“Dante Alighieri”: alunni disciplinati nell’era covid

Una delle aule della Scuola media superiore italiana “Dante Alighieri”

Come vivono le scuole dell’era Covid e come funziona la prevenzione dal contagio in ambito scolastico dopo quasi un mese e mezzo di lezioni nell’anno pedagogico 2020/2021? È il caso di chiederlo ai dirigenti scolastici chiamati a gestire questa che è un’assai poco facile incombenza aggiuntiva al loro impegnativo lavoro quotidiano. Il buon quadro epidemiologico istriano gioca pure a favore della tranquillità delle scuole della Regione, ma la prudenza non è mai esagerata, il virus è alle porte e potrebbe facilmente superarle.

“Devo lodare tutti, sia i docenti e dipendenti, sia gli alunni – rileva Debora Radolović, preside della Scuola Media Superiore Italiana ‘Dante Alighieri’ di Pola –. Tutti si attengono alle regole di contenimento della diffusione del virus dettate dalla Protezione civile e dal Servizio epidemilogico. Siamo in attesa di ottenere la traduzione italiana di quelle 70 pagine che spiegano il modello di comportamento in regime di crisi sanitaria, diffuso all’inizio dell’anno dal Ministero della Scienza e dell’Istruzione. L’Assessorato regionale della CNI e delle altre etnie ci viene incontro con questo servizio indispensabile nella gestione amministrativa e, in caso di bisogno, per comunicare con i genitori degli allievi. Osserviamo fedelmente il protocollo assegnato: teniamo pronto il grembiule protettivo con visiera e altri dispositivi di protezione, abbiamo organizzato la stanza ‘Covid’ dove procedere con l’isolamento e la rilevazione della temperatura qualora si venga a conoscenza di un alunno sintomatico. Siamo felici di non aver dovuto utilizzarla, almeno finora”.

Fiducia reciproca
Si apprende, che a ogni raffreddore o mal di testa, che capitano una o due volte alla settimana, gli allievi vengono mandati immediatamente a casa. La scuola dispone di un archivio dati degli alunni e dei loro medici, che nel rispetto delle norme della privacy, diverrebbero utili in caso di necessità. Viene considerata ottima la collaborazione e buono il rapporto di fiducia instaurato tra allievi, genitori e insegnanti capoclasse. Le mascherine non sono obbligatorie, ma soltanto consigliate ai docenti, tuttavia vengono indossate senza eccezioni di sorta, salvo un unico caso di ribellione giovanile, in occasione di ogni spostamento, in tutti gli spazi in comune: corridoi, bagni, sala insegnanti. Se qualcuno scorda la mascherina a casa, la scuola ne rifornisce una attingendo dalle scorte. All’inizio dell’anno scolastico la Regione istriana aveva rifornito ciascun allievo di due mascherine confezionate dalla Tekop Nova.
“Abbiamo fatto richiesta – prosegue la preside – per lo svolgimento di ore di lezione accorciate, e dopo tre settimane di lavoro, quando è arrivato il permesso ministeriale, siamo passati allo svolgimento di lezioni di 40 minuti, il che facilità gli spostamenti degli allievi pendolari. Ma apre a molti altri vantaggi: svolgimento di 9 ore di lezione e delle materie facoltative, suppletive e aggiuntive. Nel rispetto delle indicazioni organizzative generali, come la necessità di avere attività strutturate per gruppi/sezioni stabili, abbiamo predisposto sia lezioni in aula che in collegamento diretto, attraverso la didattica a distanza, alternando le presenze. Si fa così nel caso di etica-religione, per il facoltativo di lingua francese, spagnola, tedesca e latina. Tutto passa attraverso Teams Microsoft 365, una buona piattaforma che ha rimediato agli intralci della scorsa primavera. Ormai abbiamo capito gli errori, abbiamo imparato dai medesimi e ci siamo adeguati”. Le piacevoli condizioni meteo hanno finora permesso di tenere anche lezioni all’aperto usando sedie pieghevoli, e, piuttosto che andare in palestra, vuota già da tempo, si è preferito optare per delle passeggiate salutari nei vicini boschi di Grega e Bussoler”.

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