Dignano impara a fare il cioccolato

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Dignano impara a fare il cioccolato
Temperare il cioccolato richiede pazienza, attenzione e precisione

A lezione di preparazione del cioccolato con il maître chocolatier Vili Radonić. Un’occasione che un gruppo di dieci appassionate di cioccolato non si è lasciato perdere. Si è tenuto nel fine settimana negli spazi della Pesa a Dignano, su organizzazione della locale Università popolare aperta insieme a Vili Radonić, del brand VR Choco Art, un laboratorio sul cioccolato. Obiettivo: insegnare le tecniche di lavorazione artigianale, la presentazione e la decorazione del cioccolato, sia nelle sue declinazioni più tradizionali che creative. E viste le creazioni delle corsiste, l’obiettivo è stato raggiunto. Dopo una prima parte teorica, importante per conoscere le materie prime, gli strumenti indispensabili e le principali tecniche di lavorazione del cioccolato, le partecipanti hanno avuto modo di fare esperienza, realizzando vere e proprie opere d’arte. Una volta temperato a mano il cioccolato, partendo da quello bianco, al latte, per arrivare a quello fondente, hanno realizzato tavolette, decori e lecca lecca. C’è stato spazio anche per la creazione di uova di Pasqua di cioccolato, da usare come decoro o regalo per l’imminente festa. Una volta imparata la tecnica, si realizzano in una quindicina di minuti. Ma, spiega il maestro cioccolataio, per delle maxi uova con decori particolari, ci vogliono anche 12 ore di lavoro.

Le partecipanti al laboratorio con gli organizzatori

”Temperare il cioccolato – ha spiegato Radonić –, è un’operazione delicata che richiede pazienza, attenzione e precisione. Il temperaggio non è altro che un processo in cui si parte dalla fusione del cioccolato e si arriva al suo conseguente raffreddamento, monitorato con un termometro per alimenti. Il risultato di quest’operazione sarà un cioccolato dalla particolare brillantezza e dalla buona consistenza, croccante al punto giusto: un prodotto che si scioglie lentamente in bocca, rilasciando tutto il suo aroma. È un procedimento che si svolge in diverse fasi a cui corrispondono temperature di fusione e raffreddamento ben precise, che variano a seconda del cioccolato che si sta utilizzando”. Lo sa benissimo Andrea, una delle partecipanti. Laureata in economia, è impiegata come capo pasticcera in un albergo a Pola: “È la mia passione, non ho mai seguito un corso di pasticceria, tutto quello che so su paste, dolci e torte l’ho imparato da sola e, passo dopo passo, sono arrivata a guidare un intero team. Nonostante conosca la maggior parte delle tecniche di lavorazione del cioccolato, il laboratorio è stato molto utile”. A conclusione del “dolce workshop”, come l’ha definito la direttrice dell’Upa, Jelena Kancijanić, per tutte un meritato certificato di partecipazione.

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