Dopo la stagione, si lavora di ramazza

Volontari hanno ripulito l’insenatura di Valovine a Pola e Cale a Sissano: impensabile quanto hanno raccolto

Il turismo se n’è andato, o quasi, e si sa che la pulizia delle spiagge e dei fondali non deve essere un’operazione limitata alla primavera, per fare bella figura con i primi bagnanti. La stagione della villeggiatura ha abbandonato raso costa un bel po’ di poco graditi “souvenir” – cartacce, barattoli, sacchetti nylon, bottigliette e altro – ai quali si aggiungono anche i prodotti più ingombranti, frutto dell’inciviltà dei residenti nelle zone limitrofe. C’è da asportare un intero repertorio di oggetti e di scarti. L’ultimo fine settimana è tornato utile al punto da avere fatto incetta di niente meno che 15 metri cubi di immondizia. Stavolta, la tradizionale iniziativa ecologista di fine stagione a Pola, si è concentrata nell’insenatura di Valovine a Stoia, nel tratto che va fino alla Grotta dei colombi.

Una quarantina i volontari partecipanti, soltanto la metà di quanti si erano inclusi nell’anno passato, a causa della crisi epidemica. Grazie all’iniziativa promossa dalla Pro loco, dalla Comunità della Cultura tecnica, dalla Croce Rossa cittadina e dalla Città di Pola, i sommozzatori (una ventina ingaggiata dall’Associazione istriana dei sub), hanno estratto dal mare “cimeli” davvero ingombranti: gomme di camion, enormi vecchie nasse, ferraglia ruggine e altro ancora per un contingente totale di 10 metri cubi di rifiuti, poi trasportati via dai camion dell’impresa municipale Herculanea. A tanto si aggiungono ulteriori cinque metri cubi raccolti nell’insenatura di Cale a Sissano, durante la pulizia promossa su organizzazione del Centro istriano di volontariato e dell’Associazione Zum nell’ambito del progetto di solidarietà “Per un futuro sostenibile” e della manifestazione “La Croazia fa volontariato”, indetta a livello nazionale. In detto caso si sono inclusi 17 volontari, che hanno investito complessivamente 68 ore di lavoro. Si valuta che le correnti marine e l’influsso delle condizioni meteo portino in zona litoranea grandi quantità di rifiuti di cui l’80 per cento avrebbero origine dall’attività umana su terraferma. I volontari hanno collezionato pezzi di polistirene, bastoncini per le orecchie, tappi, sacchetti, plastica e microplastica a volontà, anche in questo caso rimossa dalle maestranze dell’Herculanea.

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