Le opportunità europee di crescita e sviluppo sono tante, ma non tutti sanno individuarle, coglierle e trarne beneficio. Non è il caso della Scuola Media Superiore Italiana Dante Alighieri di Pola, istituzione molto in gamba nel riconoscere degli sbocchi utili a fornire ai propri allievi esperienze formative, che esulano dagli standard e dai curricoli liceali, a consentire a questi giovani frequentatori di entrare in contatto con altre realtà dell’UE e loro culture e tradizioni, il che non è cosa da poco. Otto allievi ginnasiali sono reduci dalla settimana-progetto cui hanno partecipato in una storica città della Sassonia. La chiamano Große Kreisstadt, grande città circondariale. È Plauen, luogo dove ha acquistato sembianze concrete una delle tante, infinite, proposte di Erasmus+, programma che sostiene l’apprendimento, anche permanente, e promuove lo sviluppo educativo, professionale e personale dei cittadini d’Europa, giovani soprattutto. La Dante, su ennesima iniziativa del prof. di tedesco, Vito Paoletić, è di fatto riuscita ad attingere molteplici utili da quel budget settennale (2021-2027) che l’UE ha considervolmente aumentato con il chiaro proposito di perseguire lo scopo europeo: incremento della mobilità transnazionale, formazione di competenze, stimolo all’occupazione e alla cooperazione.
Un bagaglio di esperienze
Ancora freschi del viaggio di ritorno, i liceali, portano con sé il bagaglio delle esperienze acquisite durante un soggiorno germanico, in coabitazione con una quarantina di altri giovani provenienti da vari Paesi (Germania, Polonia, Ungheria, Romania), con cui hanno avuto modo di fare attività da laboratorio nelle quali sono stati offerti insegnamenti e modalità di rafforzamento del pensiero libero e innovativo, più concretamente iniziative formative incentrate su un approccio critico e creativo ai social media e all’Intelligenza artificiale. Approcci essenziali in un contesto dominato da network e da quest’intelligenza “umanoide”, ancora troppo poco esplorata, tutto un mondo dei tanti, grandi potenziali, da non demonizzare (altrimenti si rischia la ribellione generazionale, dagli Y Millenial, agli Alpha in crescita), ma da considerare in tutta la sua complessità, criticità, rischi e lati oscuri. La Scuola Dante ha accettato gli approcci proposti nella città Sassone, beneficiando di un programma formativo all’avanguardia, mettendo alla prova non soltanto il proprio sapere finora acquisito in aula, ma anche le competenze linguistiche in fatto di tedesco. E manco questo è poco.

Foto: SMSI DANTE ALIGHIERI
Uso e abuso di social e IA
“Riflessioni sui fenomeni socio-tecnologici, amicizia e collaborazione transfrontaliera hanno accompagnato il team della Dante – dice Vito Paoletić nel suo rapporto di viaggio – che lavorando a gruppi ha analizzato l’uso e abuso del social media e dell’IA, partendo dai molteplici aspetti e prospettive, sfociando nel contesto scolastico-formativo, della società, dell’economia, del commercio, della politica fino a completarne il caleidoscopio. É doveroso segnalare che la nostra scuola è da due anni partner della Deutsche Nationalstiftung, fondazione che organizza settimane progetto per una ventina di istituzioni scolastiche, e che ha reso nuovamente possibile questo interessante stage”.

Foto: SMSI DANTE ALIGHIERI
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