Fasana, futuro incerto per il parcheggio: il Comune però annuncia ricorso

L’area di sosta «Badel» è diventata gratuita dopo il divieto dell’Autorità portuale, che contesta la gestione comunale per mancanza di concessione sul demanio marittimo

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Fasana, futuro incerto per il parcheggio: il Comune però annuncia ricorso
Il parcheggio “Badel” di Fasana attualmente è gratuito (foto: Srecko Niketic/PIXSELL)

A Fasana cambia la geografia della sosta. Il grande parcheggio “Badel”, il più esteso del territorio comunale, da un mese circa non è più soggetto a pagamento. La municipalizzata “Komunalac”, che fino ad allora gestiva l’area, ha dovuto interrompere ogni attività di riscossione in seguito a un provvedimento della Port Authority di Fiume, che ne contesta la legittimità della gestione. Una decisione dal peso rilevante, perché il parcheggio rappresenta una parte consistente dell’offerta complessiva del Comune: 330 posti tra stalli segnati, spazi per persone con disabilità, aree autobus e zone non delimitate. La gratuità forzata dell’area potrebbe, dunque, tradursi in un mancato introito stimato in circa 200mila euro annui.
La Port Authority avrebbe motivato il divieto con il fatto che il terreno sui cui sorge il parcheggio sarebbe iscritto come bene demaniale marittimo. E in quanto tale, secondo la normativa vigente, qualsiasi utilizzo economico del demanio – compresa la gestione di un parcheggio a pagamento – richiederebbe una concessione, che in questo caso non è mai stata rilasciata. Per questo è stato imposto alla municipalizzata anche lo smantellamento della segnaletica, dei dispositivi di pagamento e di ogni altro elemento collegato alla sosta tariffata.

Il ricorso della «Komunalac»
Ovviamente, l’azienda comunale contesta la ricostruzione e sostiene che, pur essendo la superficie registrata come demanio, il confine effettivo non sarebbe mai stato definito. Ad avviso dei responsabili della municipalizzata, l’area utilizzata come parcheggio non presenterebbe le caratteristiche tipiche del demanio costiero, mentre soltanto il terreno adiacente – dove non esistono posti auto – potrebbe eventualmente rientrare nella definizione di bene marittimo. Dalla società di proprietà del Comune ricordano inoltre che il parcheggio “Badel” è stato istituito come superficie pubblica destinata alla sosta, in conformità con la normativa comunale. Per questo, la municipalizzata sta ora preparando un ricorso amministrativo contro il provvedimento della Port Authority di Fiume. I responsabili dell’azienda comunale sottolineano inoltre che l’impossibilità di gestire il parcheggio come servizio regolamentato, con tariffe, controllo della sosta e posti riservati, trasformerà l’intera zona in uno spazio di sosta libero e non organizzato. Un cambiamento che non riguarda solo una questione economica, ma che incide direttamente sulla vita quotidiana della comunità locale. L’area, infatti, era utilizzata in larga misura dai residenti del centro storico che – al pari di tutti i residenti nel territorio comunale – godevano dell’esenzione dal pagamento e che, soprattutto nei mesi estivi, faticano a trovare alternative a causa dell’elevata pressione turistica.

Penalizzati i residenti
Con la sospensione della gestione del parcheggio i residenti del centro, sostengono i vertici della municipalizzata, risultano i più penalizzati, poiché perdono uno dei pochi spazi di sosta accessibili nelle immediatamente vicinanze delle loro abitazioni. Gli addetti ai lavori ribadiscono poi che il parcheggio era stato concepito proprio per garantire un servizio essenziale ai residenti e annunciano l’intenzione di voler tutelare la disponibilità degli stalli in tutte le sedi competenti, sostenendo che la funzione pubblica dell’area debba essere preservata e che il Comune non può permettersi di rinunciare a un’infrastruttura così rilevante.

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