Dodici mesi in compagnia delle «mule polesane»

Anche per il 2021 la Comunità degli Italiani ha deciso di stampare un calendario da distribuire ai soci. Stavolta l’omaggio va al gentil sesso

Dodici mesi con l’augurio di un anno migliore

Anno nuovo, vita nuova. A voler essere completamente onesti, la “vita nuova” ce l’aveva riservata l’anno vecchio: questo 2020 che finisce nel peggiore dei modi con la sua incalzante pandemia che semina lutto. Quindi, a rigore, preghiamo l’anno che viene di ridarci la “vita vecchia”, quella che conoscevamo prima che entrassero in vigore il divieto di incontrarci, di andare al ristorante, di allenarci in palestra, di assistere in tanti a un concerto, di sposarci con tutti gli invitati che ci pare. Anno nuovo, vita vecchia per piacere. Lo dice a modo suo anche il calendario che la Comunità degli Italiani di Pola dedica ogni anno ai suoi soci, agli attivisti, ai partner, agli amici. Anche finora le sue edizioni ci avevano regalato tantissime emozioni, simpatia, compassione, umorismo e punte di amara ironia. L’ultimissima, quella che ci socchiude le porte del 2021, ci regala per contro una nuova maturità. Una maturità spoglia delle illusioni del passato ma anche maggiormente consapevole delle opportunità che si nascondono dietro ad ogni prova.

La copertina con la signora Novella e la sua vespa

Un 2021 di speranza
Il calendario 2021 nasce in queste condizioni di lockdown, il secondo dell’anno. La sede di via Carrara è chiusa, le attività sono nuovamente ferme, ma è accesa la speranza che l’imminente campagna di profilassi riporti la serenità nelle famiglie. Così si apre questo calendario di poche parole (e nessuna didascalia), dedicato alla donna in quanto tale e alla donna polesana in particolare. Per capire il contesto in cui è nato, ci basti l’attacco dell’editoriale a firma di Alessandro Lakoseljac Ukmar: “L’anno che finalmente ci prepariamo a lasciare alle spalle e che tutti vorremmo venisse rinchiuso per sempre in qualche recondito dimenticatoio, è stato pur sempre un anno di svolte e cambiamenti. Mutamenti radicali del nostro modo di pensare, di vedere le cose, di capirle e affrontarle. Ogni generazione ha qualcosa da raccontare e senza voler nulla togliere ai nostri genitori, o nonni, i quali hanno vissuto periodi ben più tragici di questo, noi, nel nostro piccolo, sentiamo molto di più ciò che ci ritroviamo a vivere rispetto a ciò che fu. L’attuale momento ci segna, forse ci mette in ginocchio, ma ugualmente ci fa sperare che allo stesso tempo ci doni anche un qualcosa di utile, un cambiamento di percorso, magari uno di quelli che riescono a cambiare il futuro”.

Prime comunioni, nozze, giorni di festa

Il merito della donna comune
Perché la donna? Nella scelta del tema ci ha messo lo zampino il caso che poi, come spesso accade, si è trasformato in necessità: “Stavamo selezionando le fotografie per il nostro Album dei ricordi polesani, ancora in preparazione, quando sono emerse da questa voluminosa montagna di foto d’epoca alcune immagini esclusivamente femminili che hanno catturato la nostra attenzione. L’argomento del calendario si è imposto così di necessità e con Alessandro, il redattore e impaginatore, abbiamo pensato di proporre questa singolare carrellata di scatti in segno di riconoscimento del valore e del merito della donna, ma, si badi bene, della donna comune, anonima, non quella che si è imposta all’attenzione del pubblico per meriti specifici oltre a quelli della semplice e cocciuta adesione alla vita in condizioni avverse”, così Tamara Brussich nel consegnare questo calendario alla stampa per la sua unica presentazione ufficiale nell’impossibilità di dargli una degna promozione in sede.

Le donne… intellettuali

Dedicato a colei che ha taciuto
La donna nella sua cocciuta adesione alla vita in condizioni avverse. Inevitabilmente la lingua batte dove il dente duole. “Sino a poco tempo fa – si legge appunto nell’editoriale – il calamaio della storia veniva impugnato solamente ed esclusivamente da mani maschili, spesso vili, spesso sconsiderate, spietate e molto di sovente sporche di sangue. Il tema del calendario di quest’anno è perciò la donna, che sebbene condivida con la sua controparte quasi tutto, in quasi tutto è anche ben distinguibile da essa; ed è proprio la donna che da poco meno di un secolo ha iniziato a impugnare gentilmente ‘l’albo versorio’ che traccia le pagine della storia”. Ecco dunque che il nuovo calendario della CI di Pola è dedicato a “colei che ha taciuto per gran parte del passato, ma che da eminenza grigia lo ha scolpito, ed è giusto che ora strappi finalmente dalle mani maschili la penna e inizi a usarla per dare un senso a questo tanto agognato cambiamento”. Nessuna Marie Curie, nessuna Rita Levi Montalcini in queste pagine finemente decorate con una grafica vintage, come vuole la tradizione. Nessuna Margherita Hack o Frida Kahlo o Angela Merkel. Le donne protagoniste di questo calendario non hanno una voce nelle enciclopedie o nei manuali di storia, non si trovano nemmeno in televisione ma sono semplicemente lo specchio di tutte quelle “mule polesane che hanno fatto diventare la nostra città quello che È (in maiuscolo)”. Va da sé che qualcuno ci riconoscerà pure un’amica, una madre, una nonna, una piccola fautrice della nostra storia locale come minoranza, senza la quale Pola non sarebbe sé stessa.

Amiche del cuore

Stampate 650 copie
Quest’anno niente “cin cin” in Comunità, niente baci e abbracci, niente veglioni, niente raduni, niente concerti, niente di niente. Ma sulla diffusione e circolazione del calendario non si discute. Per averne una copia basterà passare per la segreteria di via Carrara dopo il 21 dicembre, possibilmente uno alla volta, anche perché non c’è timore di restare senza la propria copia: ne sono state stampate 650 e ognuno avrà la sua, fosse pure dopo Capodanno. Il calendario è gratuito come sempre ma c’è una preghiera da esaudire. Nel ritirare la propria copia si passi anche a effettuare il versamento del canone annuo perché la Comunità degli Italiani ha la necessità di aggiornare l’elenco dei soci, correggere generalità e recapiti, purtroppo anche cancellare i nomi dei soci scomparsi. L’aggiornamento è necessario anche per sostituire le tessere, la cui stampa si rimanda all’anno prossimo. Da parte degli autori del calendario un solo auspicio: che l’anno nuovo ci porti almeno la possibilità di “riabbracciare le nostre mamme e nonne, i nostri veci, senza il timore di arrecare loro qualche magagna”.

Donne… emancipate

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