Fasana, Passeggiata tra le note smaregliane

Ufficialmente concluso il progetto del Comune e della Pro loco: otto panchine d’autore in riva al mare

Un lungomare, una spiaggia, una vista superba sulle Isole Brioni. E una passeggiata dedicata ad Antonio Smareglia: al compositore e alle sue opere. Un poco alla volta, è terminato anche questo sforzo comune di riqualifica della spiaggia di Fasana. Sabato sera, sul calar del sole, si è svolta la cerimonia dell’apertura di questa passeggiata sui generis alla presenza della curatrice, Gorka Ostojić Cvajener, del sindaco, Radomir Korać, della direttrice della Pro loco, Melita Peroković e degli artisti che firmano le ultime tre panchine ispirate alla musica operistica smaregliana: Iva Fonović (Bianca da Cervia), Oleg Šuran (Il vassallo di Szigeth) e Oleg Morović (I pittori fiamminghi). Le tre panchine di nuova produzione vanno ad aggiungersi così alle altre cinque realizzate precedentemente da Marko Človek (Antonio Smareglia), Liberta e Marin Mišan (Oceana), Rino Banko (Le nozze istriane), Simone Mocenni (La falena) e Vedran Šilipetar (Abisso).

 

Da questo momento la passeggiata smaregliana è completa, come è completa la spiaggia che per abitudine chiamiamo “Fasana Nord” e il sindaco Korać ha trovato d’uopo rievocarne il passato neanche troppo lontano. “Vi ricordate quale aspetto aveva questa porzione di costa? Ricordate che i cani erano gli unici a degnarsi di farci un bagno e che tutti ci giravano alla larga? Bene; oggi questa è una delle spiagge pubbliche più belle del Mediterraneo e noi ne andiamo fieri” ha dichiarato il sindaco. Superlativi assoluti anche nel discorso di circostanza della curatrice, Gorka Ostojić Cvajner: “Vi assicuro che questo è un progetto urbanistico unico al mondo”. In effetti, un “filare” di panchine d’autore in riva al mare e una spiaggia dedicata all’opera non è esattamente una consuetudine che si possa ammirare ovunque.

Tra l’altro dall’idea alla realizzazione sono passati alcuni anni, per diversi motivi: la scelta degli artisti, il loro lavoro nato dall’ascolto della musica smaregliana, il lato materiale e finanziario della produzione – che non va trascurato e non ultimo l’assetto urbanistico dell’area, che oggi si presenta così come piace sia alla gente del luogo che ai turisti. Della presenza del compositore a Fasana si sa tutto o quasi. Nato a Pola in via Nettuno (oggi vicolo Augusto) da madre croata e padre italiano, diventato compositore a Vienna, avendo calcato le scene dei maggiori teatri operistici al mondo, a soli quarant’anni Smareglia subì la disgrazia della cecità e dovette ritirarsi in un luogo tranquillo e conosciuto, protetto dalla familiarità dell’ambiente e dei propri cari per dettare loro gli spartiti delle opere che doveva lasciare ai posteri. Si stabilì, appunto, a Fasana, dove si suppone vennero alla luce Abisso, Falena e Oceana.

La passeggiata operistica intitolata a Smareglia è il frutto del lavoro di squadra del Comune e della Pro loco. La sua ragion d’essere è illustrata nel cartellone esplicativo, nelle otto panchine d’autore. Da non scordare un altro dettaglio, non meno degno di nota: le didascalie del cartellone sono tradotte e stampate anche nel linguaggio Braille, per i turisti non vedenti che col compositore condividono la stessa condizione fisicamente e psicologicamente debilitante della cecità. La serata +++ha avuto anche due momenti musicali di grande pregio: il “Balletto ungherese” dall’opera “Il vassallo di Szigeth”con Sandro Vešligaj al piano e “La serenata di primavera” da “I pittori fiamminghi”, per l’esecuzione di Lucia Lyon (violino) e Sandro Vešligaj (pianoforte).

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