforme online utilizzate nel settore, come siti di prenotazione o app per la gestione degli alloggi.

La tradizione marinara
Da non trascurare il valore aggiunto da Fasana, che dalla festa pasquale e fino alla fine di ottobre adegua le proprie proposte turistiche alle necessità dei periodi: presentazione delle tradizioni e stili di vita locali, del patrimonio culturale e naturale, delle attività da sport outdoor, degli spettacoli musicali ecc. per cui la statistica dice che nell’arco di un solo anno si possono annoverare una settantina di diverse manifestazioni, distribuendo 5-6 piccoli e grandi eventi alla settimana nei periodi di punta. Sbaracca anche adesso la piccola accademia ittica, i programmi dedicati alla sardella che narra la quotidianità dei pescatori nella riva di ieri e di oggi. I corsi dell’accademia possono già annoverare l’adesione di più migliaia di frequentatori, tra cui i turisti quali allievi particolarmente interessati ad apprendere le cose del passato (un industria della sardella che all’inizio del xx secolo vedeva impegnati 20 pescherecci con reti a strascico e 800 donne nella salatura e confezionamento delle sardelle), fino a diventare esperti nel preparare e degustare il pescato, cucire le reti, praticare nodi, remare con le battane e altro. Da gennaio a questa parte 120 curiosi di tutte le età hanno seguito il corso per specialisti nel mettere sotto sale le sardelle, acquisendo un patrimonio di sapienze che i pescatori fasanesi intendono diffondere e non custodire gelosamente. Un’idea di più autentico e recente conio è quella messa a punto dalla locale società ittica e del club di vela: andare a pesca nel porto con fanale e fiocina, all’antica, così come si faceva nei tempi che furono. Offrire autentiche emozioni dunque, in un mondo della globalizzazione e dei resort turisti di effimero lusso, praticamente uguali in tutti gli angoli del mondo.

L’impatto delle Isole Brioni
Ad aiutare la stagione 2025 è anche il fatto di continuare a rappresentare come Comune, la via d’imbarco per le Isole Brioni e per tanto vige l’atteggiamento di sostegno pubblico alla ristorazione e al commercio locale dei souvenir che, come ribadiscono dalla Pro loco, fiorisce in continuità, già da marzo e fino alla metà di novembre. Si apprende che, considerate le conoscenze e analisi conseguite nel corso di quest’estate, sta maturando sempre più l’intenzione di puntare di più sull’istituzione di migliori collegamenti urbani e interurbani, via terra e via mare, privilegiando i trasporti pubblici a scapito delle automobili invasive.

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