Esposizione al radon: presto nuovi rilevamenti

Željko Stipić, Elena Puh Belci e Ingrid Bulian

Edifici strategici come scuole e asili esposti al radon. A dire che è così in 3 delle 23 istituzioni scolastiche dell’Istria sono i risultati – di dominio pubblico appena da poco –, delle misurazioni effettuate dal Dipartimento di Fisica dell’Università Josip Juraj Strossmayer di Osijek. Misurazioni del 2015, effettuate ancora in 21 asili di Pola, di cui uno, la scuola dell’infanzia italiana “Rin Tin Tin”, altrettanto fuori norma. Le tre scuole in cui è stato superato il livello limite di riferimento del gas radon (le concentrazioni hanno superato i 300 becquerel per metro cubo) sono la Scuola media superiore di Economia, la Scuola media superiore d’avviamento professionale e la Scuola elementare in lingua italiana Giuseppina Martinuzzi, che ospita appunto la sezione Delfini del Rin Tin Tin di cui sopra. In altre 4 scuole del territorio cittadino, la SE di Monteparadiso, la SE di Montegrande, la SE Centro e la SE Castagner, la concentrazione di radioattività del radon ha superato il livello di riferimento “in almeno uno degli ambienti dell’immobile”, è quanto riportato nel resoconto inviato all’indirizzo della Città dal professore ordinario del suddetto dipartimento, Vanja Radolić. E sarà proprio con una lezione del prof. Vanja Radolić, in programma a breve a Pola, che l’amministrazione cittadina pubblica, fondatrice di scuole elementari e asili, darà inizio a una soluzione a lungo termine del problema.

Montoring continuo

La tutela dall’esposizione al radon nelle scuole e asili proseguirà quindi con la rilevazione (tramite particolari rilevatori) della concentrazione del gas negli ambienti e, nel caso in cui venissero nuovamente riscontrati valori tali da costituire un rischio (più di 1000 Bq/m³), con la messa in atto di interventi di bonifica dei locali. Per la bonifica servirà investire, come servirà pure del denaro extra per una misura a lungo termine, esposta, accanto alle altre, dalla vicesindaca di Pola, Elena Puh Belci, all’incontro stampa di ieri. Con quest’ultima misura s’intende introdurre un monitoring continuo che garantirà che la scuola sia un ambiente sano per il fisico e la psiche dei ragazzi che vi trascorrono un gran numero di ore. Detto monitoring, così la Puh Belci, sarà garantito anche finanziariamente con la sinergia tra la Città e la Regione. Al di là del piano d’azione nazionale, che ci toccherà ovviamente da vicino, è ancora in sintesi quanto ha affermato la vicesindaca, a Pola e in penisola verranno fissate delle norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambienti chiusi.

Ipotesi bonifica degli ambienti

Insomma, non sono poche le cose che la municipalità intende fare dopo che la stampa locale ha fatto scoppiare il caso-radon, e dopo che i genitori timorosi hanno reagito chiedendo spiegazioni e, se possibile, di venire rassicurati. “La salute dei nostri cittadini più giovani è una priorità. La Città con le scuole farà in modo per prima cosa di rassicurare i genitori e li farà incontrare tra breve con il prof. Vanja Radolić che terrà a Pola una lezione”. Dopo di che, ha continuato Elena Puh Belci, la quale ha avuto accanto a sé nell’incontro con la stampa la vice-assessore dell’Edilizia, Ingrid Bulian e Željko Stipić, a nome dell’Istituto per la sapute pubblica regionale (Laboratorio per la qualità dell’aria), saranno rifatte le misurazioni del caso.
​Nel caso in cui i livelli di radioattività superassero la norma, si penserà alla bonifica degli ambienti. “Non lasciamoci prendere dal panico”, abbiamo sentito ancora dire all’incontro dalla vicesindaco; anche perché, questa volta, a detta della Bulian, “la misurazione non avrebbe dato risultati così allarmanti”. Possiamo pure contare sul fatto che viviamo nel Mediterraneo, ha ancora detto l’esperta, “e questo particolare microclima ci avvantaggia; così, quello che per qualcuno potrebbe essere una misura particolare, per noi è una cosa più che normale. E sto parlando del fatto di aerare gli ambienti, di ventilarli quotidianamente”. “Se sarà necessario arriveremo a interventi di bonifica, di tipo edile. Interventi che hanno dato ottimi risultati all’estero, tanto che pensiamo di seguire il modello dell’Irlanda e della Svizzera”.

Rischio per la salute

Il Dipartimento di Fisica dell’Università di Osijek aveva installato i primi rilevatori di gas radon in Istria nel febbraio 2014. In quei momenti ne vennero collocati 520 su 1.226 (con cui gli esperti avevano completato la misurazione). Il gas radon è un’agente di rischio per la salute umana: è stato classificato, infatti, come la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di tabacco e rappresenta la prima causa per i non fumatori. Le radiazioni ionizzanti, è riportato nel comunicato, almeno per quanto riguarda il radon, non sono pericolose se l’esposizione è casuale; lo diventano quando tale esposizione diventa prolungata.

Cerlon: Presto le prime misure

Abbiamo sentito in merito la direttrice della Scuola elementare italiana, Susanna Cerlon, che ha detto di voler battersi per la promozione della cultura della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro e di vita. “Purtroppo, come istituzione siamo venuti a conoscenza del problema con il gas radion dai quotidiani. La scuola ha contattato prontamente il fondatore (la Città di Pola), ma non solo: ulteriori informazioni e spiegazioni sono state da noi richieste al prof. Vanja Radolić, e all’istituzione competente (quella che ha ordinato la misurazione). Purtroppo la scuola non ha ottenuto risposta”.
Risposte sono state invece fornite ai genitori, che si sono così ritrovati nei giorni scorsi davanti all’edificio scolastico, dove hanno espresso le loro preoccupazioni. “Al che – ha concluso la Cerlon –, noi abbiamo cercato di fugare i loro comprensibili timori, garantendo che la scuola assieme al fondatore prenderà prestissimo le prime necessarie misure, ha affermato la direttrice.

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