Ex ospedale di Marina, restauro totale entro 2023

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Ex ospedale di Marina, restauro totale entro 2023
L’ex ospedale di via Negri dopo il trasferimento in via Zagabria

Lo scorso luglio l’Università degli studi di Pola ha presentato il progetto di trasferimento negli ambienti dell’ex ospadale della Marina a Veruda, trasferimento che avverrà soltanto dopo una capillare opera di restauro, ampliamento, ricostruzione ed equipaggiamento di uno dei palazzi più importanti risalenti al dominio asburgico a Pola. Nei mesi successivi l’Ateneo è andato a caccia di finanziamenti. Una delle fonti di finanziamento dell’ambizioso progetto universitario è lo strumento europeo degli Investimenti nel territorio integrato (nell’acronimo croato ITU) che mette a disposizione degli enti locali dell’anello di Pola. Con un vantaggio importante rispetto a prima: in seguito alle elezioni di maggio, la nuova amministrazione municipale ha deciso di sacrificare uno dei progetti di rilancio brownfield considerati troppo costosi in rapporto all’utilità (il recupero delle officine Mehanika in zona Pragrande in funzione di un centro culturale e polivalente), per fare in modo di aumentare la disponibilità dei mezzi destinati appunto all’Università e alla sua ambizione di mettere su casa nel vecchio ospedale di via Negri. Il fatto che la responsabile del Dipartimento di sviluppo e ricerca dell’Università degli studi di Pola, Sanja Radolović, si trovi ora al governo della Città di Pola in coalizione con la lista civica del sindaco Filip Zoričić, ha inciso sensibilmente sulla decisione di dirottare una parte considerevole dei contributi europei dal Centro Polivalente Mehanika al recupero totale dell’ex Ospedale della Marina. In realtà un Centro polivalente come quello pensato per Pragrande non è mai stato completamente rigettato dall’attuale amministrazione cittadina, che vorrebbe averne uno in attività molto presto, ma non nel luogo previsto, per rischi legati a questioni idrogeologiche poco favorevoli.

 

Ambizioni sempre più grandi

Con l’aumento della disponibilità dei finanziamenti europei aumentano dunque anche le ambizioni dell’Università “Juraj Dobrila”. Prima d’ora l’Ateneo si sarebbe accontentato di un recupero parziale del valore di 21,9 milioni di kune (di cui 13,7 milioni i contributi europei a fondo perduto), da impegnare nella ristrutturazione del solo pianterreno e del primo piano, mentre per continuare a ristrutturare i livelli superiori si sarebbe dovuta attendere la distribuzione dei mezzi del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027. Probabilmente la suddivisione dell’opera in due tappe distinte avrebbe aumentato i costi e sprecato tempo prezioso inutilmente. Ora si apre l’opportunità del restauro totale. La Città di Pola e il Ministero dello sviluppo regionale hanno proposto così l’inserimento della fase II dell’opera di riqualifica dell’ex Ospedale nel bando ITU attualmente in vigore. Si potrà ristrutturare pertanto la totalità dei 10.500 metri quadrati di superficie utile con un investimento unico (cioè disponibile in toto) del valore di 30 milioni di kune. A questo punto l’obiettivo dell’Ateneo è di completare il restauro entro la fine del 2023 per poi trasferirci tutti i dipartimenti che oggi operano in condizioni ambientali precarie: nel caso specifico principalmente le facoltà e i dipartimenti di scienze naturali, tecniche e umanistiche. gran parte della progettazione è completa: per la prima fase sono pronti gli elaborati tecnici e grafici, i progetti di demolizioni, il progetto esecutivo, lo studio di fattibilità…, per la fase II ora integrata nell’opera di restauro completo si dispone del progetto definitivo con il quadro economico, la licenza edile, il capitolato delle spese.

Necessità di spazi

L’Università degli studi di Pola cresce e si moltiplica, ma le sue disponibilità di spazio (se si escludono gli investimenti nel Campus di via Zagabria per la Casa dello studente, le mense, il rettorato, gli studi di infermieristica, informatica ecc), sono praticamente immutate da decenni mentre il numero delle Facoltà, dei corsi di laurea e degli studenti è andato via via aumentando. Ci sono dipartimenti che lavorano in ambienti presi in affitto a prezzi di mercato, con spese insostenibili a lungo andare. In altri casi vi sono tre facoltà che dividono la stessa sede peraltro in condizioni di estrema precarietà. Il nuovo Campus dell’ex Marina dovrebbe in un secondo momento crescere e guadagnare costruzioni aggiuntive, per esempio un altra casa dello studente da sistemarsi nella pineta che attualmente funge da parcheggio. Il Quadro finanziario pluriennale dell’UE riserva diversi stanziamenti a favore del vitto e dell’alloggio agevolato per studenti universitari ed è un’opportunità da non lasciarsi sfuggire.

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