Emanuela Nava «I bambini? Sono uguali dappertutto»

La parola scritta ha il potere della mente che l’ha creata, però quella parlata, detta, spiegata e rispiegata ha la magia della voce che l’ha pensata. Questo è stato (non soltanto per noi) l’“Incontro con l’autrice”, nella fattispecie la scrittrice milanese Emanuela Nava, che ha incantato con la sua voce melodica e con il contenuto del suo dialogo pieno di sostanza e di significati, il gruppo di bambini delle scuole italiane. L’incontro ieri mattina alla 12.esima Fiera del libro per ragazzi Monte Librić. Lo stesso si è avuto all’interno di “Più di una storia”, che porterà in questi giorni a Pola anche Fabrizio Altieri e Manuela Salvi.

Interloquire così con un gruppo non omogeneo per età, – bambini delle seconde e quarte classi elementari –, è certamente un’impresa non facile per qualunque adulto. Però Nava ha catturato tutti nella sua rete di oratrice incantevole e incantata: alle prese, infatti, con una platea di bimbi curiosi e meno curiosi, però tutti “svegli”: “Ma sarà l’aria di mare?” si è domandata la stessa scrittrice, che si è chiesta simpaticamente se la salsedine aiuti l’intelligenza, come nel caso dei suoi giovanissimi ascoltatori.

La scintilla è scoccata

Insomma, il rapporto tra autore e lettore si è instaurato, la scintilla è scoccata, unico inconveniente il tempo: quel grande tiranno che fa finire presto specialmente le cose più belle. Venuta a Pola per parlare sì del suo scrivere, in special modo del suo “Io e Mercurio” (“Il battello a vapore”), edito nel 2018 assieme ad altri suoi titoli per ragazzi (“La bambina e il mare”, “La mummia che fuggì dal museo”, “Sulle orme di Ghandi Vandana Shiva si racconta”, “Una formidabile gara di ballo”, “Questa è la storia di TopoLina”), Emanuela Nava ha avuto un approccio simpaticamente diverso con i suoi interlocutori via via sempre più curiosi: l’approccio che è quello di porre lei le domande, lasciando a loro il compito di rispondere. (C’è stato anche chi ha parlato con piccoli graziosi silenzi, dovuti non tanto all’imbarazzo del momento quanto alla spontaneità).
Così, aiutandosi con lo studio dell’origine delle parole (“è una cosa fantastica credetemi”) Nava ha spaziato nel tanto lontano quanto ancora vicino e contemporaneo lessico latino; ha fatto riflettere i ragazzi chiedendo loro di ragionarci sopra; di soffermarsi a pensare e di fare un esercizio di logica peraltro riuscito, quasi nella totalità dei casi. Così, dopo il “vi saluto” (vi auguro la salute) è stato il momento della “scoperta” (togliere la coperta), dello “svelare” (togliere il velo) e del “rivelare” (velare di nuovo). E ancora, del “ricordare” (tornare al cuore) e del “rammentare” (tornare alla mente). Educativo, caldo e umanamente sentito l’attimo in cui Nava “ha tolto la coperta” alla parola “compagni” (cum pane, o mangiare il pane assieme): compagni di classe esortati dalla scrittrice a sostenersi a vicenda, a capire grandezze e piccolezze d’animo, a gioire delle vittorie altrui e tanto altro ancora.

Le domande dei bambini

Al momento delle domande, Nava si è sentita chiedere “quanti libri ha scritto?” (“mi hanno detto 93”), “chi è Claudia?”, protagonista di “Io e Mercurio” (Claudia o “colei che claudica” e che “Mercurio fa zoppicare per farla fermare”), “qual è stato il primo libro che ha scritto?” (“una raccolta di raccolti intiolata ‘La zucca del re’”), “quanto tempo impiega per scrivere un libro o un racconto?” (“il tempo necessario”…”io ho tutto il tempo necessario mentre voi avete 2 ore”… “lo scrittore fa tante brutte copie”… “gli scrittori, che sono dei grandi lettori” scrivono quando capiscono di non avere letto quello che avrebbero voluto leggere e così lo scrivono).

Nata con la valigia in mano

Una volta terminato l’incontro la scrittrice ci ha detto di quanto sia felice di essere a Pola e ci ha parlato del rapporto dei ragazzi di oggi con i libri, cogliendo una sfumatura rilevante, quella di quanto i genitori di oggi leggano o meno ai propri figli. “Sono stata molto felice dell’invito” così Nava. “Intanto, sono una grandissima viaggiatrice, sono cresciuta, sono nata con la valigia in mano. Ero già stata qui alcuni anni fa; avevo fatto il giro di tutte le scuole italiane. Mi dà una grande gioia esserci ritornata”.
“I bambini? Beh sono uguali dappertutto. Ho scherzato un pò con loro però era vero: sarà la meraviglia del mare che li rende così svegli. Io vengo da Milano, ho sempre vissuto l’inquinamento”.
“Noi adulti stiamo sempre a farci la domanda sui bambini-lettori del passato e su quelli di oggi, e tutti vorremmo dire che i bambini non sono più quelli di una volta perché siamo noi adulti che ci aspettiamo sempre questa risposta. Io preferisco citare una frase del Talmud di Babilonia che dice che quando il tempio di re Salomone è stato distrutto, la profezia è stata data ai matti e ai bambini (ai folli e ai fanciulli). Preferisco rispondere così perché secondo me i bambini nonostante tutto quello che li circonda hanno, fino agli 11, 12 anni, una grande capacità profetica dentro di sé, una grande capacità di stupirsi, una grande bellezza”.
“Gli adulti non leggono quasi più le storie ai loro figli, la famosa storia della buona notte” ha detto ancora Nava. “Siamo noi che siamo cambiati”.

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