Caporedattore di una radio privata, gestore di un locale in centro, giornalista da diversi decenni, Elvis Morina ha deciso di candidarsi a sindaco della Città di Pola. Lo fa da capofila di una lista indipendente. Vediamo le sue idee e i suoi programmi con i quali cerca i favori dell’elettorato.
Che cosa l’ha motivata a candidarsi?
A mio avvio la città ha bisogno di cambiamenti, di persone nuove che sentono la città, che pensano alla città da tanto tempo. Questa mia riflessione non è indirizzata a nessuno in particolare, ma si percepisce che manca qualcuno che capisca la città nella sua interezza anche conoscendone il passato. E ciò non può farlo nessuno da solo, ma un gruppo di persone. Ecco penso che una struttura seria può portare a dei cambiamenti in positivo.
Gli ultimi quattro anni hanno dimostrato che è difficile guidare una città senza una maggioranza stabile. Ora c’è il rischio di avere una frammentazione ancora più estesa in seno al Consiglio?
Può succedere, ma d’altro canto potrà forse essere più facile se ai vertici dell’amministrazione cittadina ci saranno persone che fanno dell’operatività il loro forte, che capiscono il lavoro e che hanno esperienze dal lato organizzativo. Il Consiglio cittadino, rappresentando i cittadini, dovrebbe fungere da meccanismo di controllo. A mio avviso è sbagliato votare per o contro qualcosa soltanto perché è questa la posizione di un partito. Non può la centrale di un partito decidere su tutto. Dovrebbe esserci più collaborazione anche a livello di club dei consiglieri: mettere in tavola le proprie opinioni, i propri argomenti e poi cercare di decidere per il bene dei cittadini.
In questi anni sono venuti a galla diversi problemi. Secondo lei qual’è il problema maggiore che va risolto quanto prima?
Bisogna intervenire a livello organizzativo in Municipio affinché le città sia funzionale. Se non hai un’amministrazione funzionale allora non puoi risolvere nulla. Se, ad esempio, hai 10 grandi progetti in cantiere, deve esserci un collegamento tra i vari settori interessati, le persone devono potersi fidare una dell’altra. In caso contrario non si va da nessuna parte. Per questo motivo prima di aderire e mettere in moto un qualsivoglia progetto dovrebbe esserci un accordo a livello di Consiglio cittadino e dopo remare tutti dalla stessa parte. Ovviamente bisogna rispettare la frazione politica o la lista che ha ricevuto il maggior numero di voti che vorrà promuovere le proprie iniziative, ma deve esserci spazio anche per le idee di chi non fa parte della maggioranza. I problemi da risolvere? Ce ne sono molti, quello della mancanza di posti auto potrebbe venire risolto con l’allestimento di mini parcheggi. Ciò influirebbe direttamente anche sul traffico cittadino. Un’altra questione è il potenziamento del trasporto pubblico affinché ci siano meno vetture in circolazione. Inoltre bisognerebbe far capire alle persone tutti i vantaggi del raggiungere determinati posti anche a piedi. Ecco, la manifestazione “Camminando verso la salute” ha colpito nel segno.
Come risolvere la questione Centro per la gestione di rifiuti di Castion?
Il problema Castion non si può liquidare soltanto con la questione dei malodori che emana. Capisco la frustrazione della gente che vive nelle vicinanze, specialmente d’estate. Il Centro di Castion va organizzato diversamente, ci deve essere un accordo sociale diverso, un altro tipo di responsabilità. Va risolto anche il trasporto dei rifiuti, e ancora prima la selezione. Ci sono diverse cose da fare per risolvere il problema.
Pola d’estate sta diventando a tratti anche invivibile. D’inverno invece va in letargo ed è a dir poco desolante passeggiare per il centro, specialmente nelle ore serali…
Posso farle il mio esempio giacché gestisco un locale aperto tutto l’anno. Semplicemente bisogna dare maggiori contenuti ai residenti. E qui il ruolo dell’amministrazione cittadina è fondamentale in quanto dove supportare maggiormente coloro che tengono aperti tutto l’anno che offrono contenuti di qualità. A mio avviso devono avere qualche supporto in quanto non possono essere messi alla stregua di coloro che aprono bar e ristoranti per quattro mesi all’anno e sono totalmente disinteressati a quello che succede nei restanti otto mesi dell’anno. Ecco, chi offre contenuti di carattere musicale, culturale e d’intrattenimento merita maggiore supporto affinché il centro città non viva soltanto d’estate, ma anche nei mesi invernali. E qui mi collego alla Delibera Holders Only, quella che mette a disposizione dei residenti in centro alcune aree parcheggio. In tal modo si crea anche animosità tra i residenti dei rioni periferici e coloro che vivono in centro.
Come giudica la tutela dei diritti della Comunità Nazionale Italiana a Pola.
A mio avviso tutte le minoranze nazionali in città hanno tutto un ventaglio di possibilità e diversi supporti. La sfida, a mio avviso è all’interno delle stesse minoranze. Ma è un problema che tocca tutti i gruppi di cittadini: da una parte forse non hanno tutta l’attenzione di cui necessitano, dall’altra invece fanno poco per averla. Bisogna essere proattivi. Ecco perché ho scelto un disabile, Dominik Janović come mio vice per far sentire anche la voce di questa categoria. Tornando alla comunità italiana a Pola ho la sensazione che sia divisa tra sé. Ecco, a mio avviso ogni minoranza deve prima di tutto risolvere le proprie incomprensioni e poi agire per rappresentarla. L’Italia è un grande Paese, ha un passato molto ricco, una cultura altrettanto ricca che condividiamo e anche per questo la comunità italiana a Pola è unica. Dispiace che non si studi maggiormente la lingua italiana nelle scuola.
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