Sindaco e comandanti di Polizia, dei Vigili del fuoco e della Protezione civile in conferenza stampa straordinaria, ieri mattina, per rendere noto il corso del piano operativo del disinnesco dell’ordigno bellico rinvenuto in un cantiere edile privato in via Vallelunga nell’omonimo quartiere urbano nella circoscrizione di Montegrande. Il sindaco Peđa Grbin ha fornito le generalità e il capo degli artificieri del Ministero degli interni Tomislav Vukoja i dettagli dell’operazione che si svolgerà domenica 26 ottobre in orario antimeridiano con una partecipazione massiccia di squadre dell’ordine, reparti mobili, pompieri, artificieri, ingegneri, tecnici, medici, paramedici e il resto delle figure professionali richieste in casi di pericolo come questa. L’ordigno in questione è una bomba aerea britannica della sigla GP500 lb MkIV, dove lb sta per libbre, unità di misura del peso pari a circa 225 chilogrammi, presumibilmente lanciata durante i bombardamenti alleati sulle mete militari tedesche di Vallelunga, non è esplosa, ed è rimasta sepolta per un’ottantina di anni. Bombe generiche di questo tipo non sono sconosciute a Pola: una uguale è riaffiorata dal cantiere della scuola elementare di Montegrande una quindicina di anni fa e niente di tutto ciò stupisce visto che Pola è stata duramente bombardata dagli Alleati dopo il settembre 1943 fino alla fine del Reich nazista, durante l’occupazione tedesca. Il suo porto è stato dilaniato al punto che sono spariti dalla faccia della terra interi quartieri urbani, come San Policarpo, e interi isolati, come quello che correva tra le vie Sergia e Flacio, oggi Parco Città di Graz. Tra gli ordigni bellici lanciati dagli aerei alleati ed esplosi, ve ne sono rimasti altri inesplosi e seppelliti fino al momento di scavi e lavori di movimento terra in cantieri pubblici o privati.
Cantiere edile privato
Il caso attuale a Vallelungua non riguarda però il cantiere del nodo stradale di Montegrande come riportato erroneamente in un primo momento dalla stampa: si è trattato invece di un cantiere edile privato, una casa di famiglia in costruzione appunto in via Vallelunga. L’artificiere capo del Ministero dell’interno ha spiegato le modalità del ritrovamento e il rischio che ha corso un macchinista: l’escavatrice ha estratto dal suolo l’ordigno con una quantità considerevole di sassi e pietrisco. Massi di pietra e bomba sono rimbalzati più volte nella benna del mezzo cingolato, fortunatamente senza produrre la detonazione che avrebbe trasformato in polvere la macchina, il cantiere e altre costruzioni circostanti per qualche decina di metri di diametro.
L’ordigno verrà disattivato domenica mattina. Gli esperti dell’unità di crisi hanno definito due zone di rischio. Per la zona rossa del diametro di 250 metri dal sito del ritrovamento (vie Vallelunga, Leonardelli, Samagher e Sponza) è prevista l’evacuazione totale. L’operazione avrà inizio domenica alle 8 e terminerà entro le 9. Gli abitanti dovranno lasciare le proprie abitazioni in attesa di contrordine. Anziani, infermi verranno assistiti dai vigili del fuoco e della Protezione civile. Per gli evacuati verrà allestito un punto di accoglienza al Palasport Mate Parlov di Veruda. Tutti gli abitanti della zona rossa verranno contattati di persona dai pompieri. La seconda zona di rischio, detta gialla, comprende il diametro di 1.600 metri dal sito del rinvenimento dell’ordigno. Oltre alla zona rossa e fino alla circonferenza della zona gialla non è previsto l’obbligo di evacuazione, ma solo il divieto di circolazione, sia con mezzi che a piedi. Entrano nella circonferenza gialla in parte o in toto le strade dei Partigiani, Dignano, Fasana, Paduli, delle Brigate d’Oltremare, la piazza al Ponte, la Riva e parte di Santa Caterina Monumenti. Chi rimane a casa dovrà rimanerci fino alla fine delle operazioni di disinnesco. Inoltre si consiglia di chiudere finestre, tapparelle o saracinesche e non avvicinarcisi.
Serie di allertamenti
La manovra di disinnesco dell’ordigno rinvenuto ancora il 15 ottobre inizierà alle 10 in punto. Il piano operativo prevede una serie di allertamenti progressivi della popolazione: il primo segnale acustico di avvertimento è previsto alle 8 per l’inizio dell’evacuazione, che terminerà alle 9. Seguirà la verifica del successo dell’operazione da parte dei vigili del fuoco. Alle 9.15 la zona gialla sarà chiusa al traffico, alle 10 inizieranno le operazioni di disinnesco, alle 11 tornerà a suonare la sirena per comunicare la fine della manovra e quindi gli evacuati potranno tornare a casa. Oltre al traffico stradale, sarà interdetto anche tutto il traffico ferroviario, marittimo e aereo. La Capitaneria di porto provvederà a vietare ogni attività in mare, di navigazione, di pesca o di diporto. Come misura di allertamento della popolazione è previsto anche il ricorso al Sistema nazionale di allertamento e gestione di crisi, che utilizza una tecnologia basata su celle di telefonia mobile per inviare messaggi di allarme a tutti i cellulari attivi in una zona interessata da una grave emergenza o eventi catastrofici imminenti o in corso. Gli operatori telefonici invieranno degli sms a tutti i cellulari sul territorio della Città di Pola col seguente messaggio: “A Pola a Montegrande il 26 ottobre 2025 saranno in corso operazioni di disinnesco e rimozione di ordigno bellico. Non avvicinarsi alla zona interessata”. A fine operazione verrà inviato un messaggio che comunicherà la fine del rischio. La bomba verrà quindi trasportata all’ex Bersaglio militare di Marlera nel Comune di Lisignano, dove verrà fatta brillare. Alla conferenza stampa di ieri mattina, oltre al sindaco e al capo degli Artificieri del Ministero dell’interno, Tomislav Vukoja, hanno preso parte anche il comandante dei vigili del fuoco Ivica Rojnić e il responsabile della Protezione civile di Pisino Mladen Kiković. Per dettagli sul caso, informazioni e accertamenti resta a disposizione ventiquattr’ore su ventiquattro il numero di emergenza europeo unico, il 112.
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