L’Istria punta verso una modalità di inserimento effettivo nel GECT, Euroregio Senza Confini, ente pubblico transfrontaliero fondato nel 2012 tra la Regione Friuli Venezia Giulia, il Veneto e il Land austriaco della Carinzia, avente per scopo la promozione, la cooperazione, il superamento degli ostacoli di confine ed il rafforzamento della coesione socio-economica inter-regionale. La riunione dell’assemblea del GECT, svoltasi presso la sede ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste, ha l’altro giorno aiutato a sentirsi partecipanti attivi di questa importante realtà, fino a segnare un passo significativo verso l’allargamento dell’organizzazione in direzione istriana. Il presidente della Regione istriana, Boris Miletić, l’assessore alla Comunità nazionale italiana autoctona, le minoranze nazionali e i giovani, Tea Batel e l’assessore alla Cultura e alla Territorialità, Vladimir Torbica hanno preso parte all’incontro, che è servito a discutere in merito a questioni finanziarie e strategiche, determinanti per il funzionamento della Euroregione, alla pari della sua futura direzione di sviluppo nel contesto delle politiche europee di collaborazione territoriale. É in quest’occasione che il leader della Regione istriana ha espresso la prontezza del territorio peninsulare di passare dall’attuale stato di membro associato a quello di socio effettivo, membro a pieno titolo, con l’obiettivo di allargare ulteriormente la collaborazione già instaurata e di rafforzare l’esistente comune operato. Presenzo i governatori delle tre Regioni che compongono il Gruppo: Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Alberto Stefani (Veneto) e Peter Kaiser (Carinzia).
Governance condivisa e resiliente
Miletić ha sottolineato che una tale prospettiva di inserimento effettivo potenzierebbe l’area, che è già laboratorio europeo di governance condivisa e resiliente, nonché renderebbe possibile un più vigoroso sviluppo della progettazione in sinergia, soprattutto nel settore dei trasporti e infrastrutture, che collegano le regioni confinanti e in quello del dialogo transfrontaliero tra imprenditori. Da quanto dato sapere, l’integrazione dell’Istria nel Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) “Euroregio Senza Confini” è un processo avviato da tempo, consolidatosi con l’ingresso della Croazia nell’area Schengen il 1° gennaio 2023. La nostra Regione aveva manifestato la volontà di aderire sin dal 2012-2014, formalizzando le procedure per far parte dell’aggregazione almeno quale membro associato.
L’incontro con Massimiliano Fedriga
Sempre a Trieste si è svolto pure un incontro bilaterale con il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, opportunità importante durante la quale è stata espressa la ferma volontà politica italiana di vedere ulteriormente approfonditi i rapporti tra le due Regioni. Concordata la necessità di un’alleanza strategica negli ambiti di reciproco interesse: bilinguismo, elevamento degli standard delle traduzioni, tutela della comunità italiana e altre etnie, avanzamento dei progetti culturali, economici e agricoli. Un progresso istituzionale del tutto concreto è rappresentato dal fatto di avere deciso di fondare un gruppo lavorativo in comune, incaricato di definire i progetti prioritari e i modelli operativi di collaborazione, quale base che si apre alla fase sucessiva della formalizzazione del partenariato intraregionale. “La collaborazione della Regione istriana e della Regione Friuli Venezia Giulia è naturale e logica. Saturisce dalla vicinanza geografica, dai comuni interessi, come pure da forti legami storici e culturali. É su queste basi che vogliamo ulteriormente costruire il nostro partenariato e la nostra amicizia, nonché dare forma a progetti per il bene dei nostri cittadini”:parole testuali di Boris Miletić.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































