Fasana rende merito al Maestro Smareglia

Un tratto della passeggiata intitolata ad Antonio Samreglia con la panchina “La falena” di Simone Mocenni // Dusko Marusic/PIXSELL

“Jetti, dime dove xe el sol, dime quando tramonta el sol”. Queste le parole con le quali tutte le sere il celebre compositore istriano Antono Smareglia – ormai non vedente a causa di un’operazione non perfettamente riuscita alla cataratta – si rivolgeva all’amata moglie Maria Polla, detta Jetti, perché lo avvisasse del calar del sole. Calar del sole che Smareglia e la moglie attendevano seduti su una panchina dinanzi al mare di Fasana. Quello stesso mare che ispirò il musicista a comporre “Oceana”, un’opera considerata dallo stesso autore una delle migliori mai scritte. Un’opera che fu eseguita per la prima volta nel 1903 al Teatro “La Scala” di Milano sotto la direzione dell’indimenticabile Arturo Toscanini, da molti considerato il più grande direttore d’orchestra dell’epoca. Ad assistere alla prima di “Oceana”, presente in sala c’era anche Gabriele D’Annunzio, che ebbe soltanto parole d’elogio per il compositore istriano. “Il poeta è sempre inferiore al musico”, disse di Smareglia dopo avere ascoltato “Oceana”, un grande successo che segnò un nuovo capitolo della storia del teatro lirico italiano. Un successo che, pare, spinse il proprietario della villa fasanese dove Smareglia ha trascorso diversi periodi della sua vita a ribattezzare lo splendido edificio in Villa Oceana.

Un rimedio al torto subito

Oggi, l’antica dimora non esiste più, ma il ricordo del Maestro è tutt’altro che sbiadito. A 165 anni dalla nascita e a 90 anni esatti dalla morte di Antonio Smareglia, Fasana ha voluto rendere omaggio al geniale compositore istriano, purtroppo spesso bistrattato e ingiustamente ignorato dagli editori dell’epoca poiché “troppo mitteleuropeo per gli italiani e troppo italiano per i mitteleuropei”. Un torto al quale Fasana ha deciso di porre rimedio, dando giusto tributo ad Antonio Smareglia, al quale, domenica sera, è stata intitolata la passeggiata lungomare nord di Fasana, la stessa che il compositore e musicista ha percorso centinaia di volte per raggiungere il centro della cittadina da Villa Oceana e dalla quale volgeva lo sguardo verso il mare e le vicine Isole Brioni. Promossa dal critico d’arte, Gorka Cvajner Ostojić, l’iniziativa di intitolare a Smareglia la passeggiata è stata immediatamente accolta sia dal Comune che dall’Ente per il turismo di Fasana, tra i cui obiettivi figura la valorizzazione delle tradizioni e della cultura locali. E Smareglia, non c’è ombra di dubbio, è parte integrante della cultura della piccola località dell’Istria meridionale, lungo la cui nuova passeggiata dedicata al maestro sono state installate cinque panchine d’autore ispirate alla vita e alle opere del compositore.

Una cerimonia a cielo aperto

Come ricordato in precedenza, la passeggiata lungomare è stata inaugurata ufficialmente domenica sera con una grande cerimonia, aperta – e non poteva essere diversamente – con un brano di Smareglia: l’Inno dei canottieri, eseguito per l’occasione dai ragazzi e dalle ragazze del coro misto dell’Accademia di musica di Pola. Sul palco sono stati poi invitati la direttrice della Pro loco, Melita Peroković, il critico d’arte, Gorka Cvajner Ostojić, il direttore dell’Accademia di Musica, Dražen Košmerl, e Tea Golja, rettore della Facoltà di studi interdisciplinari, italiani e culturali dell’Università “Juraj Dobrila” di Pola, le cui studentesse hanno raccontato e presentato al numeroso pubblico presente la vita e le opere del musicista. L’onore e l’onore di dichiarare ufficialmente aperta la passeggiata lungomare è, però, spettato al sindaco di Fasana, Radomir Korać, alla direttrice dell’Ente per il turismo, Melita Peroković, e alla nipote del celebre compositore, Adua Smareglia Rigotti. Quest’ultima ha ringraziato sentitamente gli autori della cinque panchine dedicate al compositore: Rino Banko, Liberta e Marin Mišan, Marko Človek, Simone Mocenni e Vedran Šilipetar, che a loro volta hanno presentato al pubblico le rispettive opere.

E non finisce qui…

La prima che si incontra imboccando la passeggiata dal centro di Fasana è quella di Rino Banko, che ha realizzato una panchina su tre livelli che ricorda il palco di un Teatro sul quale sono state eseguite le musiche di Smareglia. La panchina realizzata da Liberta e Marin Mišan si ispira, invece, all’opera “Oceana” e nasconde un contenuto misterioso tutto da scoprire. Lo scultore Marko Človek ha forgiato una panchina in marmo dedicata alle “Nozze istriane” di Smareglia, mentre Simone Mocenni si è ispirato all’opera “La Falena”. Infine, Vedran Šilipetar si è ispirato ad “Abisso”. Presentate le cinque panchine d’autore, i responsabili dell’iniziativa hanno annunciato che già il prossimo anno lungo la passeggiata “Antonio Smareglia” saranno installate altre tre panche.

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