Da venerdì 12 a martedì 16 giugno Pola farà gli onori di casa al consueto Raduno annuale degli esuli da Pola e relativi discendenti. La presidente dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio (AIPI-LCPE), Lucia Bellaspiga precisa che “è nostro desiderio ritrovarci con i polesani e creare un abbraccio collettivo tra chi ottanta anni fa è partito e chi è rimasto nella sua terra d’origine”. La settimana della rimpatriata polese è sempre ricca di incontri culturali e conviviali, e quindi di occasioni di scambio di esperienze e ricordi, ma quest’anno gli appuntamenti di maggiore rilievo hanno un valore aggiunto perché escono dai ristretti ambiti delle associazioni dei connazionali per essere accolte dagli enti maggioritari e quindi rivolgersi a platee sensibilmente più numerose, composte da persone con background, età e interessi differenti, tipiche di eventi culturali aperti a tutti. Pertanto l’ingresso a teatro per domenica 14, per il nuovo allestimento di “Magazzino 18”, sarà libero fino a esaurimento posti, mentre lunedì 15 giugno alle ore 12 il Tempio di Augusto spalancherà i suoi possenti battenti in legno massiccio per la mostra di chine di Leonardo Bellaspiga, allestita insieme al Museo Archeologico di Pola.
“Magazzino 18” 2.0
Il primo dei due eventi da non perdere è dunque la messa in scena di “Magazzino 18”, il musical civile di Simone Cristicchi che andrà in scena al Teatro Popolare Cittadino la sera del 14 giugno alle ore 20. La nuova versione del regista Diego Ciarloni “scava nella memoria e restituisce voce a una storia troppo spesso sussurrata” in uno spettacolo che “non si limita a raccontare, ma chiama, interroga, accende”. Il musical ispirato alla tragedia dell’esodo giuliano-dalmata è portato in scena dal Centro Lettura e Attività Espressive Teatrali, oggi Associazione Claet APS, con Diego Ciarloni e Simona Paolella in scena. Le musiche e i testi sono gli stessi, ma l’interpretazione è completamente rivisitata. Diversamente dalla sua versione originale, lo spettacolo di Ciarloni si avvale anche di opere di “sand art”, immagini di sabbia proiettate sulla scena di Paola Saracini che accompagneranno visivamente il racconto. Il finale dell’opera invita a una riflessione che supera i confini d’Italia. La metafora delle delle masserizie, simbolo di abbandono, fuga e oblio, si riferisce a tutti quelli che, anche oggi, sono costretti a fuggire da persecuzioni, precarietà economiche, guerra, distruzione, odio e pregiudizi etnici, religiosi e culturali.
Pola raffigurata in china
Il secondo dei due eventi culturali di rilievo è la mostra di chine polesane e istriane di “Pola e Istria – Terre d’amore. Monumenti e panorami nelle chine di Leonardo Bellaspiga”, organizzata dal Museo Archeologico di Pola insieme all’AIPI-LCPE, che sarà inaugurata nel Tempio di Augusto il 15 giugno alle ore 12. Come ci dice Lucia Bellaspiga, la mostra “rappresenta un passo importante nella collaborazione con le realtà culturali della Pola di oggi: il prof. Komšo ha deciso di ospitare nel cuore del Foro romano una trentina di chine rappresentanti paesaggi e monumenti, e la dottoressa Roberta Tomičić, cui ha affidato la coordinazione dei lavori, ha dimostrato un cuore e una sensibilità davvero rari”. La mostra, che nelle prime intenzioni doveva durare una settimana, resterà invece aperta tre mesi, il che significa che 40mila visitatori da tutto il mondo potranno goderne, perché tanti entrano durante l’estate nel Tempio di Augusto. Tutti i testi della mostra, compreso il libro che esce contestualmente con le riproduzioni di 144 chine, sono in italiano e croato, con traduzione in inglese.
Amore struggente per l’Istria
L’esposizione, sostiene ancora la figlia dell’autore e curatrice della collezione, “nasce dall’amore struggente dell’artista Leonardo Bellaspiga per Pola e l’Istria” e propone “un viaggio affascinante tra i monumenti che testimoniano la straordinaria cultura fiorita per secoli sulla costa adriatica orientale, a partire dai monumenti dell’antica Provincia romana fino ai fasti della Repubblica di San Marco: un patrimonio artistico che ancora oggi racconta mirabilmente la koinè che in questa speciale terra ha dato origine ad un caleidoscopio di arti, lingue, monumenti, sensibilità”. La raffinata tecnica a china di Bellaspiga restituisce così “un itinerario sentimentale tra case in pietra, borghi di pescatori, ulivi e terra rossa, ma anche sontuosi edifici dell’antica Roma e della Serenissima”, per cui “chiunque ami intimamente Pola e la penisola istriana non potrà non ritrovare in queste opere – in bianco e nero – tutti i colori del mare, i profumi del vento e delle pinete, le atmosfere rarefatte dell’entroterra pietroso, l’imponenza di architetture che ancora oggi fanno dell’Istria un forziere di tesori incomparabili”. Nella preziosa collezione di disegni resta scalfito ad eterna memoria “l’incontro tra etnie, che per secoli si compenetrarono ed arricchirono a vicenda, dando vita a una sorta di ‘Europa ante litteram’, laboratorio di convivenza tra popoli e culture. Ed è proprio questo l’ideale che l’opera di Bellaspiga intende ancora oggi portare avanti, proponendo a noi istriani del Duemila il gusto della bellezza e la serena riscoperta delle comuni radici europee”.
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