Il sito archeologico sommerso di Punta Mede a Fasana, unico nel suo genere in Istria, è nuovamente oggetto di ricerche approfondite. E anche questa volta la supervisione delle attività di esplorazione è stata affidata a Ida Koncani Uhać, archeologa subacquea del Museo archeologico dell’Istria, il cui obiettivo è “ricostruire” lo sviluppo delle evidenze archeologiche di epoca romana scoperte e già parzialmente indagate e studiati negli anni passati. Anche questa volta, le ricerche sono concentrate in corrispondenza dell’antico molo sommerso di Punta Mede, un’insolita struttura in pietra di 35 metri di lunghezza a forma di uncino ubicata a pochi metri dalla spiaggia, proprio davanti Villa San Lorenzo. “Il molo – spiega Koncani Uhać – fungeva da frangiflutti e proteggeva dai venti di ponente sia un piccolo porticciolo che una villa marittima romana, i cui resti sono stati rinvenuti verso la fine del XIX secolo”. Sebbene quella in corso in questi giorni a Fasana sia già la terza campagna di ricerche, i ritrovamenti continuano a stupire gli archeologici, che continuano a riportate alla luce diversi frammenti e cocci di oggetti di uso quotidiano come piatti, vasi, contenitori vari… Alcuni sono stati mostrati proprio ieri dalla responsabile del sito, dove negli anni scorsi sono stati ritrovati anche un dupondio di Lucilla (in latino dupondius, cioè due libbre), una particolare moneta in bronzo usata durante la Repubblica e l’Impero Romano del valore di due assi (½ sesterzio) e altri oggetti che hanno spinto i ricercatori a giungere alla conclusione secondo cui la pesca era una delle attività principali degli allora residenti del Fasanese, la cui vita gravitava intorno alla villa, al suo porto e al suo molo. Quanto scoperto e ricostruito nel corso delle due precedenti attività di ricerca è stato confermato dai piccoli ritrovamenti di quest’anno, che questa volta hanno permesso agli archeologi di confermare la data di costruzione dell’antico molo, che secondo gli esperti non sarebbe stato realizzato prima del 75 d.C. “I resti scoperti in questi giorni – continua Kancani Uhać – confermano anche una seconda tesi, e cioè che la villa marittima romana di Punta Mede è stata abitata fino al II secolo”. Vista la fattura degli oggetti ritrovati, gli archeologici presumono che la villa fosse abitata da un importante funzionario politico o amministrativo responsabile della Colonia romana di Pola. Tornando al molo, è d’obbligo ricordare che grazie a un accordo di collaborazione firmato dai vertici del Comune, l’Ente per il turismo di Fasana e, ovviamente, il Museo Archeologico, il sito sommerso è dall’estate del 2023 un’attrazione turistico-culturale segnalata e accessibile a chiunque. È stato addirittura creato un “sentiero” sottomarino intorno alla struttura in pietra, lungo la quale sono state posizione le repliche di alcune anfore. Un sentiero che sabato 20 settembre cittadini e turisti potranno “percorrere” con maschera e boccaglio insieme agli archeologici impegnati nelle ricerche e ottenere tutte le informazioni legate alla storia di questo unico e particolare sito. Gli interessati avranno inoltre l’opportunità di vedere all’opera di gli addetti ai lavori e scoprire ogni dettaglio dell’affascinante mondo dell’archeologia subacquea. L’iniziativa si colloca nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), il più partecipato degli eventi culturali in Europa (promosso da 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea), cui ha aderito anche il Museo Archeologico dell’Istria. Il programma delle Giornate è stato presentato ieri da Ida Koncani Uhać e dal direttore dell’ente museale istriano, Darko Komšo, che per quanto riguarda l’appuntamento di sabato annunciano che le visite guidate al sito sommerso di Punta Mede avranno inizio a partire dalle ore 10. Si ricorda agli interessati di portare con sé maschera e boccaglio. Parallelamente, a Pola saranno spalancate al pubblico le porte del Tempio d’Augusto. Anche qui, a partire dalle 9, sono in programma visite guidate, cui seguirà un laboratorio dedicato all’archeologia e l’architettura. Per la giornata del 27 settembre, il Museo Archeologico ha pensato a una visita guidata al Piccolo Teatro Romano, che sarà poi riproposta anche il 18 ottobre. Il weekend prima, precisamente l’11 ottobre, toccherà nuovamente al Tempio d’Augusto aprire le porte al pubblico. Poiché il numero di posti è limitato, le prenotazioni sono d’obbligo. Tutte le informazioni circa il programma, gli orari e le prenotazioni sono disponibili su tutti i profili social e sul sito internet ufficiale del Museo Archeologico dell’Istria.(www.ami-pula.hr).
Accanto a Ida Koncani Uhać e Darko Komšo era presente ieri anche la direttrice della Pro loco fasanese, Melita Peroković, che ha colto l’occasione per ringraziare i vertici del Museo Archeologico per la collaborazione e la cooperazione, che a partire dal 2006 ha permesso all’Ente per il turismo di promuovere il territorio e presentare la sua lunghissima storia plurimillenaria ai cittadini e alle decine di migliaia di visitatori che ogni estate si riversano a Fasana. Tra le principali collaborazioni, Peroković ha citato l’organizzazione di una mostra dedicata al ritrovamento dei resti dell’antica fabbrica di produzione delle anfora di Fasana, la realizzazione della replica di uno dei mosaici della villa romana di Valbandon, l’allestimento del Parco degli olivi della località e molto, anzi moltissimo altro ancora.
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