«Edificio 1», noto il futuro gestore

La società «Zagrebačka frajla» diventa inquilina della prima struttura cubica su due livelli della riva fatta costruire dall’Autorità portuale. L’immobile ospiterà un bar e un ristorante. I primi avventori potrebbero sedersi nei nuovi spazi di refrigerio e di ristorazione all’inizio del prossimo anno

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«Edificio 1», noto il futuro gestore
L’Edificio 1 della riva. Foto Daria Deghenghi

Si chiama “Frajla”, ma non farà ancora affari in riva durante l’estate 2026. La società zagabrese che si è appena conquistata il diritto di prendere in gestione la moderna struttura cubica sorta nel porto di Pola per offrire bevande e ristoro, prevedibilmente più ai turisti che ai cittadini residenti, avrà presto mani libere nel dare il via all’organizzazione del design interno, operazione di una certa durata e determinate esigenze. L’edificio uno, il primo delle quattro strutture ricettive pianificate in Riva dall’Autorità portuale, occupata pure sul fronte del rinnovo e della ricostruzione della grande diga foranea, è stato aggiudicato al miglior offerente dopo concorso pubblico, al quale sarebbero pervenute tre domande di ottenimento della concessione. La società vincitrice del bando si insedierà per i prossimi 15 anni, con bar e ristorante, dentro all’edificio situato nella sua attraente posizione, vicino a Molo Fiume, zona di scalo passeggeri e di transito, dai parcheggi in direzione della città, per molti visitatori che sbarcano pure da bus, camper e automobili. Stando a quanto ventilato da coloro che si stanno per lanciare nell’attività prevista, muovendo i primi passi commerciali in una cucina ed in un bar polesi, i primi ospiti potrebbero sedersi nei nuovi spazi di refrigerio e di ristorazione all’inizio del prossimo anno.

Al bando pubblico per l’assegnazione della concessione sono pervenute tre offerte valide. Oltre alla “Zagrebačka frajla”, hanno gareggiato anche la società di Pola “Boccaporta” e la “Svibanj projekt” di Zagabria. Come confermato dal direttore dell’Autorità Portuale di Pola, Dalibor Brnos, il miglior risultato nel processo di valutazione è stato ottenuto proprio dalla “Zagrebačka frajla”. Da quanto reso noto, le offerte sono state valutate secondo diversi criteri, tra le quali non soltanto il canone di concessione offerto e gli investimenti previsti che hanno comunque avuto il peso maggiore, ma anche l’esperienza dell’offerente, il numero di posti di lavoro previsti e gli investimenti nella tutela dell’ambiente. Dopo che la decisione di assegnazione della concessione diventerà definitiva, seguirà la stipula del contratto, e successivamente la sistemazione e l’arredamento degli interni, che sono a carico del concessionario. In questo momento non è possibile precisare la data di apertura, però si crede di poter cominciare a funzionare all’inizio del 2027. Puntando sul desiderio di attirare non soltanto turisti, bensì anche avvicinare clienti di casa, si promette che il ristorante e il bar terranno aperto tutto l’anno. Altrimenti non dovrebbe essere. La rivitalizzazione della Riva nord di Pola, è infatti intesa come progetto urbanistico considerato cruciale, finalizzato a riconnettere meglio e definitivamente la città al mare.

Dopo aver rubato un pezzo di acque portuali con l’ampliamento delle strutture della banchina, l’obiettivo è quello di sfruttare tanto di nuova “striscia litoranea edificabile”, trasformandola in un vivace e moderno polo pedonale, turistico e commerciale. Il fulcro della trasformazione, completamente coordinata dall’Autorità portuale, prevede un complesso costituito da quattro palazzine. Come da progetto architettonico, è prevista la costruzione sequenziale di quattro strutture gemelle su due livelli, dislocate a uguale distanza l’una dall’altra, lungo la Riva, in direzione dell’insenatura di Vallelunga. Per erigere la prima, l’ente portuale ci ha messo di tasca propria sui 2 milioni di euro.
Si ricorderà che la seconda delle quattro strutture dovrebbe accogliere gli uffici dell’Autorità portuale, la terza dovrebbe ospitare niente meno che un mini Museo del mare (da affidarsi alla gestione del Museo archeologico istriano) e l’ultima, la Società di canottaggio, da quanto pare propensa ad abbandonare gli storici ambienti della Pietas Julia, al “Mandracio”.

Le ambizioni sono grandi e gli investimenti da farsi (sempre dalla medesima cassa portuale), lo sono ancora di più, però si confida sul possibile vantaggio economico ottenibile con le attività commerciali previste in una zona soprattutto turistica, tanto che il tempo di rientro dell’investimento si stimerebbe a soli sette anni. Tali risultano almeno delle vecchie valutazioni da studio di fattibilità realizzato diversi anni fa nell’ambito del progetto “AD Arhitektura i Dizajn”. Ognuno dei quattro lotti edificabili si estende su 2.600 metri quadrati e ciascuna delle costruzioni avrà 500 metri quadrati complessivi, così come l’edificio 1. Stando ai piani della medesima, il pianterreno verrà riservato al caffè bar con terrazzo all’aperto e vista mare (con meno di una quarantina di posti) mentre al livello superiore ci sarà spazio per il ristorante, pure questo con tavolini all’aperto e la possibilità di accogliere in contemporanea un’ottantina di avventori. L’area circostante, dovrebbe poter offrire una quindicina di posteggi in funzione della clientela. Non resta che attendere l’auspicata inaugurazione invernale.

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