In Istria il lavoro c’è. A termine, stagionale, legato soprattutto ai servizi e al turismo, ma c’è. Questa la fotografia scattata dall’Istituto nazionale del lavoro (HZZ), i cui ultimi dati non fanno che confermare quanto i comparti dell’accoglienza, dell’ospitalità e, in parte, della ristorazione siano importanti per il mercato istriano del lavoro. Sia il portale ufficiale dell’Istituto (https://burzarada.hzz.hr) che tutti gli altri siti di annunci di lavoro abbondano, almeno per quanto riguarda l’Istria, di offerte di lavoro nel turismo. Ormai è una costante. Già i mesi precedenti, gli stessi siti erano pieni di annunci di offerte di lavoro nel turismo e nella ristorazione. E molti ne hanno approfittato. Non stupiscono, dunque, più di tanto i numeri forniti dall’Istituto del lavoro, che a giugno – sempre in Istria – registra una netta contrazione del tasso di disoccupazione e, di pari passo, anche del numero dei residenti iscritti nelle liste di collocamento dei sette uffici regionali sparsi sul territorio: sono 1.185, numero mai così basso da un bel po’ di anni a questa parte. Il mese precedente erano 1.421, mentre il mese precedente ancora erano quasi 2mila. Tornando a oggi, il dato è decisamente più basso anche rispetto al mese di giugno del 2024, quando in regione si contavano oltre 1.850 disoccupati. Come sottolineato, il numero dei senza lavoro residenti in Istria si è contratto in tutte le aree della penisola. A Pola, o meglio nel Polese, ad esempio, il locale ufficio per l’impiego informa che le persone in cerca di un’occupazione iscritte nella loro lista sono 709, ben 109 in meno rispetto a maggio, 354 in meno rispetto ad aprile e oltre mille in meno rispetto a marzo, per non parlare poi di febbraio. Le liste di collocamento al lavoro – come anticipato – non si sono assottigliate soltanto a Pola. Difatti, l’ufficio parentino informa che i disoccupati residenti sul territorio sono 165 o 28 in meno su base mensile. Anche nel Rovignese, il numero dei senza lavoro si è contratto, passando in un solo mese (giugno) da 77 a 60. Meglio ancora è andata nell’Umaghese, dove i disoccupati sono passati dai 76 di maggio ai 52 dell’ultimo giorno di giugno. Buone notizie giungono inoltre da Pisino, Albona e Pinguente, i cui uffici locali per il lavoro segnalano che sui rispettivi territori risiedono oggi 66, 102 e 31 disoccupati. Il mese precedente erano, rispettivamente, 82, 136 e 31. Dunque, per l’ennesima volta è possibile affermare con certezza che l’estate e il turismo fanno bene al mercato del lavoro istriano. Puntuale come sempre, accanto ai dati sul numero dei disoccupati e la rappresentazione cartografica della loro distribuzione sul territorio, l’Istituto nazionale del lavoro ha fornito pure una panoramica sull’età degli istriani iscritti nelle liste di collocamento che, rispetto, al mese precedente non racconta nulla di nuovo. Difatti, i giovani continuano a rappresentare circa il 30 p.c. del totale dei disoccupati istriani. Uno sguardo d’insieme è stato poi fornito anche sul livello d’istruzione e la condizione professionale dei senza lavoro. Si apprende così che i disoccupati istriani che non hanno ultimato nemmeno la scuola di primo grado sono una cinquantina e che continuano a rappresentare circa il 4 p.c. del totale. Sono, invece, 178 o il 15 p.c. del totale i senza lavoro che hanno ultimato le scuole dell’obbligo. Il 29,6 p.c. possiede poi un titolo di studio di scuola media superiore della durata di tre anni.
Più o meno la stessa percentuale riguarda i titolari di diploma di scuola media superiore della durata di quattro anno, che a tutto giugno erano 370. All’appello mancano ancora i titolari di un diploma di laurea di primo grado e i i possessori di un diploma di laurea di secondo grado o un titolo di studio superiore. I primi sono 79 (o il 6,7 p.c.), i secondi 159 (ol il 13,4 p.c. del totale). L’Istituto del lavoro e, ovviamente, tutti gli uffici istriani per l’impiego invitano che è in cerca di un’occupazione a consultare il sito web sopra indicato. Le offerte non mancano e continuano ad arrivare dalle aziende delle settore dell’accoglienza e della ristorazione. Tuttavia, non mancano anche le richieste di altre figure professionali come gli economisti, i commessi, gli esperti di elettrotecnica, gli operatori socio-sanitari…
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