Sono passati vent’anni da quando la Comunità degli Italiani di Dignano ha trovato casa tra le storiche mura di Palazzo Bradamante, trasformandolo in un centro pulsante di cultura, identità e partecipazione. Per celebrare questo importante anniversario, si è stati “A Palazzo Bradamante” per una serata che ha visto uniti memoria, arte e spirito collettivo, rendendo omaggio a due decenni di attività vissute all’interno di uno spazio che è diventato simbolo di appartenenza e rinascita culturale. Un’occasione per ripercorrere il cammino compiuto e per rafforzare il legame tra passato, presente e futuro. E che festa è stata: con le forze di casa, gli ospiti delle Comunità amiche, e qualche sorpresa per tutti i partecipanti a fine serata.
A dare il benvenuto alla sala gremita di gente, la conduttrice Gloria Vale, che ha ricordato a tutti come “vent’anni fa, la Comunità degli Italiani di Dignano ha varcato per la prima volta le porte del nostro amato Palazzo Bradamante, che ancora oggi ci ospita con tutta la sua eleganza e maestosità. In questi due decenni, il palazzo non è stato soltanto una sede: è diventato un simbolo di appartenenza, un centro culturale pulsante dove si sono sviluppati progetti, tramandate tradizioni, si sono strette amicizie, si è coltivato l’amore per la lingua, la cultura e l’identità italiana”.
La parola quindi al presidente del sodalizio, Maurizio Piccinelli, che ha salutato il presidente del Consiglio della minoranza italiana della Regione istriana, Ennio Forlani, la vicesindaco della Città di Dignano, Manuela Geissa, la presidente della CI di Salvore, Samira Laganis e la presidente della CI di Abbazia, Sonja Kalafatović. Nel suo discorso, ha tenuto a sottolineare come i due decenni trascorsi a Palazzo Bradamante siano stati “anni di impegno, attività, incontri, musica, teatro e condivisione. Vent’anni di crescita collettiva, che abbiamo vissuto insieme, generazione dopo generazione”.
La vicesindaco Manuela Geissa, da parte sua, ha portato i saluti del sindaco Igor Orlić, che ha invitato a “riflettere non solo sul luogo che ci ospita, ma anche alle persone che danno vita ogni giorno alla nostra comunità. La Comunità degli Italiani di Dignano ha nella Città un forte alleato”. Tornando al Palazzo Bradamante, Geissa ha voluto ricordare che questo è stato nei secoli testimone silenzioso di mille volti e mille funzioni: loggia veneta, fondaco dell’orzo, sede del podestà, archivio, carcere, teatrino, edificio abitativo, fino a diventare casa della nostra identità culturale. “Viva Dignan, viva i bumbari!”, ha concluso.
E poi via con la festa. Non potevano mancare loro, i Minicantanti, già ben noti e amatissimi dal pubblico per la loro simpatia e il loro contagioso brio. Anche l’altra sera, con la loro energia e spontaneità, sono riusciti a conquistare la scena e a diventare – ancora una volta – le vere star della serata. Guidati dalla Maestra Patrizia Sfettina Jurman, hanno regalato “Pedro”, “La barchetta di carta”, “Giulia” e “Cuoricini”.
Avanti con il coro misto “VoCI di Abbazia”, che guidato dal Maestro Petar Čučak Migliaccio, ha intonato “Funiculì, funiculà”, “Marina” e “E la barca va”. Il coro ha letteralmente conquistato la sala, sprigionando un’energia indescrivibile che ha travolto il pubblico fin dalle prime note. Con voci armoniose, interpretazioni sentite e una presenza scenica coinvolgente, i coristi hanno trasformato ogni brano in un momento vibrante. Sicuramente uno dei momenti più applauditi della serata.
Ancora musica. Guidato dalla Maestra Jovana Vučević, il gruppo vocale “Silbio” della CI di Salvore ha presentato “Felicità”, “Alza le ancore”, “Petalo di rosa” e “La mia mamma me ga dito”. Il coro misto della CI di Dignano, invece, ha chiuso in bellezza con “Improvviso”, “Però mi vuole bene”, “In vino veritas” e “La vecia contrada”. Sempre guidati dalla Maestra Tena Bevčar, i cori riuniti hanno intonato “Va pensiero”, simbolo di identità, memoria e unità.
A salire il palco sono stati pure i recitatori della CI di Dignano: nel corso della serata hanno regalato alcune poesie di voci importanti della Comunità. Così, Elena Lupieri ha recitato “Sira istriana” di Mario Bonassin, Andrea Banco ha presentato “Le roughe de me paro” di Lidia Delton, mentre Ilaria Banco ha interpretato “Sussourado” di Loredana Bogliun. Come è stato rivelato dalla conduttrice, “se oggi siamo qui, in questo meraviglioso Palazzo, è anche grazie alla determinazione della signora Delton, che ha reso possibile il trasferimento della nostra CI in questa splendida sede”.
Dopo il simbolico scambio di doni tra i rappresentanti delle Comunità, è stata ancora festa, con un momento conviviale con aperitivo e torta. Ancora assieme per celebrare l’importante anniversario, con musica e cocktail, in compagnia di dignanesi e ospiti. Diciamolo: la festa organizzata dalla Comunità degli Italiani di Dignano è stata molto più di una celebrazione. È stata un’affermazione di forza, unione e impegno collettivo. Un momento corale che ha ricordato a tutti quanto sia vivo e vitale lo spirito comunitario, capace di costruire, unire e guardare al futuro con entusiasmo e determinazione.

Foto: VANJA STOILJKOVIĆ

Foto: VANJA STOILJKOVIĆ
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